Quesito
buondì Padre,
La leggo sempre con interesse e La ringrazio per il prezioso servizio.
In breve, non mi riesce di capire una cosa: se Dio è tale, allora tutta la realtà creale (comprese quelle che per noi sono apparenti sventure) esiste in quanto Egli la postula; ne deriva che nessuno di noi sceglie dove, come e in quale contesto nascere e quali esperienze incontrerà nella sua vita ma ciò, per definizione, deve essere la sostanza del pensiero divino. In altri termini, l’uomo può scegliere solo se volgersi, o meno, al Creatore recependone gli insegnamenti.
S. Tommaso scrive che il futuro è contingente, nel senso che non è necessario ma si verifica per prossimità umana e naturale e che ciò è il frutto del pensiero divino che realizza la libertà dell’uomo, se ho ben capito; tuttavia, mi chiedo, nel momento in cui Dio ci pensa, ci costituisce, Egli non può non sapere se e quale futuro adotteremo, il che pone notevoli problemi, a mio avviso, in termini di libero arbitrio; o meglio, il libero arbitrio è la scelta sola dei progenitori (il bene o il male) ma il contesto è totalmente predeterminato in un piano di salvezza.
Le chiedo un conforto sul punto.
Saluti
Gino
Risposta del sacerdote
Caro Gino,
1. la libertà dell’uomo non è infinita, ma è la libertà di una creatura, vale a dire di un essere che si trova costituito in un determinato modo.
Per questo San Tommaso insieme con Aristotele dice che non c’è libertà dalla natura, perché ci troviamo fatti in un determinato modo.
2. E non siamo liberi neanche nei confronti del nostro fine perché Dio ci ha creati per la felicità.
Nessuno vuole la propria infelicità.
Se per assurdo la volesse, si dovrebbe dire che nell’infelicità si trova il suo appagamento e pertanto la sua felicità.
3. Pur con le caratteristiche della natura e con l’obiettivo della felicità, la libertà dell’uomo rimane quanto mai ampia e trova il suo ambito nella scelta di ciò che egli considera il proprio bene.
In definitiva si esprime, come giustamente osservi, “nel volgersi al Creatore”. Ognuno, infatti, si rivolge a lui seguendo una via personale che è illuminata dai suoi insegnamenti.
4. Citando San Tommaso, osservi che il futuro è contingente.
Per il futuro si intendono le azioni che compiremo.
Dicendo che sono contingenti, si vuol dire che non sono predeterminate, ma frutto della libera elezione dell’uomo.
5. A differenza degli animali che agiscono per istinto e che pertanto non sono pienamente padroni delle loro azioni, l’uomo, proprio a motivo della libertà, è signore delle sue azioni.
Per questo San Tommaso dice che è a motivo della libertà che l’uomo è fatto a somiglianza di Dio.
Dio è creatore perché trae dal nulla. L’uomo non è creatore perché non può trarre dal nulla, però è creativo. Ecco l’ambito della libertà.
6. È vero quanto affermi: Dio creandoci ci costituisce.
Tuttavia ci costituisce liberi nelle nostre scelte.
È vero che Dio sa in anticipo quale sarà l’esito delle nostre scelte.
Ma la prescienza divina non si identifica con la predeterminazione.
Anch’io per un dono singolare del Signore potrei predire che cosa farai e che cosa ti capiterà. Ma la mia eventuale prescienza non toglierebbe nulla alla tua libertà e a quella altrui.
7. Che ognuno rimanga libero nonostante la prescienza di Dio o di qualcun altro lo testimonia la nostra coscienza: ognuno di noi sa di essere libero nelle proprie scelte e nel compimento delle proprie azioni.
È una consapevolezza così primigenia in ciascuna persona che qualora la si mettesse in dubbio, si dovrebbe mettere in dubbio qualsiasi altra testimonianza della coscienza come quando si dice: ho fame, ho freddo, mi sento male, sono contento.
Cartesio aveva messo la libertà tra le idee innate dell’uomo.
Non è corretto parlare di idee innate perché ognuno le forma nella propria mente ricavandole dalla realtà.
Ma l’affermazione di Cartesio rende in maniera molto efficace la certezza e la consapevolezza di essere liberi.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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