Caro Padre Angelo,
mi scuso se la importuno con questa domanda che potrà sembrarle pedante e forse lo è.
Da un anno sono membro della Confraternita del Santo Rosario, (iscrizione da Lei effettuata); nella mia ricerca di una composizione rispettosa di tutti gli aspetti possibili del Santo Rosario, ho trovato su internet decine di composizioni di preghiere che fanno da corollario al Santo Rosario, tanto da non sapere più quella è quella originale, e nella mia foga di non voler tralasciare nessuna preghiera (anche perché il Santo Rosario è l’unica preghiera che recito quindi mi sembra che più orazioni includo meglio faccio), le mie recite durerebbero delle ore, cosa che farei volentieri se avessi tempo e resistenza alla intensità che la preghiera richiede, ma non è questo il mio caso.
Potrebbe per cortesia citarmi, passo per passo quale è la composizione originale del Santo Rosario in modo che lo possa recitare nel modo più proprio, coerente e corretto possibile, senza sovraccaricarlo di orazioni che non ne fanno parte originariamente e che non sono indispensabili al fine della recita del Santo Rosario?
La ringrazio e mi scuso ancora per prendere il suo tempo con cose che forse per la maggioranza dei devoti sono chiare da tempo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Sandro


Caro Sandro,
1. mi chiedi quale sia la composizione originale del Rosario.
Ebbene, questa preghiera inizia col segno di croce.
Poi si menzionano decina per decina i vari misteri.
Ad essi seguono un Padre nostro, 10 Ave Maria e un Gloria al Padre.
Finito l’ultimo Gloria al Padre cessa la preghiera del Rosario.

2. Le litanie e la Salve Regina, per quanto utilissime e preziose, di per sé non fanno parte del Rosario.

3. I misteri del Rosario sono 15, in modo da formare il Salterio mariano (150 Ave Maria), in analogia col salterio di Davide che è composto di 150 Salmi.
I 15 misteri sono suddivisi in 3 parti; misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.

4. Quando si recita una corona del Rosario – che è fatta per contare le Ave Maria di 5 misteri – di fatto si recita una terza parte del Rosario.
Quando la Madonna a Fatima ha chiesto di recitare il Rosario ogni giorno intendeva una terza parte, e cioè una corona.

5. Giovanni Paolo II ha proposto di introdurre anche i 5 misteri della luce, detti anche luminosi.
Essi possono sostituire un gruppo dei misteri tradizionali.
Sicché il Rosario intero rimane sempre composto da 15 decine.

6. Ecco le sue testuali parole: “Questa integrazione di nuovi misteri, senza pregiudicare nessun aspetto essenziale dell’assetto tradizionale di questa preghiera, è destinata a farla vivere con rinnovato interesse nella spiritualità cristiana, quale vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia e di luce, di dolore e di gloria” (Rosarium Virginia Marine, 19).
Ora l’assetto tradizionale di questa preghiera è costituito da 15 misteri e non da 20.

7. Il Rosario rimane dunque sempre il Salterio mariano e cioè di 150 Ave Maria.
Chi desidera recitare il Rosario intero ogni giorno con tutta sicurezza può ritenere di averlo recitato interamente se ha recitato 15 misteri.
Se ne aggiunge altri 5 fa bene, ma non è richiesto.

8. Ugualmente per chi aderisce alla confraternita del Santissimo Rosario è richiesta la recita di 15 decine nell’arco della settimana, recitando i misteri che desidera.

9. Nel corso del tempo sono state aggiunte delle giaculatorie, che vengono recitate dopo il Gloria al Padre e prima dell’enunciazione del mistero.
Le più comune sono le seguenti: Lodato sempre sia – il Santissimo nome di Gesù, di Giuseppe e di Maria.
Oppure: Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Oppure anche: Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
Quando si recita il Rosario per un defunto si suole dire: L’eterno riposo donagli Signore, e splenda su di lui luce perpetua, riposi in pace, amen.

10. Per non appesantire troppo e per conferire alla recita del Rosario una certa snellezza, soprattutto nella recita comune, non è sbagliato limitarsi a proferire solo una giaculatoria.
San Tommaso dice che la prolissità stempera la devozione.

11. Per la recita del Rosario fatta in famiglia o in un oratorio la Chiesa annette l’indulgenza plenaria.
Per acquisirla è necessaria una preghiera per il Papa.
Le litanie lauretane o la Salve Regina – non essendo parte del Rosario – possono assolvere anche questo requisito.
E così mentre si estende il beneficio della nostra preghiera alle necessità della Chiesa intera (le intenzioni del Papa sono ben questo!) il nostro animo si scioglie “nelle lodi per la Vergine Santa, con la splendida preghiera della Salve Regina e con le Litanie lauretane” (RVM 37).

12. Tutto questo per quanto concerne la struttura vocale del Rosario.
Ricordando però che senza contemplazione dei misteri, e cioè senza l’unione interiore alle vicende della vita del Signore, il Rosario viene a mancare del suo aspetto essenziale.

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di fare chiarezza sulla struttura tecnica o materiale di questa preghiera, che per molti costituisce la porzione più notevole dell’intrattenimento quotidiano con il Signore.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo