Come mai Gesù dice a Tommaso di guardare le ferite delle sue mani mentre in realtà sarebbe stato forato nel polso?

////Come mai Gesù dice a Tommaso di guardare le ferite delle sue mani mentre in realtà sarebbe stato forato nel polso?

Come mai Gesù dice a Tommaso di guardare le ferite delle sue mani mentre in realtà sarebbe stato forato nel polso?

Quesito

Caro padre,
non sono nuova a scriverle, so che è oberato dalle mail, ma spero che possa rispondermi al più presto perchè mi è sorto un dubbio di fede che mi fa tremare.
Vado subito al dunque: recenti studi scientifici hanno dimostrato che la crocifissione avveniva mediante affissione dei chiodi nei polsi anziché nelle mani, altrimenti le braccia non avrebbero sostenuto il peso del corpo.
Come si concilia ciò con quanto recitato nel Vangelo secondo Giovanni 20,24-29 dove Nostro Signore a S. Tommaso dice “metti qui il mio dito e guarda le mie mani”?
Come si concilia poi con la comparsa delle stimmate sulle mani?
Mi scuso se posso apparire ansiosa, ma questo pensiero mi turba nella fede.
Spero possa illuminarmi presto.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. se tu avessi letto tutto il passo non ti sarebbe sorto “il dubbio che ti fa tremare” e che turba la tua fede.
Eccolo dunque:
“Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.
Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».
Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».
Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».
Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»” (Gv 20,24-29).
Come vedi, Tommaso ha detto: «Se non vedo nelle sue mani».

2. Entrando nel Cenacolo otto giorni dopo la risurrezione il Signore si mostrò subito a Tommaso come colui che legge nel cuore degli uomini.
Ed ecco che lo precede, gli va incontro, e come per dire “conosco alla perfezione i tuoi dubbi” gli dice: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani».

3. Tommaso non aveva detto: “Se non vedo nei suoi polsi”, ma nelle sue mani».
Ugualmente Gesù gli dice: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani».

4. Anche Davide profetando la passione di Gesù disse nel Salmo: “Hanno forato le mie mani e i miei piedi” (Sal 22,17).

5. È vero che si trattava di polsi, ma già a quei tempi veniva usata quella figura retorica che si chiama sineddoche “che risulta da un processo psichico e linguistico attraverso cui, dopo avere mentalmente associato due realtà differenti ma dipendenti o contigue logicamente o fisicamente, si sostituisce la denominazione dell’una a quella dell’altra”.

6. Anche noi oggi diciamo che quando arrestano una persona le legano le mani, mentre in realtà legano i polsi.
Ugualmente a quei tempi quando parlavano di crocifissione intendevano dire che si trattava di un supplizio nel quale venivano forati o legati mani e piedi.
Dove per mani non s’intendeva il palmo della mano, ma il polso.

7. Come mai poi nelle stigmate appaiono sul palmo e non sul polso?
Ecco che cosa scrive il p. Garrigou Lagrange: “Teresa Neumann avrebbe detto ad una persona che la visitava: «Non crediate che Nostro Signore sia stato inchiodato alle palme, là dove io ho le stimmate. Questi segni hanno soltanto un significato mistico. Gesù doveva essere fissato più saldamente sulla croce».
Così pure a Santa Brigida, come risulta dal capo X del I libro delle rivelazioni, la Santa Vergine avrebbe detto: «Le mani del mio Figlio furono trapassate in quella parte in cui l’osso era più solido».
E, per poco che si capisca, la parte più solida della mano non è la palma, ma il carpo” (R. Garrigou-Lagrange, Le tre età della vita interiore, V, p. 294).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo