Quesito
Salve padre Angelo,
ho una domanda a cui non riesco a dare un senso: tutte le vittime innocenti che muoiono a causa della guerra andranno in paradiso o saranno giudicati lo stesso da Dio?
Ho un’altra domanda: un uomo che ha avuto una vita da tossico dipendente e ha commesso atti impuri ecc… se dice basta e cambia e si converte davvero può essere salvato?
Grazie in anticipo.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. il criterio per entrare in paradiso è il possesso della grazia di Dio.
I bambini che muoiono a causa della guerra o delle violenze non vanno in paradiso per questo motivo, ma per la grazia di Dio ricevuta nel battesimo e mai persa o ricuperata oppure, per i non cristiani, per la grazia ricevuta attraverso vie invisibili per le quali Dio vuole condurre a salvezza tutte le persone.
2. Tutti, anche i bambini che vanno in paradiso, al termine della loro vita vengono giudicati. La Sacra Scrittura è chiara dicendo: “Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male” (2 Cor 5,10).
3. Vi si compare due volte: appena dopo la morte nel giudizio particolare per cui si riceve immediatamente la retribuzione per quanto si è fatto in vita nel bene o nel male e una seconda volta davanti a tutti nel giudizio universale alla fine del mondo perché sia a tutti manifesto il motivo della salvezza oppure della dannazione.
4. Tutti verranno giudicati da Gesù Cristo perché a motivo della sua passione e morte è il nostro redentore ed è stato costituito il giudice dei vivi e dei morti, come si legge in Atti degli Apostoli 10,42.
Sarà giudice dei vivi e dei morti, vale a dire di coloro che al termine della loro vita sono in grazia di Dio oppure ne sono privi (sono morti alla grazia),
Nel giudizio universale sarà giudice di quelli che al suo ritorno sulla terra saranno ancora vivi e anche di tutti i morti fin dall’inizio del mondo.
5. Anche chi è stato tossico dipendente e ha commesso ogni sorta di impurità, se dice basta, cambia vita, si converte e se ne confessa viene salvato. Cristo, infatti, è morto in espiazione dei peccati di tutti.
Tuttavia anche qui va precisato che si salva non semplicemente perché si converte, ma perché ricupera la grazia di Dio. Potrebbe cambiare vita e convertirsi da ateo.
6. Il criterio dirimente per la salvezza è la grazia di Dio che è la vita di comunione intima con Dio e che nella Sacra Scrittura viene presentata anche come veste nuziale.
La grazia di Dio non consiste solo nella remissione dei peccati ma anche nel possesso di un germe della santità di Dio, incompatibile con la presenza del peccato grave.
Ecco che cosa dice il Vangelo: “Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: «Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?». Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: «Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti»” (Mt 22, 11-13).
7. La grazia di Dio si ricupera attraverso la confessione sacramentale, che è come un nuovo battesimo.
Si perde con qualsiasi peccato mortale.
Per cui ti esorto alla confessione frequente, anche se non ci sono peccati gravi, perché la confessione frequente conferisce sempre un aumento di grazia ed è benedizione.
Augurandoti ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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