Quesito

Caro Padre Angelo,
ho ricevuto già da lei due risposte circa dei chiarimenti da me chiesti su alcuni passi del Vangelo. Adesso le scrivo per dirle che il 15 agosto del 2010, all’età di 85 anni, è venuta a mancare mia madre. L’amavo moltissimo. Sembra una banalità dirlo (chi non ama sua madre?) ma eravamo legati da un rapporto molto speciale fatto di amore, affetto e tenerezza. Specialmente negli ultimi due anni e mezzo in cui non è stata più bene, mi ispirava la tenerezza di un neonato. Mi sono, in quel periodo, completamente dedicato a lei, cercando con tutti i miei tanti limiti, di assisterla e di non lasciare nulla di intentato nella ricerca di una qualche terapia che potesse almeno farla stare meglio. Adesso nelle mie preghiere serali l’ultima preghiera è quella dei defunti: penso alle persone che mi sono state care e abbraccio mia madre idealmente come l’abbracciavo fisicamente quando era in vita. Volevo chiederle che posto e che importanza ha, nella religione cristiana, il culto dei defunti e se in qualche modo le preghiere che noi dedichiamo a loro possano giovargli. Inoltre mi chiedo se andare a mettere dei fiori dove sono custodite le loro spoglie, (cosa che io sento il bisogno e il piacere di fare), oltre che essere consolatorio e gratificante per noi, abbia un significato anche per loro che ormai vivono in una dimensione altra ed inimmaginabile per noi.
Grazie, Luigi


Risposta del sacerdote

Caro Luigi,
1. il dolore di qualunque persona non ci può lasciare insensibili.
Neanche il tuo dolore mi lascia insensibile, sebbene siano già passati diversi mesi dalla morte di tua mamma.

2. È molto consolante il pensiero che tutto quello che con infinito affetto hai fatto per tua mamma il Signore l’ha ritenuto fatto a sé.
Non tanto per il merito (pure esso importante) ma per la gioia di aver fatto qualcosa per il Signore.

3. Vengo adesso alle tue domande.
Il Catechismo della Chiesa cattolica a proposito dei defunti dice che "la nostra preghiera per loro non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore" (CCC 958).
Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice efficacia: aiuta le loro anime a purificarsi, e giova a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore.
Dobbiamo sapere che le preghiere e i meriti della loro vita precedente stanno sempre in atteggiamento di supplica davanti a Dio per noi.

3. Portare un fiore sulle loro tombe è una testimonianza di fede nella comunione di vita che c’è tra noi e loro.
Sappiamo che ai nostri morti la vita non è tolta, ma trasformata, come dice la Liturgia della Chiesa.
Portare un fiore è un segno di affetto che senza dubbio è gradito a Dio ed è gradito anche ai nostri morti che dall’aldilà possono apprezzare il nostro gesto.

4. Ma indubbiamente vi sono altri fiori, ancor più preziosi che noi possiamo loro donare.
E questi fiori sono costituiti dalla celebrazione della S. Messa per loro e dalle altre opere di suffragio.

5. A questo proposito il Catechismo ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45)” (CCC 1032).
E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio.
La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti” (CCC 1032).

6. Ti esorto a largheggiare più che puoi nel donare soprattutto questi fiori, che non diventano mai vecchi e il cui merito dura in eterno.
Ti troverai contento e ripagato.

Ti assicuro la mia preghiera per tua madre e anche per te e intanto ti benedico.
Padre Angelo