Quesito
Caro Padre,
buonasera e le faccio già i miei auguri anticipati per il Natale.
Le volevo sottoporre una domanda liturgica. Nella parrocchia che frequento mi è stato insegnato che il SS. Sacramento va incensato con tre colpi tripli (e non con tre colpi doppi come ad altri elementi come la croce, il celebrante, l’assemblea etc..); il fatto che diversi manuali bollino questo metodo come errato mi lascia perplesso.
Potrebbe confermarmi se sia possibile o meno incensare così il Santissimo?
La saluto e chiedo la sua benedizione,
Edoardo
Risposta del sacerdote
Caro Edoardo,
1. prima dare risposta alle tue domande è opportuno premettere il significato dell’incenso e dell’incensazione.
L’incenso è una gomma-resina tratta dal tronco di piante tropicali. È ottenuto per incisione o per scolo spontaneo.
Quando viene estratto per incisione ne scaturisce un liquido untuoso e lattiginoso che a poco a poco si ispessisce, si coagula a forma di lacrime giallastre che mentre vengono bruciate espandono un odore balsamico.
2. Dai tempi più antichi l’incenso veniva bruciato in onore della divinità.
Gli ebrei mettevano alcuni grani in una coppa d’oro sopra i pani della proposizione.
I pani della proposizione erano i pani del sacrificio che venivano bruciati sul fuoco dell’olocausto nel sacrificio di fine settimana.
Nel tempio di Gerusalemme l’offerta dell’incenso veniva fatta da un sacerdote due volte al giorno al mattino e alla sera all’interno del santuario. In occasione di tale offerta Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, ebbe l’annuncio della nascita del figlio.
Anche nell’Apocalisse si parla dell’incenso che viene offerto a Dio da parte degli angeli.
3. Nonostante questi precedenti biblici, inizialmente nella Chiesa non se ne fece uso perché l’offerta dell’incenso a qui tempi era simbolo del culto dato agli idoli. Per un cristiano sarebbe stato il simbolo di apostasia.
Solo verso il secolo quinto si comincia a farne uso da qualche parte per l’altare e per le oblate all’offertorio.
Un uso più generalizzato inizia verso il secolo IX e X.
4. L’incensazione è un rito con il quale si offre l’onore dell’incenso.
Si usa innanzitutto verso Dio, in particolare nell’esposizione del Santissimo Sacramento.
Nella liturgia si usa con le persone e per questo vengono incensati il vescovo, i sacerdoti e i fedeli.
Si usa anche con le cose, come quando si incensano l’altare e il libro del Vangelo, le immagini del crocifisso, dei santi e delle loro reliquie.
5. L’incensazione fatta durante la Messa è un sacramentale e pertanto produce ciò che significa se la si vive come si deve e cioè “facendo del nostro cuore come un incensiere che esali i suoi profumi dinanzi a Dio”, come dice San Gregorio magno.
6. Nell’istruzione sul Rito dell’esposizione e della benedizione eucaristica al n. 114 viene detto che il Santissimo Sacramento va incensato da genuflessi. Non vengono precisate particolari modalità.
7. Invece nei vecchi manuali di liturgia si trovavano specificazioni anche su questo.
In uno di essi si legge che si distinguono incensazioni con tre colpi doppi, con due colpi doppi, con un solo colpo doppio e una incensazione semplice.
L’incensazione con tre colpi doppi va fatta in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento.
Va fatta in piedi anche alla reliquia della croce, al crocifisso, al libro dei Vangeli, al celebrante nella Messa solenne e anche al vescovo che vi assiste.
Tuttavia in altro manuale e soprattutto in altri posti seguendo particolari tradizioni – per distinguere la rilevanza dell’incensazione del Santissimo Sacramento rispetto ad altre incensazioni – si parla di incensazioni con tre colpi tripli con un totale di nove colpi.
8. Si diceva inoltre che le incensazioni con due colpi doppi vanno fatte alle reliquie dei santi o alle loro immagini, al celebrante nella messa solenne in presenza del vescovo che vi assiste e ai ministri.
Con un solo colpo doppio al clero.
9. Quando si incensa l’assemblea dei fedeli vanno dati tre colpi doppi: uno al centro, uno alla sinistra e uno a destra.
Le incensazioni che vengono fatte intorno all’altare, alle oblate sull’altare, alle salme dei defunti sono incensazioni semplici con un solo colpo e vengono ripetute girando attorno all’altare o alla salma.
Con l’augurio di un lieto e Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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