Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei farle due domande sui ministri straordinari dell’Eucaristia.
Preso atto di quanto da Lei già chiarito in occasione di risposte ad altri visitatori, ho sviluppato alcune perplessità nel constatare l’apparente “leggerezza” con cui questo ruolo viene gestito in termini pratici.
Due esempi relativi ad esperienze recenti:
– Durante la Santa Messa, al momento di distribuire l’Eucaristia il celebrante richiama l’attenzione di un “ministro straordinario” tra i fedeli, che non se ne accorge immediatamente, così il sacerdote si rivolge ad un secondo “ministro straordinario”. Alla fine, entrambi vanno verso l’altare, così il celebrante, per non rimandare nessuno dei due indietro, si siede tranquillamente e lascia che siano solo i due “ministri straordinari” a distribuire l’Eucaristia.
– Stessa chiesa, prima dell’inizio della Santa Messa, l’uomo  che si occupa di definire chi leggerà le letture mi chiede se voglio distribuire l’Eucaristia con la stessa leggerezza con cui ad altri chiede di raccogliere le offerte. Non sono ministro straordinario, anche se questo “dettaglio” non mi viene chiesto. Naturalmente mi rifiuto categoricamente, seppur educatamente. Già vivo il concetto di ricevere il Corpo di Cristo con consapevolezza di completa indegnità da parte mia, già non riesco a ricevere l’Eucaristia in mano, ritenendomi ancora più  indegno di toccare con mano il Corpo di Cristo….  il solo pensiero di distribuirla con le mie mani ad altri in maniera peraltro irregolare mi è del tutto inconcepibile.  Questo secondo esempio spiega perché nel primo ho virgolettato “ministri straordinari”, nel senso che a questo punto dubito fortemente che anche coloro che distribuiscono comunemente l’Eucaristia in quel contesto lo siano realmente, o quantomeno esiste il forte rischio che non lo siano.
Sono io che noto questi aspetti con eccessiva pignoleria, o questi atteggiamenti che constato in costante diffusione contengono realmente mancanze gravi nei confronti del Santissimo?
La ringrazio per la costanza e la pazienza con cui risponde a tutti noi, le offro una preghiera e le chiedo di ricordare in una preghiera la mia famiglia.
Carlo


Risposta del sacerdote

Caro Carlo,
negli ultimi tempi del pontificato di Giovanni Poalo II fu emanata un’istruzione “Redemptionis sacramentum” sulla celebrazione dell’Eucaristia per evitare abusi.
In questa istruzione si precisano alcune cose a proposito del ministro straordinario della sacra Comunione che ti ripresento:
1. “Come è stato già ricordato, «ministro, in grado di celebrare in persona Christi il sacramento dell’Eucaristia, è il solo Sacerdote validamente ordinato». Perciò il nome di «ministro dell’Eucaristia» spetta propriamente al solo Sacerdote. Anche a motivo della sacra Ordinazione, i ministri ordinari della santa Comunione sono i Vescovi, i Sacerdoti e i Diaconi, ai quali, dunque, spetta distribuire la santa Comunione ai fedeli laici nella celebrazione della santa Messa. Si manifesti, così, correttamente e con pienezza il loro compito ministeriale nella Chiesa e si adempia il segno sacramentale” (n.154).

2. “Oltre ai ministri ordinari c’è l’accolito istituito, che è per istituzione ministro straordinario della santa Comunione anche al di fuori della celebrazione della Messa. Se inoltre ragioni di autentica necessità lo richiedano, il Vescovo diocesano può delegare, a norma del diritto, allo scopo anche un altro fedele laico come ministro straordinario, ad actum o ad tempus, servendosi nella circostanza della appropriata formula di benedizione. Questo atto di deputazione, tuttavia, non ha necessariamente forma liturgica, né in alcun modo, se la avesse, può essere assimilato a una sacra Ordinazione. Soltanto in casi particolari e imprevisti, può essere dato un permesso ad actum da parte del Sacerdote che presiede la celebrazione eucaristica” (n.155).

3. “Questo ufficio venga inteso in senso stretto secondo la sua denominazione di ministro straordinario della santa Comunione, e non «ministro speciale della santa Comunione» o «ministro straordinario dell’Eucaristia» o «ministro speciale dell’Eucaristia», definizioni che ne amplificano indebitamente e impropriamente la portata” (n.156).

4. “Se è di solito presente un numero di ministri sacri sufficiente anche alla distribuzione della santa Comunione, non si possono deputare a questo compito i ministri straordinari della santa Comunione. In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero, non lo esercitino. È riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benché presenti alla celebrazione, si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici” (n. 157).

5. “Il ministro straordinario della santa Comunione, infatti, potrà amministrare la Comunione soltanto quando mancano il Sacerdote o il Diacono, quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia o altro serio motivo o quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è tanto grande che la celebrazione stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo. Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione del tutto insufficiente un breve prolungamento, secondo le abitudini e la cultura del luogo” (n.158).

6. “Non è in nessun modo consentito al ministro straordinario della santa Comunione delegare all’amministrazione dell’Eucaristia qualcun altro, come ad esempio un genitore, il marito o il figlio del malato che si deve comunicare” (n. 159).

7. Come vedi, non è lecito al sacerdote astenersi dal distribuire la Santa Comunione per delegare i ministri straordinari, né è lecito ad un ministro straordinario delegare altri.
Tanto meno, a fortiori, questo lo può fare uno che non sia neanche ministro straordinario come succede nella tua parrocchia.

8. Tuttavia è consentito al sacerdote chiamare un laico perché si accosti a lui nella distribuzione della Santa Comunione qualora non ci fosse nessuno che l’aiuti.
Evidentemente il sacerdote sceglierà tra quelli che gli stanno vicino e che magari hanno già fatto la Santa Comunione e quindi in stato di grazia.

9. Devo dire infine che l’Ordinamento generale del Messale romano (n.162) prevede che nel caso non vi sono altri presbiteri a disposizione e il numero dei comunicandi sia molto grande,  “il sacerdote può chiamare in aiuto ministri straordinari, cioè l’accolito istituito, o anche altri fedeli a ciò deputati secondo il diritto. In caso di necessità, il sacerdote può incaricare volta per volta fedeli idonei.
Tuttavia anche in quest’ultimo caso è previsto un breve rito.
Ti riporto le disposizioni del Messale Romano:
“2025. L’Ordinario del luogo può permettere ai sacerdoti in cura d’anime di affidare, volta per volta, in caso di vera necessità, a una persona idonea l’incarico di distribuire la Comunione.
2026. È bene che la persona scelta riceva 1’incarico secondo il rito qui descritto.
2027. Alla frazione del Pane colui che è chiamato a distribuire la Comunione si porta all’altare e rimane vicino al sacerdote celebrante.
Dopo l’invocazione Agnello di Dio il sacerdote lo benedice con queste parole: Ti benedica il Signore, perché tu sia degno di dare l’Eucaristia ai tuoi fratelli. Il ministro risponde: Amen”.

10. Dunque anche quando sono scelti volta per volta, tutto deve essere fatto con dignità e secondo i riti della Chiesa e non in maniera frettolosa e facilona.
Che anche in questo si manifesti la grandezza e la sacralità di ciò che viene comunicato.

11. Infine, come sottolinea il n. 154, l’Eucaristia ha solo ministri ordinari e questi sono i sacerdoti. Non vi sono ministri straordinari dell’Eucarestia.
In altri termini non vi sono ministri straordinari che possano celebrare la S. Messa.
Vi sono invece i ministri straordinari che possono distribuire la Santa Comunione.
La distinzione, come vedi, non è marginale.

Ti ricordo al Signore  ti benedico.
Padre Angelo

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