Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo …, sono sposato ed ho … figli.
Le scrivo, perchè dovrei chiederLe una cosa:
Devo premettere che era da diversi anni che facevo ministro straordinario della comunione. Ed ora è da un mese che non lo faccio più. Sono sempre più convinto del fatto che siano solo i sacerdoti a poter distribuire la comunione.
E’ già da tempo che mi pesava il fatto di dare la comunione alla coppie che convivevano, senza essere regolarmente sposate in chiesa. La mia coscenza era molto disturbata.
Il tutto è ora scattato dal fatto che nella nostra parrocchia è stato assunto un lettore nuovo. Lettore questo che convive cun una donna che a suo tempo era sposata in chiesa con un altro uomo ed ha poi divorziato ed ora vive con lui. Questo lettore quando aveva chiesto di poter leggere in chiesa aveva chiesto se poteva farlo, dal momento che viveva con una divorziata, ma gli è stato detto che non era assolutamente un problema.
Io avevo chiesto al vicario come mi sarei dovuto comportare se questo lettore avesse voluto la comunione, dal momento che secondo me, vivendo con una divorziata, non è in grazia di Dio. La mia coscienza mi diceva di non dargliela.
Alcuni membri del consiglio parrocchiale si sono arrabbiati con me dicendo che non è affar mio se la prende o no la comunione. E`lui che deve avere la libertà di decidere se prenderla o meno. E mi è pure stato detto che se ho questi problemi è meglio che smetta di fare il ministro straordinario della comunione. Cosa che poi ho anche fatto.
Dal momento che ho comunicato questa mia decisione ad alcuni membri del consiglio parrocchiale, una persona si è scagliata contro di me, chiedendomi se loro (i ministri straordinari della comunione) mi potevano ancora dare la comunione, "dal momento che erano dei grandi peccatori!“ (premetto che io non ho mai detto a loro di essere dei peccatori!!). Era molto arrabbiato.
Una domanda del genere non me la sarei mai aspettata. Domanda che mi ha fatto molto riflettere ed alla quale non trovo una risposta: è giusto prendere la comunione dai ministri straordinari della comunione? o si deve prendere la comunione solo dai sacerdoti?
Ho deciso di rivolgermi a Lei, perchè mi ha già aiutato altre volte.
Se potesse darmi una risposta Le sarei molto grato.
RingraziandoLa anticipatamente, invio
cordiali saluti.


Risposta del sacerdote

Caro ..,
solo oggi sono giunto alle mail del 6 gennaio. Me ne dispiace e te ne domando scusa.

1. La lettera della Congregazione per la dottrina della fede lettera (14.9.1994) Sulla pastorale dei divorziati risposati al n.5 scrive: “A motivo della loro situazione obiettiva i fedeli divorziati risposati non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali (CCC 1650)”.
Il Direttorio della pastorale familiare della CEI (25.7.1993) scrive: “La partecipazione dei divorziati risposati alla vita della Chiesa rimane condizionatadalla loro non piena appartenenza ad essa. È evidente che essi non possono svolgere nella comunità ecclesiale quei servizi che esigono una pienezza di testimonianza cristiana, come sono i servizi liturgici e in particolare quello di lettori, il ministero di catechista, l’ufficio di padrino per i sacramenti.
Nella stessa prospettiva, è da escludere una loro partecipazione ai consigli pastorali, i cui membri, condividendo in pienezza la vita della comunità cristiana, ne sono in qualche modo i rappresentanti e i delegati.
Non sussistono invece ragioni intrinseche per impedire che un divorziato risposato funga da testimone nella celebrazione del matrimonio: tuttavia saggezza pastorale chiederebbe di evitarlo, per il chiaro contrasto che esiste tra il matrimonio indissolubile di cui il soggetto si fa testimone e la situazione di violazione della stessa indissolubilità che egli vive personalmente” (DPF 218).

2. Mi scrivi: “Io avevo chiesto al vicario come mi sarei dovuto comportare se questo lettore avesse voluto la comunione, dal momento che secondo me, vivendo con una divorziata, non è in grazia di Dio”.
L’ultima espressione che hai usato non è corretta: hai detto che non vive in grazia.
Questo lo può sapere solo il Signore. Può darsi che viva come fratello e sorella.
Tuttavia oggettivamente questo lettore vive in maniera irregolare, così da destare scandalo soprattutto per i più piccoli all’interno della comunità cristiana.
È la sua situazione di irregolare – là dove è conosciuto come tale –  che gli impedisce di ricevere pubblicamente la Santa Comunione.

3. Più che negargli la S. Comunione qualora te l’avesse chiesta, avresti dovuto prenderlo da parte e dirgli che lo mettevi in grave conflitto con la tua coscienza come ministro straordinario della S. Comunione, e che piuttosto sarebbe stato meglio che andasse da un altro, se proprio la voleva fare.
D’altra parte, se fungevi da ministro straordinario, ci sarà pur stato nella celebrazione della Messa un ministro ordinario, al quale avrebbe potuto far riferimento.

4. La domanda che ti hanno fatto gli altri ministri straordinari della Comunione è senza senso perché qui non si giudica se una persona sia un grande peccatore o se sia in grazia. Queste cose appartengono alla valutazione personale della coscienza e al giudizio di Dio.
Qui il problema è un altro: se si tratta di irregolari, non possono svolgere il compito di ministri straordinari della Comunione a motivo dello scandalo recato alla comunità cristiana, soprattutto nei confronti di coloro la cui coscienza è in formazione.
Un ministro straordinario della Santa Comunione nella sua vita personale potrebbe essere anche il più grande peccatore di questo mondo, ma la sua posizione non è di scandalo.
Non dico che possa ugualmente distribuire la Santa Comunione, per la quale è più che conveniente, anzi è doveroso che si trovi in grazia. Ma che almeno non dia scandalo.
Se poi ha una doppia vita, è meglio che vada da chi di dovere e gli dica francamente che non si sente di essere ministro straordinario della S. Comunione a motivo di una vita personale che è incompatibile con questo ministero.

5. Alla tua domanda finale: si può prendere la Santa Comunione da un ministro straordinario?
Sì, perché la Chiesa li ha istituti apposta.
Non tocca ai fedeli giudicare se il ministro straordinario sia in grazia o non lo sia.
Tocca invece al parroco impedire che un irregolare possa essere ministro straordinario della S. Comunione.
Ugualmente tocca al parroco far revocare il mandato di ministro straordinario della Santa Comunione qualora questi avesse una doppia vita.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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