Quesito

Salve Padre Angelo,
mi chiamo Paolo G. e vorrei da lei qualche chiarimento circa la bolla Quo Primum tempore di San Pio V, ovvero come posso rispondere a chi, seguendo la FSS PIO X mi dice che oltre questo Messale, tutto quello che si è verificato dopo non è accettabile, per quanto sotto riportato, tratto da Wikipedia:

XII – Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l’audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno diciannove di luglio dell’anno millecinquecentosettanta, quinto del nostro pontificato.»
(Traduzione in italiano della parte finale della bolla pontificia Quo primum tempore)

Spero possa essermi spiegato, ovvero come dimostrare che i Santi Padri dopo San Pio V, hanno promulgato ciò che oggi ritroviamo a mio parere legittimamente nella Liturgia.
Grato di una sua risposta che mi illuminerà, la saluto cordialmente ricordandola nelle mie preghiere.


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. nessuno che sia sotto il papa può violare o trasgredire quel precetto.
Ma il papa, come lo ha emesso, lo può modificare.
Così, con la medesima autorità, lo può fare uno pari a lui e cioè qualsiasi altro papa.

2. Nonostante la risposta sia breve, viene pubblicata ugualmente perché nessuno si lasci turbare.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo