Quesito

Buongiorno padre, 
Sono un ragazzo di 23 anni, sono cresciuto in una famiglia cattolica ma per niente praticante. Attualmente sono uno studente di medicina. Ho sempre frequentato l’oratorio, all’inizio perché ci andavano gli amici poi durante l adolescenza e’ diventata una scelta sempre più consapevole e voluta. Tuttora frequento gli incontri in parrocchia e do una mano in alcune attività. Il mio approccio alla fede e’ sempre stato pieno di dubbi e domande, credo in parte perché non sono stato supportato molto dalla mia famiglia in questa scelta, e in parte perché tendo ad essere molto razionale.  sono fidanzato da 5 anni con una ragazza conosciuta in oratorio. Sono tanto grato di poter condividere con lei la mia fede e di crescere con lei sotto questo punto di vista, tuttavia ho alcuni dubbi riguardo alla nostra sessualità. In oratorio nessun sacerdote o educatore ha mai affrontato con noi esplicitamente questo argomento, limitandosi solo a leggere "le regole da rispettare" dal catechismo della chiesa cattolica. Ma non mi basta. La mia ragazza mi ha detto che desidera che il nostro rapporto diventi più "adulto" e quindi vorrebbe che avessimo rapporti. Siamo fidanzati da 5 anni e in tutto questo tempo non abbiamo mai affrontato la questione, ma senza dire niente ci siamo aspettati. Non sono sicuro se chiederle di aspettare ancora.. non sono sicuro che sia la cosa giusta da fare… c’è stato insegnato di aspettare il matrimonio in modo che il donarsi completamente sia vero e non una finzione.. però so di non fingere con lei, io mi penso davvero in futuro con lei… non sto provando a stare con lei, ma la sto amando già oggi… le direi si oggi… ma il matrimonio oggi è una metà lontana nel tempo… io tra laurea e specializzazione medica ho molti anni di studio davanti (dovrei finire a 29 anni se continuo a rimanere in pari con gli esami). Il mio timore e’ che il rimandare ancora dopo tutto questo tempo faccia più male che bene al nostro rapporto. La prego di consigliarmi, e di aiutarmi a capire se sto sbagliando.
Le ringrazio per il suo tempo.
Cordiali saluti.
F.


Risposta del sacerdote

Caro F.,
1. sono contento di quanto mi hai scritto in riferimento alla castità prematrimoniale e soprattutto al fatto che ami la tua ragazza.
Sono convinto che la certezza di amare la tua ragazza ti venga in buona parte proprio dalla purezza, dalla castità.
In tanti rapporti prematrimoniali, te lo garantisco, si va avanti per paura di lasciarsi l’un l’atro e proprio per questo continuano a cedersi l’un l’altro, anche se ne non sono più convinti.
E così la bugia che è intrinseca nei rapporti prematrimoniali se la portano anche nel loro rapporto sentimentale.
È brutto prepararsi al matrimonio così.

2. Oggi abbiamo sentito nella Messa le parole del Signore riguardanti la casa costruita sulla roccia o sulla sabbia. Quella costruita sulla roccia, nonostante i venti e le piogge, rimase salda, l’altra invece è stata spazzata via, perdendo tutto: “e la sua rovina fu grande”.
Il vostro rapporto finora è stato costruito sulla roccia.
Per questo sei sicuro di amare la tua ragazza, sei sicuro della sua maturità e della sua fedeltà. E lei ama te con questi medesimi sentimenti.

3. Mi piace a questo proposito ricordare una bella espressione del magistero a proposito della castità: “La castità è energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo e dall’aggressività” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 19).
Merita di essere evidenziata l’affermazione per cui si dice che la castità è una energia spirituale. Dicendo spirituale si sottolinea che non si identifica semplicemente con la pace dei sensi, ma è il risultato di un atteggiamento mentale e affettivo, mai acquisito definitivamente.
La castità dunque la si forma partendo dalla testa: da ciò che si pensa, da ciò che si fantastica, da ciò che si apprende e si desidera. La pace dei sensi è un’altra cosa e può verificarsi per i più svariati motivi, che possono avere nulla a che fare con la virtù.
L’affermazione “energia spirituale” è certamente nuova. Ma già S. Tommaso aveva detto qualcosa di simile quando aveva asserito che “la castità ha la sua sede nell’anima, pur avendo nel corpo la sua materia. Infatti la castità ha il compito di fare regolarmente uso di determinate membra del corpo secondo il giudizio della ragione e la scelta della volontà” (Somma teologica, II-II, 151, 1, ad 1).
Non meraviglia, poi, che la castità venga definita energia.
S. Tommaso non parla di energia, ma usa il termine equivalente di fortezza. Citando S. Agostino dice che “questa virtù ha per compagna la fortezza, la quale è decisa a sopportare tutti i mali piuttosto che acconsentire al male” (Ib., II-II, 151, 1, ad 2).
Tale fortezza non limita i suoi effetti al solo ambito della purezza, ma si estende in tutti gli altri settori della vita. Perché non è possibile essere casti e nello stesso tempo intemperanti nei cibi e nelle bevande, immersi nel turpiloquio, incapaci di dominare se stessi.
Il Catechismo della Chiesa cattolica dice che “c’è un legame tra la purezza del cuore, del corpo e della fede” (CCC 2518).
La castità inoltre “libera l’amore dall’egoismo”: proprio perché aiuta a permanere in un atteggiamento di dono, libera dalla tentazione di ripiegarsi su se stessi e rende attenti alle necessità degli altri.
“… e dall’aggressività”: castità deriva da castigare. E come si castiga un bambino perché non si abbandoni ai capricci, così “la castità mette un freno o un castigo ai piaceri venerei che sono più violenti e opprimenti per la ragione di quanto non lo siano quelli del cibo” (Ib., II-II, 151, 3, ad 2).
Interessante l’osservazione di S. Tommaso: “La concupiscenza dei piaceri è quella che più assomiglia al bambino… E questa concupiscenza aumenta enormemente se viene nutrita mediante il consenso, come un bambino abbandonato ai suoi capricci. Per cui la concupiscenza di questi piaceri ha bisogno più di ogni altra cosa di essere castigata” (Ib., II-II, 151, 2, ad 2).

4. A questo punto devo ricordare che chi è casto non è esentato dalle tentazioni nella purezza.
Facendo eco all’affermazione di san Giovanni secondo il quale in noi alberga la concupiscenza della carne (1 Gv 2,19) Giovanni Paolo II ha detto che la nostra capacità di amare è costantemente minacciata dalla concupiscenza della carne.
La castità pertanto va continuamente ravvivata.
Questa castità “passa attraverso la disciplina dei sentimenti, delle passioni e degli affetti” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 16).
Vi sono forze oscure e palesi che inclinano all’impurità.
Per questo è necessaria l’autodisciplina che è come una corazza nei confronti delle nostre debolezze  e delle tentazioni.

5. In questo momento la tua ragazza sta subendo una tentazione: è portata a pensare che con rapporti sessuali il vostro amore diventi maturo.
No, non diventa maturo. È un inganno.
È diventato maturo a motivo della purezza.
I rapporti sessuali prematrimoniali sono una bugia perché per mezzo di essi non ci si dona in totalità e si finge si essere marito e moglie.
Senza dimenticare la bella espressione di un autore di teologia: “La lussuria è una menzogna a fior di pelle, un possesso che si maschera da dono” (p. ide, I peccati capitali, p. 83).

6. Di rincalzo il Magistero della Chiesa osserva che “nella stessa misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non più dono di sé” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 16).
E ancora: “Non si deve mai dimenticare che il disordine nell’uso del sesso tende a distruggere progressivamente la capacità di amare della persona, facendo del piacere – invece che del dono sincero di sé – il fine della sessualità e riducendo le altre persone a oggetto della propria gratificazione: così esso indebolisce sia il senso del vero amore tra l’uomo e la donna – sempre aperto alla vita – sia la stessa famiglia e induce successivamente al disprezzo della vita umana che potrebbe essere concepita, considerata allora come un male che minaccia in certe situazioni il piacere personale” (Ib., 105).

7. Superate dunque le presenti tentazioni.
Non distruggete quello che finora avete costruito e che costituisce il segreto della bellezza della vostra relazione.
Ricordate sempre che con la purezza vi vengono tutti gli altri beni (Sap 7,11). E di tutti questi bene ne avete bisogno.
E ne avranno bisogno un giorno anche i vostri figli.
Seguite con generosità il Signore che farà diventare il vostro amore sempre più bello e soprattutto santo.
A questo deve mirare tutta la nostra vita, e in particolare la vita affettiva.

Vi assicuro la mia preghiera e vi benedico.
Padre Angelo