Vorrei chiederLe a cosa si riferiscono Daniele, Matteo e Marco quando si riferiscono col termine “abominio della devastazione”

////Vorrei chiederLe a cosa si riferiscono Daniele, Matteo e Marco quando si riferiscono col termine “abominio della devastazione”

Vorrei chiederLe a cosa si riferiscono Daniele, Matteo e Marco quando si riferiscono col termine “abominio della devastazione”

Quesito

Buona sera caro padre Angelo,
vorrei chiederLe a cosa si riferiscono Daniele, Matteo e Marco quando si riferiscono col termine “abominio della devastazione”.
La ringrazio in anticipo e le chiedo di pregare per me perchè ne ho bisogno.
Grazie.
Nicholas


Risposta del sacerdote

Caro Nicholas,
1. ecco le affermazioni di Gesù in Matteo: “Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele” (Mt 24,15).
E in Marco: “Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda -, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti” (Mc 3,14).

2. Gesù riprende una profezia di Daniele: “Nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l’offerta; sull’ala del tempio porrà l’abominio devastante, finché un decreto di rovina non si riversi sul devastatore” (Dan 9,27).
Nel Vangelo di Luca si legge: “Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che
si avvicinerà la sua desolazione” (Lc 21,20).

3. Per questo la Bibbia di Gerusalemme a proposito dell’abominio della desolazione o della devastazione nel luogo santo annota: “Daniele designava con ciò, sembra, un altare pagano che Antioco Epifane aveva fatto erigere nel tempio di Gerusalemme (nel 168; cf. 1 Mac 1,54).
L’applicazione evangelica si realizzò quando la città santa e il suo tempio furono investiti e poi occupati dagli eserciti pagani di Roma (cf. Lc 21,20)”.

4. Altri invece e con più ragione sostengono che debba ricercarsi nelle stragi e negli eccidi commessi nel recinto del tempio dagli Zeloti. Questi si impossessarono colle armi del tempio, e per tre anni e mezzo vi commisero le più orrende scelleratezze facendo perire più di 8.500 uomini (cf. GIUSEPPE FLAVIO, Guerra Giudaica VI, 3).
Questa fu tra le premesse dell’occupazione e della distruzione di Gerusalemme da parte dei romani.
Secondo alcuni quest’interpretazione sarebbe la più corretta perché rende ragione di ciò che il Signore dice subito dopo: “Allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello” (Mt 24,16-8). Infatti dopo l’assedio da parte dei romani non vi fu più il tempo per fuggire.
In ogni caso per abominio della desolazione si possono intendere tutti e due gli eventi dal momento che sono fra loro concatenati.

5. San Girolamo tra le varie interpretazioni dice che dell’abominio della desolazione “può essere inteso dell’immagine di Cesare, che Pilato pose nel tempio, o della statua equestre di Adriano che è rimasta fino a oggi dove si trovava il santo dei santi. Infatti secondo l’Antico Testamento l’abominazione indica un idolo, e quindi si aggiunge della desolazione poiché l’idolo era stato posto nel tempio desolato e deserto” (Commento a Matteo, 24,15).

Ti assicuro volentieri la mia preghiera, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2018-09-11T04:59:30+00:0022 settembre 2018|Un sacerdote risponde - Sacra Scrittura - Generale|