Quesito

Caro Padre Angelo,
La ringrazio per le sue risposte così considerate e chiare. Le vorrei chiedere un consiglio riguardo il digiuno e l’astinenza. Premetto che questo è la prima quaresima che prendo in considerazione questa pratica, inspirata dal mio fidanzato. La domanda è questa: io provo un senso non so se di vergogna o di pudore a parlare di queste cose con gli altri, compreso lui, per cui preferisco ricorrere a penitenze di cui gli altri non si accorgano. Per il mercoledì delle ceneri avevo programmato di fare il digiuno alla sera ma poi essendo stata invitata a cena ho deciso di farlo il giorno seguente. Il problema non era rifiutare l’invito ma spiegare il perché.
Andrò a casa per la settimana santa (io mi sono trasferita per lavoro) e non ho ancora deciso come comportarmi. La mia famiglia è cristiana  ma questa non è una pratica che si usi a casa nostra.
Vorrei che il digiuno rimanesse un fatto privato ma non sono sicura che questo sia sempre giusto.
La ringrazio,
Giusi


Risposta del sacerdote

Cara Giusi,
1. Capisco bene il tuo pudore nel non parlare ad altri delle penitenze o dei digiuni che fai. Il Signore ci ha detto di mantenere tutto nel segreto (Mt 6,18). Il pericolo della superbia e anche di perdere il merito è grande.

2. Tuttavia vi sono dei giorni che sono penitenziali nel loro stesso carattere, come il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo. Sono legati ad eventi ben precisi del popolo cristiano.
Vi sono giorni in cui tutti sono chiamati a far festa e altri in cui tutti sono chiamati a penitenza. Non viviamo da soli, ma all’interno di una comunità.
Come la preghiera fatta insieme ha maggiore valore: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20), così anche la penitenza: “Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e libagione è la casa del vostro Dio. Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio” (Gioe 1,13-14) e “Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Ninive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani” (Gio 3,7-8).

4. Per questo la Chiesa dà delle norme per la penitenza fatta insieme.
Paolo VI nella costituzione  apostolica Paenitemini scrive: “Affinché tutti i fedeli siano uniti in una celebrazione comune della penitenza, la Sede Apostolica intende fissare alcuni giorni e tempi penitenziali, scelti tra quelli che, nel corso dell’anno liturgico, sono più vicini al Mistero Pasquale di Cristo o vengano richiesti da particolari bisogni della comunità ecclesiale.
Perciò si dichiara e si stabilisce quanto segue:
I. § 1. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza.
§ 2. Le prescrizioni della legge ecclesiastica, circa la penitenza, vengono totalmente riordinate secondo le seguenti norme.
II. § 1. Il tempo di Quaresima conserva il suo carattere penitenziale.
§ 2. I giorni di penitenza, da osservarsi obbligatoriamente in tutta la Chiesa, sono tutti i venerdì dell’anno e il mercoledì delle Ceneri o il primo giorno della Grande Quaresima, secondo i riti; la loro sostanziale osservanza obbliga gravemente”.
Poi va avanti con le prescrizioni più minute.
La relazione con gli altri è importante.

5. Dal momento che il digiuno ecclesiastico consiste nel fare solo un pasto intero e di limitarsi a meno nelle altre refezioni, il mercoledì delle ceneri (se non potevi declinare l’invito a cena) potevi digiunare a pranzo e al mattino e fare il pasto intero la sera.
Tuttavia nei giorni del mercoledì delle ceneri e il venerdì santo è prescritta anche l’astinenza dalle carni o da cibi particolarmente costosi.
Questo diventa problematico quando si è invitati a cena. Certo gli islamici su questo punto sono più fedeli.
Dovremo anche noi essere più coraggiosi e testimoni della nostra fede.

6. Scrivi: “La mia famiglia è cristiana  ma questa non è una pratica che si usi a casa nostra”.
Penso che sia giusto dare anche in famiglia, che è chiesa domestica, un tono particolare al venerdì santo e al mercoledì delle ceneri.
Ci salviamo insieme. Ci santifichiamo insieme. Facciamo penitenza anche insieme.

Ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di attirare l’attenzione anche su questo argomento che ha la sua importanza per la vita cristiana.
Paolo VI, come ho ricordato sopra, ha detto che “. Per legge divina tutti i fedeli sono tenuti a far penitenza”.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo