Quesito

Gentile padre Angelo,
sono molto felice di avere trovato in rete il vostro sito, che trovo quanto mai utile, e la ringrazio per il servizio che svolge per i fedeli. La domanda che le pongo è la seguente: ho partecipato, in data 6 settembre, ad una messa in un santuario mariano retto dai frati francescani; giunto al momento di dire la formula "Per Cristo, con Cristo e in Cristo…", il celebrante ha invitato l’intera assemblea a pronunciarla insieme a lui, e l’assemblea, ovviamente, ha accolto l’invito. La stessa cosa è avvenuta al momento di dire "Vi lascio la pace, vi do la mia pace…": invito all’assemblea e pronuncia comune della frase. Io sono rimasto in silenzio, perché, avendo frequentato un corso per organisti liturgici organizzato dalla mia diocesi, mi sono ricordato di una lezione nella quale il sacerdote che ci istruiva, un salesiano molto preparato e competente, citava proprio l’ipotesi di inviti "irrituali" rivolti dal celebrante all’assemblea, e specificamente quelli di pronunciare parti non spettanti al popolo, definendoli senz’altro degli abusi.
Ora, io le domando se anche lei condivide questa opinione, e se, a suo giudizio, ho fatto bene a rimanere zitto, oppure avrei dovuto in ogni caso fare ciò che il frate chiedeva; inoltre, casi del genere andrebbero segnalati al vescovo o ad altra autorità?
Attendo la sua risposta, e le assicuro che la ricorderò nelle mie preghiere.
Grazie di nuovo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nelle prescrizioni del Messale Romano le preghiere che mi hai indicato sono esclusive del sacerdote il quale nella celebrazione dei sacramenti e soprattutto dell’Eucaristia agisce in persona Christi ed è mediatore tra Dio e gli uomini.
Lo ricorda molto bene il Messale Romano nelle sue istruzioni, che tu stesso puoi leggere nell’Introduzione del Messale che il sacerdote usa all’altare.

2. Te ne ricordo alcune.
Al numero 30 si legge: “Tra le parti proprie del sacerdote, occupa il primo posto la Preghiera eucaristica, culmine di tutta la celebrazione.
Seguono poi le orazioni, cioè: l’orazione di inizio (o colletta), l’orazione sulle offerte e l’orazione dopo la Comunione.
Queste preghiere, dette dal sacerdote nella sua qualità di presidente dell’assemblea nella persona di Cristo, sono rivolte a Dio a nome dell’intero popolo santo e di tutti i presenti. Perciò giustamente si chiamano «orazioni presidenziali»”.
Al numero 32: “La natura delle parti «presidenziali» esige che esse siano proferite a voce alta e chiara e che siano ascoltate da tutti con attenzione. Perciò, mentre il sacerdote le dice, non si devono sovrapporre altre orazioni o canti, e l’organo e altri strumenti musicali devono tacere”.

3. Se fosse lecito recitare insieme le preghiere che il Sacerdote vi fa recitare, perché non recitare insieme con lui anche tutte le altre, a partire dall’orazione iniziale fino a quella conclusiva della Messa?

4. All’altare il sacerdote agisce in persona Christi (identificandosi con Cristo).
Mentre celebra, c’è in lui una particolare presenza del Signore.
Il popolo fa la sua parte risponde ai dialoghi e accompagnando la preghiera del sacerdote dicendo “Amen”.

5. Il sacerdote di cui mi parli pertanto ha compiuto un abuso.
Non gli è lecito fare quello che vuole durante la celebrazione dell’Eucaristia.
I Sacramenti, massime quello dell’Eucaristia, non sono di sua proprietà.
È ministro di Cristo e della Chiesa e a lui si richiede di essere fedele.

6. Hai fatto bene a stare zitto e comprendo il tuo disagio perché questo abuso ti ha disturbato il raccoglimento e la devozione.
Sul da farsi: mi dici che è un sacerdote francescano. Pertanto avrà pure un superiore. Sono certo che gli avranno fatto osservazione, ma lui probabilmente è sicuro di quello che fa. Sicché ho l’impressione che non rimanga altro da fare che pregare per lui perché diventi più umile.
Anziché ricorrere ai suoi superiori, io ti direi di farglielo sapere anche per scritto dicendogli umilmente che quest’abuso ti disturba e ti dispiace, tanto più che avviene alle soglie della Santa Comunione.

7. Voglio dirti un’ultima cosa.
Forse il Signore ha permesso questo disguido proprio perché tu ti impegni di più a pregare per i sacerdoti e in particolare per quel sacerdote.
Lo fai?
Lo sai bene che ce n’è bisogno.
Ti esorto a farlo, qualora non lo facessi già, pregando tutti i giorni col santo Rosario.

Ti accompagno con la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo