Quesito

Caro padre Angelo,
sono sempre quel ragazzo di 16 anni che le ha parlato della propria vocazione.
Oggi però vorrei chiederle come pregare con le Scritture. Vorrei inserire nella mia routine giornaliera uno spazio di tempo dedicato alla meditazione delle Sacre Scritture.
Grazie in anticipo.


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni,
1. ti propongo la lettura delle Sacre Scritture con il metodo della Lectio divina.
Va chiarito subito che la lectio divina non è semplicemente la meditazione sul testo sacro, ma è una forma tutta particolare di preghiera.
Ha delle precise tappe.

2. Parte dall’ascolto della parola di Dio (è la cosiddetta lectio) ed è la prima tappa, e consiste nel comprendere che cosa Dio ci ha detto.
Consapevoli che tutte le parole della Sacra Scrittura sono parole di vita eterna, non dobbiamo lasciarne andare a vuoto neanche una.
Del profeta Samuele si legge che quando capì che Dio lo chiamava “non lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (1 Sam 3,19).
Per ritenerle tutte nella nostra mente è necessario che il testo non sia troppo esteso.
Potrebbe andar bene anche quello che ci propone la liturgia della Chiesa nella messa di ogni giorno.
Oppure puoi scegliere uno dei quattro Vangeli e leggerne una pericope per volta. La pericope corrisponde più o meno ad un capoverso. Il mio consiglio è di non andare oltre, diversamente la Lectio non finirebbe più.
Per comprenderlo bene è necessario avere una Bibbia corredata di note.

3. Il secondo passaggio è quello della meditazione (meditatio). È la seconda tappa nella quale ci si domanda perché Dio ha deciso di intrattenerci con quelle parole o con quell’evento della sua vita o della storia della salvezza.
Non andare avanti fino a quando non avrai capito perché Dio ti vuole intrattenere con quelle parole o con quell’evento.
Ci impiegherai diverso tempo. Dovrai chiedere illuminazione allo Spirito Santo. Dovrai anche supplicare la Madonna di farlo intervenire a tuo favore.
Dobbiamo essere persuasi che “tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Tm 3,16-17).
Come sono preziosi i verbi indicati da San Paolo: insegnare, convincere, correggere, educare nella giustizia e cioè nella santità di vita e diventare uomini di Dio ben preparati in tutto.
È una parola, quella del Signore, che illumina la mente, plasma e risana i sentimenti e indirizza i nostri passi nelle vie di Dio per essere utili a tutti.

4. Il terzo passaggio consiste nella orazione (oratio).
L’orazione non è semplicemente un sinonimo di preghiera. Più precisamente significa dialogare, conversare, interloquire con Dio.
Per questo, proprio perché sia dialogo e conversazione, è necessario mettersi innanzitutto in ascolto di quello che Egli ci vuole dire. Ad esempio, se veniamo chiamati in udienza dal Papa, ascoltiamo anzitutto ciò che ci vuole dire il Papa e poi noi interloquiamo sui contenuti delle sue parole.
Così analogamente è fatta la oratio, l’orazione.
È un po’ come la risposta che la Madonna ha dato all’annuncio dell’angelo: “Come possibile questo dal momento che non conosco uomo?”.
Vedendo l’angelo, Maria non è partita in quarta dicendo: che cosa sei venuto a fare? Si è messa invece in ascolto, e dopo aver ascoltato ha chiesto come poteva mettere in pratica quanto le era stato comunicato.
Come si vede, anche questa terza tappa è particolarmente preziosa per la nostra vita: serve per introdurre il Vangelo nella concretezza della nostra esistenza perché Gesù, con i suoi insegnamenti e con i suoi sentimenti, sia lampada per i nostri passi. In tal modo si realizza quanto ha detto Davide nel salmo: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119,105).
Ciò che domandiamo con questo particolare modo di pregare ha come oggetto i beni che il Signore che ha proposto con le sue parole.
Pregare per altre intenzioni o cause va fatto in un altro tipo di preghiera.
La lectio divina infatti è essenzialmente conversazione con un argomento ben preciso proposto dal Signore.

5. Segue infine la quarta tappa che viene chiamata contemplazione (contemplatio).
La contemplazione consiste nel compiacersi di Dio, della sua presenza, della sua parola, del suo accompagnamento.
Nel compiacersi ci si rallegra, ci si dichiara fortunati di essere a colloquio con il Signore, di aver ascoltato le sue parole, di aver ricevuto le sue illuminazioni e i suoi tocchi nel cuore.
Molto spesso nella contemplazione si sta in silenzio, ci si inebria della sua presenza e si gode.
Si tratta di un godimento celestiale, infinitamente più bello, più dolce e più duraturo di quello dei sensi. Durante questa esperienza non si prova alcuna attrazione per i piaceri sensibili e se ne colgono i limiti.

6. Dopo queste quattro tappe, perché non si disperda l’esperienza vissuta e quanto ci è stato detto, si consiglia di prendersi un impegno preciso per la giornata al fine di conservare e mettere in pratica quanto ci è stato comunicato in quella conversazione così bella. È la cosiddetta operatio.

7. Di questa preziosa forma di preghiera ne ha parlato il santo Papa Giovanni Paolo II nel documento Novo millennio ineunte con cui ha voluto concludere il grande giubileo dell’anno 2000: “In particolare è necessario che l’ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell’antica e sempre valida tradizione della lectio divina, che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta, plasma l’esistenza” (NMI, 39).

8. Infine è doveroso ricordare che la lectio divina molto spesso viene fatta anche senza passare attraverso il metodo delle quattro tappe.
Si pensi ad esempio alla preghiera del Santo Rosario che parte sempre da Gesù Cristo e dagli eventi della sua vita menzionati nei vari ministeri. È una preghiera ripetitiva solo nella sua forma esterna. Ma nel suo interno, in ciò che si deve fare interiormente mentre le labbra proferiscono il Padre nostro e le Ave Maria, non è altro che un conversare e uno stare con il Signore, accompagnato molto spesso da grande pace. È una specie di lectio divina informale, a portata di mano in qualsiasi momento.
Con l’augurio che tu possa custodire e incrementare la tua vocazione al sacerdozio anche con questa preziosa forma di preghiera, ti benedico e ti ricordo volentieri al Signore.
Padre Angelo

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