Quesito
Egregio padre,
sono Luciano. Ci siamo sentiti anche per altre domande.
Le chiedo: la Messa in suffragio di un defunto, offerta semplicemente col cuore dal fedele, accompagnato da un’offerta per i poveri o altra intenzione, senza che il nome venga citato dal sacerdote durante la Messa, ha lo stesso valore ed effetto per l’anima suffragata?
Grazie per la risposta e tanti auguri di Buon Natale.
Luciano
Risposta del sacerdote
Caro Luciano,
1. la Messa ascoltata e offerta da un fedele, pur accompagnata da un’offerta ai poveri o per altra destinazione, non ha la medesima efficacia della Messa celebrata e offerta dal sacerdote.
2. Il sacerdote, infatti, nella celebrazione del sacramento agisce in persona Christi, e cioè identificandosi con Cristo.
Come Cristo ha offerto e destinato il suo sacrificio per varie finalità (adorazione, lode e ringraziamento, espiazione dei peccati e implorazione di grazie) così la stessa cosa fa il sacerdote.
Egli si congiunge con Cristo e con il suo sacrificio. Lo destina per le finalità per cui Gesù Cristo l’ha compiuto e ne specifica alcune in particolare.
3. C’è pertanto una destinazione particolare effettuata dal sacerdote che in quel momento non è soltanto in intima comunione con Cristo ma lo fa a nome di Cristo, anzi identificandosi con Cristo.
4. I fedeli, partecipando alla Messa, si uniscono al sacrificio celebrato dal sacerdote. Offrono il sacrificio di Gesù con le mani e per le mani del sacerdote. Anzi, si uniscono al sacerdote nell’offerta del sacrificio di Cristo.
Ma la loro unione con il sacerdote non è identica all’unione del sacerdote con Cristo nella celebrazione del sacramento.
La loro unione con il sacerdote è un’unione morale. Unendosi al sacerdote, non si identificano con lui.
Mentre il sacerdote, agendo in persona Christi, si identifica con Cristo.
5. In una precedente risposta avevo scritto: “Gesù Cristo ha messo nelle mani della Chiesa il suo sacrificio.
Ma più specificamente l’ha messo nelle mani dei sacerdoti, per cui se non c’è un sacerdote che celebra la Messa il sacrificio non viene perpetuato sull’altare.
Il sacrificio di Cristo ha un valore universale che non può in nessuna maniera essere decurtato se non perché gli uomini si chiudono al suo influsso.
Tuttavia il sacerdote, come ha ricevuto il potere di consacrare, così ha ricevuto anche il potere di destinare il sacrificio di Cristo per una particolare intenzione.
Anche i fedeli possono destinare il sacrificio di Cristo secondo le loro particolari intenzioni.
Ma il sacerdote lo destina agendo in persona Christi, identificandosi con Cristo.
Come quando pronuncia le parole consacratore è Cristo che le pronuncia attraverso le labbra e l’intenzione del sacerdote, così avviene anche per la destinazione del sacrificio per un’intenzione particolare.
Cristo fa sua questa destinazione attraverso la mediazione del sacerdote.
È la destinazione particolare che Cristo accetta e fa sua attraverso la mediazione del sacerdote”.
6. Venendo alla domanda specifica, l’offerta della Messa fatta dal cuore di un fedele accompagnata anche da un’offerta per i poveri o per altre intenzioni, per quanto lodevole e di grande dignità, non ha la medesima efficacia della celebrazione della Messa fatta dal sacerdote.
Come si vede, c’è una grande differenza tra la tua intenzione e la sua intenzione. Egli la emette in persona Christi.
7. Venendo al tuo caso particolare: hai fatto bene a offrire la Messa dall’interno del tuo cuore per tua mamma perché il sacrificio di Cristo ha un valore universale.
Questo lo puoi fare sempre, sebbene l’intenzione che emette il sacerdote sia diversa.
Per cui, quando vai a Messa metti sempre qualche intenzione particolare. È sempre un’ottima cosa.
Tuttavia procura di far celebrare dal sacerdote delle Messe secondo le tue intenzioni per i vivi o per i defunti, proprio a motivo della maggiore efficacia.
La sua intenzione, proprio perché fatta in persona Christi ha un potere infinito di impetrazione.
Con l’augurio di un lieto e Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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