Quesito

Reverendo e carissimo Padre Angelo,
più volte mi sono rivolto a lei per preziosi consigli. A volte li ho seguiti, altre no. Sono caduto e ricaduto in mille tentazioni. Da qualche giorno però, non so come né perchè, ho dentro di me una sensazione nuova, forte… un bisogno, un enorme bisogno di riconciliarmi con Dio, bisogno di sentirmi nuovamente libero, rinato, pulito, e un bisogno di avvicinarmi di nuovo all’Eucarestia. Mi sembra strano perché è una sensazione che non avrei immaginato prima e perchè è nata spontanea, così… senza che nemmeno ci facessi qualche pensiero. 
Ora però le scrivo per l’argomento che sta mettendo in difficoltà la mia famiglia.
Mio figlio …, di nove anni, il prossimo anno farà la prima Comunione ma non la prima Confessione. Il Parroco di …, dove abitiamo, usa fare così. Prima la Comunione e solo l’anno dopo la Confessione. E’ certo che i bambini non hanno colpe, soprattutto gravi, ma io sono perplesso per questa inversione. Non ostante io sia un peccatore ho avuto un’educazione molto bella, con due zii frati francescani, che ho frequentato, una zia suora e dei parenti devoti e pieni di Fede. Ho respirato un’aria privilegiata che ha lasciato in me una bella e profonda traccia non ostante le mie cadute. E mi piace il mio passato, le cose che mi sono state insegnate con amore.
Perdoni ma a me viene da pensare che la Confessione sia importante e vada fatta prima della Comunione. Ho letto in proposito un suo intervento dove parlava dell’aspetto pedagogico della Confessione, di educazione al bambino, che si trova a riflettere, a pensare… con la mente di un bambino certo ma… è un percorso graduale che segue la crescita e aiuta a formarsi.
Ho scritto anche al mio Vescovo, che conosco bene, ma non so cosa dirà, certamente non potrà non avere che parole delicate e diplomatiche. E posso capire. Mia moglie vede la cosa in modo diverso, e dice che deve pensare al bambino, a cosa è meglio per lui. Si fida, insomma, del Parroco. Non è che io non mi fidi di lui ma penso sia un suo pensiero, molto soggettivo. Non penso sia un errore, soprattutto grave, ma stona molto con la mia impostazione che pensavo di riproporre anche a mio figlio.
Lei cosa mi dice?
Le sarò sempre riconoscente per l’aiuto che sta dando a me e a tante persone bisognose come me.
Grazie.
Un cordiale saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi auguro che il Vescovo al quale ti sei rivolto non abbia risposto in maniera da lasciare tutto così com’è.
Perché è doveroso che la confessione preceda la Santa Comunione.
Sono d’accordo che nei bambini non è strettamente necessaria perché in genere sono privi di peccati gravi.
Tuttavia anche loro fanno i loro capricci (e sono consapevoli di farli), anche loro fanno dispetti e disobbedienze (e sono consapevoli di farli). E cosi per tanti altri peccati.
Certo sarebbe molto meglio se il tuo parroco seguisse la normativa della Chiesa.

2. Oggi in alcune diocesi la prima Comunione viene differita ad età più tardiva. In altre la si fa precedere dalla Cresima.
Ma in ogni caso la Confessione viene sempre fatta prima e dell’uno e dell’altro sacramento.
Infatti il precetto della confessione annuale obbliga indipendentemente dalla prima Comunione.
Questo precetto risale al Concilio Lateranense IV (1215) e dice: “ogni fedele dell’uno e dell’altro sesso, dal momento in giunge all’età della discrezione (e cioè di distinguere il bene dal male) confessi da solo e fedelmente tutti i suoi peccati…” ("Omnis utriusque sexus fidelis, postquam ad annos discretionis pervenerit, omnia sua solus peccata confiteatur fideliter).
Questo precetto viene ripreso nell’attuale Codice di Diritto Canonico: “Ogni fedele, raggiunta l’età della discrezione, è tenuto all’obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell’anno” (Can. 989).

3. È vero che quando i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione, Eucaristia) vengono ricevuti tutti insieme non si fa precedere la confessione.
Ma perché c’è il Battesimo che lava da ogni colpa.
Quando invece l’Eucaristia viene ricevuta in un tempo posteriore a quello del Battesimo si fa precedere la confessione, che è obbligatoria per i peccati gravi ed è ugualmente necessaria anche per i bambini che in genere non hanno peccati gravi.
E questo perché l’incontro col Signore avvenga con un animo interamente puro.

4. Inoltre le Congregazioni del culto divino e del clero, in data 20.5.1977, hanno ribadito l’obbligo di premettere la Confessione alla prima Comunione.
L’Osservatore Romano in un commento a tale dichiarazione ricorda col decreto "Quam singulari" di Pio X (1910) che Confessione e Comunione vanno ricevuti nel tempo in cui si giunge all’età della discrezione e che i due Sacramenti devono essere ricevuti in ordine di successione.
E poi osserva: "Del resto l’ammonizione di S. Paolo (1 Cor 11,28) è veramente orientativa anche riguardo ai fanciulli. Quindi anch’essi prima della Comunione devono esaminarsi. Ora il fanciullo, da solo, generalmente non è in grado di compiere con chiarezza e sicurezza l’esame voluto da S. Paolo, mentre ciò gli è più facile e rassicurante con il sacerdote confessore. Molti sono infatti i fanciulli che si sentono turbati e angosciati per piccole cose, mentre potrebbero ignorare o sottovalutare cose più importanti" (28.5.1977).

5. Mi piacer ricordare quanto Santa Teresina scrive della confessione fatta prima della prima Comunione: “La vigilia del gran giorno ricevetti l’assoluzione per la seconda volta, la mia confessione generale mi lasciò una grande pace nell’anima, e il buon Dio permise che nessuna nube venisse a turbarla.
Nel pomeriggio chiesi perdono a tutta la famiglia che venne a trovarmi, ma riuscii a parlare soltanto con le lacrime, ero troppo commossa…” (Storia di un’anima, 108).
Come puoi notare, era già la seconda confessione che la ragazza faceva. E di quella confessione ha potuto scrivere: “mi lasciò una grande pace nell’anima, e il buon Dio permise che nessuna nube venisse a turbarla.
Perché negare questa esperienza di grazia a tuo figlio?
Sarebbe il colmo che vostro figlio chiedesse perdono a voi, come ha fatto santa Teresina, e non potesse chiedere perdono a Dio.

6. Il consiglio che ti do: prepara tuo figlio e portalo a confessarsi.
Gli dirai che il vostro Parroco dice diversamente, ma che è un’eccezione alla regola e gli dirai anche che quella del Parroco non è una proibizione.
Quanta grazia può scendere in un bambino interamente puro!
Scende su di lui e indirettamente anche su di voi.

Ti assicuro anche per questo la mia preghiera e vi benedico.
Padre Angelo