Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un giovane sacerdote e ho un problema con l’applicazione delle Messe: voglio capire se posso applicare anche le Messe che concelebro, perché il mio parroco mi invita a farlo ma io non sono convinto, dopotutto il Sacrificio che viene celebrato è uno solo e il frutto ministeriale, dunque, uno.
Può aiutarmi a comprendere cosa dovrei fare e, soprattutto, se ci sono documenti in merito a cui appellarmi?
La ringrazio e mi affido alle sue preghiere.
In Domino,

don …


Risposta del sacerdote

Caro don …,
1. la Messa non è la ripetizione del sacrificio di Cristo.
Il sacrificio che ha redento il mondo è uno solo: quello compiuto da Gesù una volta per tutte.

2. Il sacerdote non lo ripete, né lo rinnova.
Lo rende presente sui nostri altari.
Ma è lo stesso compiuto sulla croce.
San Leonardo da Porto Maurizio diceva che la Messa non è una copia del sacrificio di Cristo, ma è l’originale.

3. Questo è così vero che chi offre se stesso a Messa è Cristo. È lui che compie il sacrificio.
Noi ci uniamo al suo sacrificio.
La celebrazione della Messa è ordinata proprio a questo: ad unirci a Cristo nel suo unico ed eterno sacrificio.

4. Ci si può unire al sacrificio di Cristo solo spiritualmente.
E questo ognuno lo può fare per conto proprio nell’ambito della propria giornata tutte le volte che vuole.
Quando recitiamo la coroncina della Divina Misericordia e diciamo: “Eterno Padre, ti offro il corpo, il sangue, l’anima e la divinità di Gesù Cristo in espiazione dei miei peccati e del mondo intero” ci uniamo spiritualmente al sacrificio di Cristo, il quale lo sta perpetuando in cielo davanti al Padre.

5. Quando celebriamo la Messa rendiamo attuale e presente in mezzo a noi il sacrificio di Cristo nella sua realtà e non solo spiritualmente.
Il sacrificio di Cristo, perpetuato eternamente in cielo, si riverbera sull’altare.

6. Questo è possibile per il ministero dei sacerdoti ai quali Cristo ha dato il compito di rendere presente e attuale il suo sacrificio quando ha detto loro: “Fate questo in memoria di me”.

7. Il sacerdote dunque agendo con il potere soprannaturale conferitogli da Cristo, anzi agendo identificandosi con Cristo (in persona Christi), ha lo straordinario potere di rendere presente Cristo col suo sacrificio.
E non solo, ma ha anche il potere di destinare i frutti del sacrificio di Cristo per una particolare intenzione, nel medesimo modo in cui Cristo col suo sacrificio ha inteso destinare a tutti i frutti della redenzione e nello stesso tempo di applicarli in modo particolare per qualche singola causa.
Come Cristo ha pregato per tutti, ma per qualcuno ha pregato anche in modo particolare, come avvenne per Pietro al quale disse: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32), così col suo sacrificio ha inteso comunicare la forza della sua redenzione a tutti e a ciascuno in particolare secondo le sue necessità.

8. Venendo al tuo quesito: quando celebri la Messa rendi presente e attuale l’unico sacrificio compiuto duemila anni.
Questo è l’unico sacrificio.
L’unico sacrificio, dunque, non è la singola celebrazione o concelebrazione.
Nella celebrazione della Messa ti unisci a Cristo, anzi ti identifichi con Cristo, con il suo sacrificio e con la sua preghiera, sia per quella fatta per tutti sia per quella fatta per qualche particolare causa, certamente presente nella mente e nel cuore di Cristo quando si è immolato per noi quella croce.
Tu quell’intenzione la ravvivi e la rendi operante per tutti in generale, ma la ravvivi e la rendi operante anche in particolare per una determinata persona o per più persone, come quando Cristo ha detto a Pietro: Ho pregato per te, e gli ha comunicato una particolare potenza della sua preghiera.

9. Pertanto nella concelebrazione tu fai la stessa cosa che fa il celebrante principale e che fanno gli altri concelebranti.
Per il potere conferito loro da Cristo, essi applicano i frutti del suo unico sacrificio a tutti in generale e a qualcuno in particolare.

10. Cristo sulla croce certamente ha guardato con uno sguardo di benevolenza particolare coloro che avrebbero voluto unirsi al suo sacrificio con un sacrificio personale, che si esprime concretamente anche con l’offerta data nella Messa.
E certamente ha guardato con una benevolenza particolare coloro che avrebbero fatto appello alle sue intenzioni specifiche unendosi a lui ancor più strettamente con un sacrificio personale e materiale più consistente attraverso l’offerta data al sacerdote per la celebrazione.

11. Pertanto è giusto quello che ti dice il Parroco: destina pure un frutto particolare (il frutto ministeriale) non solo nella singola celebrazione, ma anche nella concelebrazione.

12. Ti ringrazio del quesito, che aiuta a risolvere non solo un problema tra te e il parroco, ma che mi ha dato lo spunto di illustrare l’efficacia dell’unico sacrificio di Cristo reso presente e attuale sull’altare per l’utilità nostra in generale e in particolare.

Ti ricordo volentieri nella preghiera, ti auguro un fruttuoso ministero, soprattutto nella celebrazione della S. Messa e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile in: Italiano