Salve Padre.
Ero curioso di porle una domanda a proposito dei sacramentali. Una volta un sacerdote mi ha detto che la loro efficacia dipende dallo stato di grazia del prete cui si chiede ad esempio la benedizione. Quindi nell’impartire la benedizione, questa sarebbe efficace solo se il sacerdote è in stato di grazia.
Il Catechismo però a tal proposito afferma che “dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali” (CCC 1670).
Mi sorge allora il dubbio. Se anche questi ultimi “fluiscono” dal mistero di Cristo, allora non dovrebbe incidere sulla loro efficacia lo stato del sacerdote…o mi sbaglio?
Grazie in anticipo per il tempo che vorrà dedicare alla risposta, prego per lei! .


Carissimo,
1. il Codice di diritto canonico definisce i sacramentali in questo modo: “I sacramentali sono segni sacri con cui, per una qualche imitazione dei sacramenti, vengono significati e ottenuti per l’impetrazione della Chiesa, effetti soprattutto spirituali” (Can. 1166 ).

2. Si differenziano da sacramenti per diversi motivi:
primo perché i sacramenti sono di istituzione divina, mentre i sacramentali sono di istituzione ecclesiastica (sebbene si possa dire che Cristo li abbia istituiti indirettamente dando alla Chiesa il potere di farlo, e talvolta ne ha dato Egli stesso l’esempio come quando ha praticato gli esorcismi);
secondo, perché i sacramenti producono la grazia santificante, mentre i sacramentali conferiscono alcune grazie attuali e cioè alcuni aiuti;
terzo, perché i sacramenti producono la grazia per la loro intima efficacia (ex opere operato) a motivo del fatto che il celebrante principale dei sacramenti è Cristo stesso. I sacramentali invece sono efficaci a motivo della fede e della devozione della Chiesa, e cioè “ex opere operantis” (sottinteso: ex opere operantis Ecclesiae) ;
quarto, perché i sacramenti sono sette, mentre il numero dei sacramentali è indefinito e variabile.

3. I sacramentali sono istituiti per impetrare alcuni effetti spirituali e anche corporali, come ad esempio la salute e la conservazione dei beni.
Tuttavia tutti questi aiuti sono in qualche modo ordinati alla grazia santificante.
Dice infatti san Tommaso: “Tra le azioni visibili della Chiesa, alcune sono sacramenti, p. es., il battesimo; altre sacramentali, p. es., l’esorcismo.
 Tra di esse esiste questa differenza: il sacramento è quell’azione della Chiesa che raggiunge l’effetto principale inteso nell’amministrazione dei sacramenti; il sacramentale invece è quell’azione la quale, benché non raggiunga l’effetto principale, tuttavia è in qualche modo ordinata ad esso” (Supplemento alla Somma teologica, 29, 1).
E anche: “L’acqua benedetta e le altre benedizioni non si chiamano sacramenti, perché non raggiungono l’effetto dei sacramenti che è il conseguimento della grazia.
Sono piuttosto delle disposizioni ai sacramenti: o in quanto rimuovono gli ostacoli, come l’acqua benedetta usata contro le insidie del demonio e contro i peccati veniali; oppure in quanto preparano l’amministrazione dei sacramenti: così si consacrano gli altari e i vasi per rispetto verso l’Eucaristia” (Somma teologica, III, 65, 1, ad 6).

4. Se i sacramenti (a parte il Battesimo che ne è la porta) possono essere dati solo ai cattolici, i sacramentali possono essere dati anche a coloro che non sono cattolici per ottenere il lume della fede e anche la salute del corpo.

5. I sacramentali possono essere ricondotti a due grosse categorie.
Vi sono infatti dei sacramentali permanenti, vale a dire delle realtà che sono state benedette o consacrate, delle quali i fedeli fanno uso per riceverne qualche beneficio.
Tuttavia non ogni realtà benedetta è sacramentale, perché allora anche le persone o le abitazioni degli uomini diverrebbero sacramentali, ma solo quelle che ricevono una benedizione costitutiva e vengono orientate esclusivamente al culto di Dio, come l’acqua benedetta, lo scapolare, l’olio benedetto…
La seconda categoria è quelle dei sacramentali transeunti. Si tratta di azioni che per determinazione della Chiesa portano qualche beneficio particolare come la recita del confiteor (il “confesso”), l’imposizione delle ceneri, l’esorcismo, ecc…

6. L’efficacia dei sacramentali si esprime verso quattro direzioni.
La prima per ricevere grazie legate al proprio stato di vita, come ad esempio la benedizione nuziale, la benedizione per la professione religiosa, per la recezione di ministeri, ecc…
La seconda per la remissione dei peccati veniali come ad esempio l’acqua benedetta, le ceneri all’inizio della quaresima, il confesso recitato all’inizio della Messa. Questo effetto viene prodotto in quanto ottiene una grazia per detestare i peccati.
La terza per allontanare i malefici del demonio il quale per permissione divina può nuocere colpendo con mali fisici, causare rovina, istigare al peccato, tormentando con ossessioni e vessazioni e talvolta anche con possessioni.
La quarta per ottenere dei beni di ordine temporale, come la benedizione dei campi e dei frutti della terra.

7. L’effetto dei sacramentali dipende principalmente dalla preghiera impetratoria della Chiesa e secondariamente anche dalla qualità del ministro e di chi li riceve.
La preghiera della Chiesa è la componente principale perché la Chiesa ha ricevuto da Cristo il potere di benedire diverse realtà e di impedire i malefici del demonio.
Si potrebbe dire che i sacramentali sotto questo aspetto producono frutto infallibilmente per l’azione intrinseca della Chiesa.
L’enciclica Mediator Dei di Pio XII dice che “l’efficacia dei sacramentali deriva piuttosto dall’azione della Chiesa (ex opere operantis Ecclesiae) in quanto essa è santa ed opera sempre in intima unione col suo Capo”.
Qualcuno ha parlato perfino di effetto prodotto ex opere operato Ecclesiae.
Pertanto la risposta che ti ha dato quel prete non è del tutto esatta.

8. Ma le disposizioni del ministro e di chi riceve i sacramentali contano molto sia nel produrre l’effetto sia nel riceverlo.
Pertanto la benedizione data da un sacerdote santo come il santo Curato d’Ars, Padre Pio, San Giovanni Paolo II e ricevute da un fedele santo hanno molto maggiore efficacia di quella data e ricevute da ministri soggetti di minori qualità.
Infatti dal momento che i sacramentali infine devono tendere a procurare o ad aumentare la grazia santificante, se qualche disposizione si oppone a questo obiettivo, allora non ne viene prodotto l’effetto.
Pertanto per ottenere gli obiettivi dei sacramentali giova molto avere un cuore purificato anche con la confessione sacramentale e la volontà di tendere alla santificazione.

9. In passato un versetto latino serviva a classificare i sacramentali in sei categorie: Orans, tinctus, edens, confessus, dans, benedicens.
Orans: è la preghiera, e prima di tutto la preghiera del Padre nostro e quindi ogni preghiera prescritta dalla Chiesa e ogni preghiera recitata in chiesa consacrata.
Tinctus: tingendo nell’acqua per il segno di Croce e per l’aspersione, o anche nell’olio per un’unzione o consacrazione.
Edens: mangiando ad esempio il pane benedetto e ogni commestibile benedetto.
Confessus: pentendosi, ad esempio recitando il “confesso”.
Dans: dando l’elemosina spirituale e corporale fatta in nome della Chiesa.
Benedicens: tutte le benedizioni istituite dalla Chiesa, come quella che dà il Vescovo o il sacerdote alla fine della Messa, quella degli oggetti di devozione, come scapolari, rosari, medaglie, ecc.

Ti auguro ogni bene nell’uso più ampio dei sacramentali che hai a disposizione, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo