Quesito
Buonasera Padre,
sono sempre Antonio, mi perdoni se ancora le scrivo, ma le volevo chiedere una info. Come si fa l’adorazione al Santissimo?
Quando la faccio alle volte riprendo le preghiere che faccio quando sono a casa. Ci sono preghiere specifiche? Esiste un “modo di fare l’adorazione”?
Mi hanno consigliato di contemplarlo in silenzio, ma facendo così perdo la concentrazione.
Grazie di cuore.
La saluto.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. non c’è un modello unico per l’adorazione. Si può fare in tante maniere.
Intanto però è necessario distinguere tra l’adorazione in senso tecnico e ciò che si intende fare quando si dice che si vuol fare un po’ di adorazione.
2. Secondo il suo senso preciso adorare significa riconoscere che tutto è di Dio, che noi siamo suoi e che in tutto c’è un disegno d’amore.
Tuttavia quando comunemente si dice che si fa l’adorazione s’intende lo stare insieme con il Signore in un clima di amore, proprio come intendeva dire quel contadino che stava tanto tempo in chiesa in silenzio, al quale il Santo Curato d’Ars chiese che cosa faceva. Quel contadino rispose: “Io sto qua e lui sta là”.
In altre parole, intendeva dire che metteva il suo cuore vicino a quello del Signore e questo gli bastava.
3. Diversamente dalla liturgia della Chiesa che è tutta ordinata secondo riti e regole che valgono universalmente per tutti, l’adorazione personale è molto libera.
Ognuno la fa nel modo che meglio si adatta alle sue esigenze.
Tuttavia come ogni altra forma di preghiera, al dire di San Tommaso, comporta come effetto “un certo spirituale nutrimento dell’anima” (Somma Teologica, II-II, 83, 13).
4. Alla luce di questo principio generale l’adorazione si serve della parola di Dio che è il primo e principale nutrimento dell’anima.
Gesù Cristo ha detto a questo proposito che “non di solo pane vive l’uomo, ma anche di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).
Nell’adorazione ci si mette davanti al Signore e gli si dice come un novello Samuele: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,10).
5. Allora si può prendere la parola di Dio ascoltata nella Messa del giorno, oppure scelta a caso, oppure anche contemplata nella natura o nella vita dei santi.
In ogni caso si tratta sempre di intimo colloquio con il Signore, da atti di amore o di invocazione, di ringraziamento, di lode, di pentimento.
L’adorazione è caratterizzata dal silenzio, anche da una certa postura del corpo, come il tenersi in ginocchio o con le mani giunte.
Lo sguardo è sempre tenuto fisso sul Signore esposto nel Santissimo sacramento o conservato nel tabernacolo.
6. Non essendo normata nei suoi contenuti dalla liturgia della Chiesa ognuno la fa come vuole.
Per questo non è raro sentire alcune persone che dicono: Andiamo a preparare l’adorazione, soprattutto se fatta in maniera comunitaria.
7. Per la mia personale esperienza e per le mie esigenze faccio l’adorazione con la corona del Rosario in mano.
Il mio sguardo in tal modo è sempre fisso su Gesù contemplato nei vari eventi della sua vita e tutti racchiusi sotto il simbolo della particola consacrata.
È un metodo semplice, portata di mano, che aiuta la concentrazione e il raccoglimento. Evita per quanto è possibile le distrazioni.
È nello stesso tempo nutrimento per la mia anima perché sento che Gesù si dona in continuazione attraverso la sua parola e le azioni narrate.
8. Anche la Chiesa incoraggia a fare l’adorazione così.
Un documento della Penitenzieria Apostolica (8 marzo1996) dice che “la prassi di pregare col santo Rosario” “davanti al Santissimo Sacramento, sia conservato sia esposto” “è da lodare perché in tal modo ad un tempo si adora il Signore nostro Gesù Cristo presente e si venera la beatissima vergine Maria con preghiere che sono essenzialmente bibliche (Padre nostro, Ave Maria nella sua prima parte e i misteri della salvezza).
Pertanto continuando nella pia consuetudine i fedeli faranno ottima cosa”.
Ti ringrazio, ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo
