Quesito
Caro Padre Angelo,
mi rivolgo a Lei per risolvere delle questioni di natura morale, concernenti il terzo comandamento.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2185, menziona il custodire la letizia tipica del giorno del Signore tra gli obiettivi della domenica, cosa che viene ribadita anche in maniera sintetica al n. 2193.
Leggendo una delle sue risposte, ho scoperto che i primi tre comandamenti del Decalogo sono sempre questioni di materia grave sul piano del peccato.
Questo mi è chiarissimo per quanto riguarda la partecipazione alla Santa Messa, ma non mi è chiaro se valga anche per la letizia e per il riposo domenicale. In concreto: chi si lascia trascinare dalle emozioni o da attività che tolgono la profonda gioia spirituale (dovrebbe essere questo il significato del termine “letizia”), o ancora si dedica allo studio o al lavoro nel giorno di domenica o di una Solennità di precetto, pur partecipando alla Celebrazione Eucaristica, commette peccato veniale per parvità di materia o peccato mortale?
Inoltre, studiare qualche volta la domenica per evitare che in famiglia abbiano un argomento su cui mormorare può essere una “necessità familiare”, da intendersi come atto di carità verso i propri cari?
Spero di non averle arrecato un grande disturbo: sono ben conscio del numero elevato di email a cui deve rispondere, cosa che va associata al Suo mestiere di docente e al Suo ministero sacerdotale. In tal caso, ci tengo a scusarmi per essermi rivolto ancora una volta a Lei per dissipare i miei dubbi.
La ringrazio sin da ora per il tempo che vorrà dedicarmi e La saluto con grande stima e gratitudine per quello che Lei fa per noi fedeli. Estendo altresì il mio ringraziamento a chiunque collabori al sito e alle pagine social di “Amici Domenicani”.
Auguri per il Natale trascorso e per l’imminente Solennità dell’Epifania.
Con affetto
Giampiero
Risposta del sacerdote
Caro Giampiero,
1. nei primi tre comandamenti vi sono dei contenuti principali e altri secondari.
Nel terzo comandamento la realtà principale consiste nella santificazione della festa, partecipando all’eucaristia.
2. San Tommaso ricorda che Dio ci ha dato questo precetto per destinare una porzione di tempo per saziare la nostra anima di Dio (cf. Somma Teologica, II-II, 122, 4, ad 1).
Questa è la realtà principale.
Il comando del riposo non consiste nella proibizione di non fare nulla, ma di dare la precedenza alla santificazione della festa partecipando all’eucaristia e cercando di rimanere uniti a Dio.
3. San Tommaso nel Commento ai 10 comandamenti dice che si può essere dispensati dal riposo per vari motivi.
Il primo è “un motivo di necessità per cui il Signore scusò i suoi discepoli che coglievano spighe di sabato” (cf. Mt 12,1-4).
Anche lo studio può essere una necessità di domenica. Come pure può essere doveroso talvolta il raccolto o il lavoro nei campi o nelle industrie.
4. Ugualmente si può essere dispensati “per l’utilità della Chiesa, per cui leggiamo in quel medesimo testo evangelico che i sacerdoti nel tempio compivano di sabato quanto era necessario” (Ib. 12,5).
Quante cose talvolta devono essere fatte nel giorno di festa proprio perché la festa riesca, sicché alla fine se ne viene fuori perfettamente esausti!
5. Inoltre si è dispensati da riposo “quando si opera per l’utilità del prossimo, come fece il Signore di sabato quando curò colui che era paralizzato ad una mano e confutò gli ebrei che lo rimproveravano portando loro l’esempio dell’asino (cf. Lc 13,15 e Mt 12,11-13).
Qui giova ricordare che la carità è l’obiettivo supremo dell’osservanza di tutti i comandamenti.
6. Infine si è dispensati dal riposo “per l’autorità di un superiore per cui fu il Signore stesso a comandare i giudei circoncidere in giorno di sabato (cf. Gv 7,22-23).
Il superiore può essere anche qualsiasi persona costituita in autorità che comanda che determinati servizi vengano garantiti anche nei giorni di festa.
7. La letizia spirituale non è l’obiettivo principale del terzo comandamento, ma è una conseguenza del nostro saziarci di Dio.
Questa può essere maggiore o minore a seconda della sensibilità delle persone e anche delle circostanze della vita.
Vi possono essere tanti motivi che proprio nei giorni di festa costringono a stare nella tristezza.
Contraccambiando i graditi auguri, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
