Quesito

Caro Padre Angelo,
Mi chiamo Giuseppe. Da tempo seguo il sito di amici domenicani e lo trovo un ottimo strumento. La ringrazio per il servizio che Lei svolge, ma soprattutto ringrazio Dio del vostro dono alla comunità cristiana. Ho 28 anni e da sempre frequento la chiesa, ringrazio Dio per essersi manifestato e donato alla mia vita attraverso i miei genitori che mi hanno educato alla fede. Nonostante i miei limiti e miei peccati non ho mai smesso di credere nella misericordia e nella grazia di Dio. La vita da cristiano è una vita controcorrente, è una lotta continua sopratutto nella società in cui viviamo che rovescia i principi e gli insegnamenti di Gesù Cristo. Da tempo, però, rimbombano nella mia testa alcune domande verso cui ho difficoltà a trovare una risposta.
So bene che Cristo ha istituito i sacramenti ma soprattutto ha edificato la Chiesa tramite Pietro. Ma mi domando: la Chiesa che Cristo ha edificato per mezzo di Dio, è, alla luce della storia e dei fatti di oggi, veramente una comunità che segue la volontà di Dio fin dalla sua nascita? Ovvero è veramente la Chiesa che Cristo aveva in mente? Quel popolo che deve seguire Cristo in tutto e per tutto senza se e senza ma. Le chiedo questo perchè, nei secoli dopo la nascita di Gesù, all’interno della Chiesa ci sono stati dei fatti e degli avvenimenti che non riesco a conciliare con il vangelo (ad es. l’enorme potere economico e politico dello Stato Vaticano, il periodo delle crociate e dell’inquisizione, etc.); comportamenti che sussistono tuttora in forme diverse (corruzione, poca trasparenza nella gestione del denaro, privilegi, etc.). Ora il problema in fondo non riguarda direttamente me, io non ho perso la fede nella Chiesa. Essendo la Chiesa fatta di uomini è normale che tutti possiamo cadere e solo Dio può darci una natura nuova. E’ vero inoltre che fa più rumore il male che il bene. Penso infatti a quello che molti uomini di fede fanno e hanno fatto per la Chiesa, in particolare gli ordini religiosi come il vostro, i francescani, le carmelitane, le suore di Santa Teresa etc. Il problema si pone, quindi, quando mi confronto con le persone lontane da Dio e dalla Chiesa che giustificano la loro lontananza per questi motivi utilizzando spesso una serie di luoghi comuni che mi mettono in difficoltà nel trovare una risposta adeguata. In definitiva, come deve agire un cristiano di fronte a questi fatti?
La ringrazio anticipatamente per la risposta.
Cordiali saluti,
Giuseppe


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
1. ti domandi se la Chiesa di oggi sia la Chiesa pensata e voluta da Gesù.
Questa domanda potrebbe far pensare che la Chiesa di oggi sia quella presentata da certi mezzi di comunicazione sociale, i quali identificano Chiesa e Vaticano o nel migliore dei modi Chiesa e gerarchia ecclesiastica.
Ma la Chiesa non è questo.
Che cosa è la Chiesa?
È la comunione dei battezzati che ricevono linfa spirituale da Cristo per il loro vivere e il loro operare.
Nella comunione dei battezzati ci sono anche i vescovi e i sacerdoti. Ma Chiesa sono tutti.
È sbagliato identificare la Chiesa con il clero.
Chiesa siamo tutti, anche quelli che, pur battezzati, non vanno mai a Messa.

2. La Chiesa è come un campo, secondo l’espressione del Signore, dove la buona semente (la grazia di Gesù Cristo) fruttifica diversamente, a seconda delle disposizioni dei singoli: ove il trenta, ove il sessanta, ove il cento per uno (Mt 13,8).
Inoltre alcuni all’interno della Chiesa non producono alcun frutto: sono come la strada sulla quale Cristo ha tentato di seminare (Mt 13,4).
Altri hanno poca consistenza: sono come il “luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò” (Mt 13,5-6).
Altri sono partiti bene, ma poi sono rimasti soffocati dalle preoccupazioni del mondo (Mt 13,7).
Senza dire che nel frattempo, sempre secondo il linguaggio evangelico, il nemico dell’uomo semina ampiamente la sua zizzania (Mt 13,25ss).

3. Certo Gesù vuole una chiesa santa. Ma la santità perfetta, quella immune da ogni pericolo di corruzione, non è di questo mondo, ma dell’altro, del paradiso.
Finché siamo di qua, tutti i battezzati, e cioè tutta la Chiesa, sono soggetti a tentazione, a sconfitte e a vittorie.
Dice il Concilio Vaticano II: “Mentre Cristo, "santo, innocente, immacolato" (Eb 7,26), non conobbe il peccato (2 Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare i peccati del popolo (Eb 2,17), la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento” (Lumen gentium, 8).
Tutti nella Chiesa, dal più grande al più piccolo, sono sempre bisognosi di purificazione. Lo è il Papa, lo sono io, lo sei anche tu.
Tutti ci confessiamo, chi più e chi meno, e lo faremo fino all’estremo della nostra esistenza.
Tutti sappiamo di essere in questa situazione: non siamo mai definitivamente salvati finché non ci troveremo almeno in Purgatorio.

4. Noi pertanto, consapevoli di quello che siamo, dall’ultimo al più grande, non puntiamo il dito contro nessuno, perché conosciamo il personale bisogno di purificazione.
I grandi santi hanno purificato la Chiesa purificando in maniera quanto mai energica se stessi: si veda ad esempio la vita da San Francesco o di Sant’Ignazio di Loyola.
La purificazione della Chiesa è stata come un effetto a valanga della loro purificazione.

5. La Chiesa di ogni tempo si trova contaminata dalle miserie umane.
A partire dalla Chiesa fondata da Gesù: gli apostoli, all’interno dei quali vi furono dispute su chi fosse il più grande (ecco l’ambizione!) e vi fu perfino un traditore (Giuda) a motivo dell’attaccamento al denaro.
A me non interessa chi oggi nella Chiesa sia vittima dell’ambizione o dell’attaccamento al denaro.
Devo preoccuparmi di non essere io il primo dominato dall’ambizione o dall’attaccamento al denaro.

6. Ma devo aggiungere una cosa: nella tua email ti riferisci a luoghi comuni contro la Chiesa. Sai benissimo anche da chi vengono orchestrati.
Sono persone che rimproverano ai membri della Chiesa di non essere secondo l’insegnamento di Gesù. E vada, perché chi lo è in maniera integrale?
Ma loro, che muovono in maniera sistematica e pesante queste critiche alla Chiesa sono santi, immacolati, intemerati, puri, distaccati dal denaro, dall’ambizione, tendenti alla santità?
Mi viene in mente un passaggio di San Paolo: “E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia” (Rm 1,28-31).
Fanno dell’aborto, e cioè dell’omicidio degli innocenti, la loro bandiera, reclamano come diritto o conquista civile ogni sorta di impurità, anche di quelle più abominevoli, non promuovono in nessuna maniera il matrimonio, sono favorevoli all’eutanasia e se possono la praticano… insomma sono favoprevoli ad ogni tipo di sfascio: non si accorgono di proporre come ideale il nulla e la dissoluzione.
Dietro i loro discorsi, dietro i rimproveri alla Chiesa di non essere come ha l’ha voluta nostro Signore (ripeto: e chi in maniera integra è come lo vuole Nostro Signore?) c’è questa realtà, ben triste, una realtà di dissoluzione.
Per ora mi fermo qui.
Successivamente ritornerò qualche punto della tua email.

Continua a tendere alla santificazione, ad essere come ti vuole il Signore.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo