Quesito

Buonasera Padre Angelo,
da quello che ho letto, Dio fa di tutto, fino alla fine, per salvare anche il più grande peccatore.
Tuttavia, io sinceramente non sento nulla: non percepisco la presenza di Dio, né il Suo agire per salvarmi. Può spiegarmi meglio come funziona?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Dio parla attraverso i richiami della coscienza, il rimorso del peccato, gli eventi che ci capitano, la liberazione dai mali, compresi quelli che ci avrebbero potuto colpire. Parla attraverso le grazie accordate. Tutto parla di Dio ed è suo messaggero.

2. Dio parla attraverso le sue opere come ricorda il salmo 19,2: “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento”.
Per questo Sant’Agostino diceva: “E cielo e terra e tutte le creature in essi d’ogni parte mi dicono di amarti (omnia clamant ut amem te) e non cessano di dirlo a tutti affinché “siano senza scusa” (Rm 1,20)” (Confessioni, X,6,8).

3. In modo particolare parla attraverso la sua Divina Rivelazione e pertanto attraverso la sua parola, gli eventi della storia sacra, soprattutto attraverso Gesù Cristo e i suoi sacramenti.

4. Insieme con tutto questo, il Signore non cessa di operare direttamente nell’anima illuminando con dolcezza la mente e inclinando la volontà ad agire secondo le sue indicazioni.

5. Il segno più evidente che Dio non ci abbandona ma opera incessantemente in noi è l’esistenza che ci dona istante per istante.
Noi, infatti, non transitiamo nell’esistenza da un istante all’altro per virtù nostra, perché se fosse così ce ne autodoneremmo per sempre.
È lui invece che ci conserva nell’esistenza, momento per momento. Talvolta lo fa capire in maniera fortissima, in particolare quando veniamo salvati in un pericolo mortale.

6. Talvolta non si percepisce la presenza dell’opera di Dio perché si vive distrattamente.
Tal altra non si prova nulla a motivo della presenza del peccato, che offusca la mente e indurisce il cuore.
Dio non abbandona mai.
A questo proposito Sant’Agostino diceva che “Dio non abbandona, a meno che prima non lo si sia abbandonato” (Deus non deserit, nisi prius deseratur, De natura et gratia, 26,29).
E, anche abbandonato, egli non abbandona perché continua a donare a tutti esistenza energia e vita.

7. A questo punto Dio stesso ci invita a prendere da lui un collirio per ungere gli occhi della mente e ricuperare la vista secondo quanto si legge nel libro dell’Apocalisse 3,18: “Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista”.
Per collirio si intende l’unzione dello Spirito Santo che insegna ogni cosa (cfr. Gv 2,17).
Questo collirio “si compra”, vale a dire ci si dispone ad accoglierlo, attraverso la preghiera e le opere buone, in particolare attraverso la confessione sacramentale che, ridonando la veste bianca, porta in noi la presenza dello Spirito Santo che permette di udire la voce di Dio e di sentirne i richiami.
Con l’augurio che tu lo possa sempre sentire, ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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