Diverse domande di liturgia

Puoi leggere le risposte subito dopo le singole domande. Le trovi in grassetto.

Caro Padre Angelo,
ho alcuni dubbi di cui vorrei parlare con Lei:
A) Gesù stesso ha chiesto di fare l’Adorazione Eucaristica il Giovedì sera tra le undici e mezzanotte, e sempre Gesù ha dato il permesso di poter fare questa Adorazione anche a casa propria.
Dato che la maggior parte dei laici, ovviamente, non possiede a casa propria un tabernacolo, vorrei chiederLe come e cosa fare per rendere quest’ora il più possibile gradita a Gesù.

Puoi recitare il Rosario intero (le tre parti), la coroncina della divina misericordia e altre preghiere.
Puoi dedicare anche una parte di quest’ora alla lettura della Passione del Signore, di qualche meditazione sull’Eucaristia….

B) Esistono numerose preghiere di consacrazione: al Sacro Cuore della Madonna, al Sacro Cuore di Gesù, al Preziosissimo Sangue, a Santissimo Volto di Gesù ed altre ancora. Mi piacerebbe sapere se è possibile fare più di uno di questi atti di consacrazione, e, se sì, se e possibile farne più di uno anche nello stesso giorno.

Sì, puoi farle tutte e ripeterle anche ogni giorno.
La ripetizione serve a ravvivare quanto si è fatto e a far vivere nella logica della consacrazione.

C) Nella Coroncina della Divina Misericordia si recita: “Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”  e questo stesso tipo di offerta è presente anche in molte altre preghiere. Vorrei capire meglio il senso di questa frase.
Gesù stesso ha detto infatti che noi non possediamo altro che la nostra miseria ed i nostri peccati, quindi come faccio io ad offrire all’Eterno Padre una cosa che non ho?

Questa preghiera è molto bella perché offriamo al Padre non solo le nostre piccole cose, ma soprattutto la passione stessa di Nostro Signore.
Il Signore ha voluto mettere la sua passione nelle nostre mani “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi” perché sia il nostro prezzo da presentare al Padre per ogni necessità.
Per noi questa preghiera è come la perpetuazione della Messa nella nostra giornata.

D) Ho letto online la Sua risposta ad Armando (Pubblicata il 30.04.2006) sulle feste di precetto. Come mai la Santa Pasqua non si considera festa di precetto?

Sono indicate come feste di precetto quelle feste che possono capitare in un giorno infrasettimanale.
Pasqua e Pentecoste invece cadono sempre di domenica.

E) Cosa sono le “Feste Liturgiche” nella Santa Chiesa Cattolica e quali sono? Io ho fatto una ricerca online ed ho trovato la definizione di Festa Liturgica solo per il rito bizantino.
Ho fatto poi una ricerca di molte altre feste, tra cui quella della Divina Misericordia, ed ho notato che spesso non sono segnate sui calendari (che al loro posto riportano solo la ricorrenza del Santo del giorno). Perchè i calendari non indicano queste feste? Io ad intuito ho pensato che forse sono proprio queste le Feste Liturgiche, ma mi piacerebbe avere conferma da Lei. Ho allegato alla mia e-mail il calendario che ho compilato, in cui ho inserito sia le feste che i calendari riportano, che quelle “nascoste” e che sono andata a cercare. Potrebbe per favore darci uno sguardo per sapere se è corretto e completo?

Sono feste liturgiche quelle celebrazioni che hanno un carattere particolare e si diversificano dalla semplice memoria liturgica.
Nelle feste liturgiche ad esempio, nella celebrazione della Messa, si recita sempre il Gloria a Dio nell’alto dei cieli, come si fa la domenica.
Ma non tutte le feste liturgiche sono feste di precetto.
Sono feste di precetto solo le dieci che ho indicato nella risposta ad Armando.
La festa della divina Misericordia non è infrasettimanale, ma coincide sempre con la domenica in albis. Ed è segnata espressamente con questo nome nel Calendario liturgico.
Nel calendario che mi hai allegato compare come festa di precetto quella delle Sante Piaghe. Ma questa festa non c’è nel calendario liturgico.
Così ugualmente nel tuo calendario alcune sono presentate come feste, mentre non sono né feste né memorie. Sono messe lì per ricordare ai fedeli che lo desiderano che in quel giorno si pratica quella particolare devozione.

Caro Padre Angelo, chiedo scusa se per caso non sono stata sufficientemente chiara in qualche  punto.
Mi unisco a tutti quelli che hanno espresso apprezzamento stima e ringraziamenti per il servizio che il vostro sito offre. Per me costituisce un sicuro punto di riferimento e ne ammiro lo Spirito di Verità la competenza e la serietà con cui si affrontano i diversi argomenti.
Di tutto questo La ringrazio.
La saluto con affetto.
Franca

Carissima Franca,
invece io ringrazio te per tutte le domande che mi hai fatto. Sono certo che le risposte, se non dicono nulla di nuovo a diversi dei nostri visitatori, sono tuttavia utili per quelli che sono alle prime armi nella vita cristiana, perché si sono da poco convertiti.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Diverse domande di liturgia

Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho letto l’apologia di San Giustino Martire.
Nel capitolo in cui racconta dell’Eucarestia ho notato che non fa cenno al Gloria e al Credo e che l’Eucarestia veniva amministrata (se ho capito bene) con pani azzimi e calici più grandi di quelli usati attualmente.
Vorrei chiedere a quando risale l’inizio dell’uso delle ostie come le conosciamo oggi?
Quando e perché si è deciso di introdurre il Gloria e il Credo?
A quando risale l’inizio del Messale Romano come lo conosciamo oggi e prima cosa si usava?
Vorrei sapere se un cattolico può partecipare ad una Messa secondo il rito Ortodosso o Copto.
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Nei primi secoli la forma e la grandezza delle ostie non erano prescritte, ma venivano lasciate alla discrezione del clero o del popolo che le offriva.
Nel sec. XI le ostie erano ancora di dimensioni abbastanza grandi da poterle dividere per la Comunione dei fedeli.
In seguito le ostie sono diventate sottili, piccole e distinte per ogni comunicante.

2. Il Gloria è un inno sacro, di origine greca, di cui si trovano tracce fin dal II secolo.
Per lungo tempo non fu permesso di cantare il Gloria in excelsis che al papa nella messa di mezzanotte a Natale.
Papa Simmaco, verso il 500, estese ai vescovi, ma ad essi soli, questo privilegio per le domeniche e per le feste dei martiri.
I sacerdoti lo potevano recitare solo a Pasqua.
Solo verso l’anno 1084 la facoltà fu concessa a tutti i sacerdoti.

3. Il Credo fu introdotto per la prima volta ad Antiochia dal vescovo Pietro Fullone nel 471.
La recita fu estesa a tutto l’Impero d’oriente con un decreto di Giustiniano nel 568.
Di qui l’uso passò in Spagna, successivamente con Carlo Magno in Francia.
Nella liturgia di Roma si introdusse a partire dal 1014.

4. Il Messale si è formato gradualmente al posto dei diversi libri antichi: il Sacramentario, il Lezionario, l’Antifonario o Graduale.
La storia del Messale comporta un periodo di formazione che va dal secolo VIII al secolo XII.
Ma fu san Pio V che nel 1570 fece rivedere il Messale Romano e lo rese obbligatorio per tutte le chiese che non avessero tradizioni diverse di almeno due secoli.

5. Sì, un cattolico può partecipare all’eucaristia nelle chiese ortodosse e copte se non ha la possibilità di partecipare all’eucaristia celebrata secondo il rito cattolico.

Ti saluto, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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