Le origini e il significato delle parole “il Signore sia con Voi”

Le origini e il significato delle parole “il Signore sia con Voi”

Quesito

Buongiorno Padre Angelo
per cortesia, vorrei avere una informazione.
Mi direbbe le origini e il significato delle parole "il Signore sia con Voi" che dice il celebrante, e "e con il tuo spirito" che risponde l’assemblea?
Molte grazie e buona giornata
Gemma


Risposta del sacerdote

Cara Gemma,
1. il saluto “il Signore sia con te” oppure “sia con voi” è desunto dalla Sacra Scrittura.
Con queste parole Booz (che sposò Rut, diventando così bisnonni di Davide) salutò i mietitori: «Il Signore sia con voi!» (in latino: Dominus vobiscum). Ed essi gli risposero: «Ti benedica il Signore!»” (Rt 2,4).
Con un saluto del genere si mostrava come il popolo si ricordasse di Dio e della sua presenza.
A questo saluto si contraccambiava invocando la benedizione del Signore, e cioè un’effusione di doni, di grazie. Di qui: “E con il tuo spirito”.

2. Con queste parole Azaria, investito dallo spirito di Dio, mentre mandava Asa a combattere l’idolatria, lo salutò dicendogli: “Il Signore sarà con voi, se voi sarete con lui” (2 Cr 15,1-2).

3. Si ritrova quest’espressione nel Salmo 129,8: “La benedizione del Signore sia su di voi”.
La si trova soprattutto sulla bocca dell’Angelo quando saluta Maria: “Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28).

4. Questo saluto risuona diverse volte come chiusura delle lettere di san Paolo, come ad es: “Il Signore sia con il tuo spirito” (2 Tm 4,42), e cioè ti illumini e ti dia forza.

5. La Chiesa primitiva non tardò a fare sua questa splendida formula di saluto e di augurio avendola già trovata nella Sacra Scrittura e anche nell’uso del popolo d’Israele.
La prima testimonianza dell’uso liturgico la si trova nella Traditio Apostolica di Ippolito, che è verosimilmente dell’anno 215.

6. Sant’Agostino parla del Dominus vobiscum come di un saluto liturgico che si dà quando si saluta dall’abside (presbiterio) e tutte le volte che preghiamo.
E infatti prima di dire Oremus (preghiamo) in passato il sacerdote diceva sempre Dominus vobiscum.
Lo si fa ancora oggi quando si danno le benedizioni.

7. Il Dominus vobiscum o il Signore sia con voi è presente anche nella recita della Liturgia delle ore.
Può essere detto solo da coloro che sono in sacris, e cioè dai diaconi in su.

8. Tutti gli altri devono recitare al suo posto il “Signore ascolta la mia preghiera” (Domine exaudi oratiomem meam), cui si risponde: “E il mio grido giunga a te” (“Et clamor meus ad te veniat”).

9. Anche quando il sacerdote recita da solo la Liturgia delle ore conclude  con il Dominus vobiscum.
San Pier Damiani scrisse un apposito opuscolo per dimostrare a certi eremiti che il popolo è presente nonostante la sua assenza corporale “per unitatis ecclesiasticae sacramentum” (attraverso il segno sacro dell’unità della Chiesa).
Del resto chi celebra la Liturgia delle ore non prega solo per sé, ma prega con la Chiesa e per tutta la Chiesa.
Questo vale per tutti, ma in modo tutto particolare per coloro che sono in sacris perché in quel momento pregano per mandato della Chiesa.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo