Quesito
Caro padre Angelo,
due domeniche fa, in chiesa, il Vangelo mi pare fosse quello di Luca sulla parabola della vedova e la fine dei tempi. Si concludeva con la frase: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”.
Il Sacerdote, dopo la lettura, in riferimento alla fine del mondo disse: “io non credo che ci sarà la fine del mondo, perché Dio è buono, ma il Signore verrà quando ciascuno di noi morirà (giudizio particolare) e allora sarà la fine del mondo, ovvero una cosa bellissima “.
Comprendo il sentimento del sacerdote che non concepisce un cataclisma che distrugga il mondo perché Dio non lo può permettere, che ci sia quindi la fine della vita sulla terra. Ma se è così, se non ci sarà una “fine” in cosa consiste il Giudizio universale e la resurrezione dei corpi? In una sua risposta sull’argomento nel sito internet, lei scrive che non è certo se questa fine sarà per distruzione o trasformazione. Se sarà per trasformazione, in cosa consisterà? La terra, forse, si trasformerà nuovamente in un paradiso terrestre? Ma se è così, non sarebbe una ingiustizia per coloro che sono morti e resuscitati in un Paradiso certamente migliore, ma che non hanno vissuto quello terrestre?
Mi scusi le mie elucubrazioni mentali, ma sentire un sacerdote che non crede alla fine dei tempi è come mettere in dubbio anche la resurrezione dei corpi o parte del Credo.
La ringrazio sempre per la pazienza.
Maria Rosa
Risposta del sacerdote
Cara Maria Rosa,
1. il tuo sacerdote in riferimento alla fine del mondo ha detto: “Io non credo che ci sarà la fine del mondo, perché Dio è buono, ma il Signore verrà quando ciascuno di noi morirà (giudizio particolare) e allora sarà la fine del mondo, ovvero una cosa bellissima”.
2. Il Vangelo di Matteo si conclude con queste parole di Gesù: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Come si vede, Gesù parla chiaramente della fine del mondo.
Ne parla anche nel corso del suo insegnamento. Ad esempio, in riferimento alla zizzania che spunta in mezzo al grano dice: “Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti” (Mt 1,39-42).
3. Il Signore usa anche altre espressioni per indicare la fine del mondo, come ad esempio “nell’ultimo giorno“: “E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno” (Gv 6,39).
4. Della fine del mondo ne parlano anche gli apostoli.
Ad esempio San Paolo: “Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza” (1 Cor 15,22-24).
“Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!” (1 7,29-31)
5. San Pietro la collega ad una conflagrazione finale: “Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina dei malvagi. (…). Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta” (2 Pt 3.7-10).
6. Pertanto alla luce della Sacra Scrittura non c’è alcun dubbio che il mondo finirà.
Giacomo Biffi, che fu poi arcivescovo di Bologna, ha scritto anche questo: “La fine del mondo non avverrà per dolce esaurimento, ma sarà per un brusco strappo”, per un intervento diretto di Dio (L’al di là, p. 33).
7. Non sappiamo invece quando finirà. Gesù prima di ascendere al cielo ha detto: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere” (At 1,7)
E non sappiamo neanche se il mondo finirà per estinzione oppure per un rinnovamento perché Gesù in Mt 19,28 parla anche di rigenerazione. Si legge infatti: “E Gesù disse loro: In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Mt 19,28).
8. Anche San Pietro parla di cieli nuovi e di terra nuova.
Ad esempio: “Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia” (2 Pt 3,11-13).
I cieli nuovi e la terra nuova si identificano con il paradiso.
Ugualmente anche l’Apocalisse: “E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. (…). E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»” (Ap 21,1.5).
9. Della fine del mondo e del modo in cui finirà (se per estinzione o per rinnovamento) ne parla anche il Concilio Vaticano II nella Costituzione pastorale Gaudium et spes: “Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l’umanità e non sappiamo in che modo sarà trasformato l’universo.
Passa certamente l’aspetto di questo mondo, deformato dal peccato.
Sappiamo però dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini.
Allora, vinta la morte, i figli di Dio saranno risuscitati in Cristo, e ciò che fu seminato in infermità e corruzione rivestirà l’incorruttibilità; resterà la carità coi suoi frutti, e sarà liberata dalla schiavitù della vanità tutta quella realtà che Dio ha creato appunto per l’uomo” (GS 39).
Con l’augurio di ritrovarci tutti nei cieli nuovi e nella terra nuova, e cioè in Dio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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