Quesito

Padre Angelo,
è vero che, se si recita la Coroncina della Divina Misericordia, nel momento della morte o anche prima si ottiene da Dio la grazia del pentimento?

Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. la pratica di recitare la Coroncina alla Divina Misericordia prende origine dalla visione mistica che Suor Faustina Kowalska ebbe il 13 settembre 1935. In essa vide un Angelo che stava punendo il mondo per i peccati. Quando suor Faustina volle fermare la collera di Dio dapprima “sentì” nella sua anima la forza della grazia, poi cominciò ad implorare Dio con le seguenti parole che udiva interiormente: “Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, per i peccati nostri e del mondo intero; per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi” (Diario 475).
Il giorno dopo Cristo le spiegò la struttura della preghiera e chiese di recitarla spesso, per “placare la Sua ira”, cioè in espiazione.

2. L’espressione “placare l’ira di Dio”, che si trova nella Sacra Scrittura, è un po’ dura”, ma nel suo significato biblico non indica altra cosa che purificare misericordiosamente e definitivamente gli eletti da ogni male.
Recitare questa preghiera accanto ad un morente significa rendere presente e operante Gesù Cristo perché lo purifichi misericordiosamente e definitivamente.
Indubbiamente è l’atto più bello e più alto di carità.

3. In numerose rivelazioni e visioni il Signore mostra la grande efficacia di questa preghiera.
Questa preghiera applica alle anime dei credenti i meriti del sacrificio di Cristo compiuto sulla croce e reso presente sull’altare. Viene fatta “in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”.
Il mondo intero indica tutti coloro che hanno bisogno di misericordia per ottenere la salvezza eterna: le persone che vivono attualmente su questa terra e le anime del purgatorio.
Questa preghiera è una grande opera di misericordia spirituale che, in unione con Cristo, viene compiuta a profitto di tutti.

4. La promessa del Signore è lusinghiera: “Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno” (Ib., 1541).
In particolare c’è la grande promessa fatta dal Signore in ordine alla grazia donata in prossimità della morte: “Chiunque la reciterà, otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. … Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita misericordia” (Ib. 1731).

5. Questa promessa fu fatta in una circostanza singolare che ispira grande fiducia.
Scrive Santa Faustina: “Oggi sono stata svegliata da un gran temporale. Infuriava un vento impetuoso ed una pioggia tale che sembrava si fossero squarciate le nuvole. Cadevano fulmini ogni momento. Mi sono messa a pregare perché il temporale non facesse alcun danno. Ad un tratto ho udito queste parole: «Recita la coroncina che ti ho insegnato e il temporale cesserà». Ho cominciato subito a recitare la coroncina e non l’avevo ancora finita che il temporale è cessato improvvisamente ed ho udito queste parole: “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Ib.).

6. La grazia del pentimento è promessa per chi recita la coroncina per se stesso e anche per la persona morente per la quale viene recitata: “Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante, ed otterranno (per l’agonizzante) lo stesso perdono.
Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile misericordia avvolge l’anima e si commuovono le viscere della Mia misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio”(Ib., 811).

7. Il Signore promette ancora: “Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima e l’ora della loro morte sarà serena. … Scrivi che quando verrà recitata la coroncina vicino agli agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso” (Ib., 1841).
Ti ringrazio di aver attirato l’attenzione su questo strumento prezioso che Gesù ha voluto donare all’umanità come atto estremo della sua misericordia.
Con l’augurio di poterne fruire sempre, ma soprattutto nel momento supremo della tua vita, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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