Quesito

Caro Padre Angelo,
a conferma della risposta da Lei data a chi le chiedeva se la teologia preveda una preghiera per i dannati, le racconto una visione da me avuta in sogno.
Nello specifico: in sogno ho avuto una visione come se vedessi la luce a giorno e vidi la testa di una persona morta molti anni fa, da me conosciuta, la quale visse male la sua vita e cioè nel peccato grave, se non sbaglio ebbe pure almeno un figlio in assenza di matrimonio. Detta testa era in parte nascosta da striscioline di nebbia orizzontali agli occhi; subito sentii la voce dell’Angelo del Signore, come in un’altra circostanza si qualificò, che disse: “non pregate non serve più è peggio”. Cioè come se la frase fosse detta dalla defunta. Da ciò si evince chiaramente che è inutile pregare per i dannati (poverini), anzi che per loro “è peggio” se preghiamo.
Vi saluto calorosamente e ringrazio immensamente per il servizio utilissimo che fate per dirimere i nostri dubbi e imploro, a motivo di ciò, dal SS. Eterno Padre le più larghe benedizioni su di Lei.-
Giuseppe


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
1. confermo quanto ho scritto sulla preghiera per i dannati. E confermo anche la tua conclusione.

2. Tuttavia noi non sappiamo con certezza chi si sia dannato.
La conclusione del tuo sogno, che in sostanza dice che è peggio per i dannati se noi preghiamo per loro, è vera.

3. Ma mi viene un dubbio.
In sogno ti sarebbe stato rivelato che una determinata persona, che tu hai conosciuto, si trova all’inferno e ti chiede di non pregare per lei.
Una simile richiesta, a parer mio, non può venire da Dio.
La preghiera infatti, indipendentemente dai suoi effetti impetratori, dà sempre lode al Signore.
Inoltre la preghiera di suffragio, anche se non andasse a beneficio della persona per cui si prega (perché si trova in paradiso o all’inferno), giova sempre ad altre anime. In poche parole: non rimane mai senza frutto.
Per questo dobbiamo essere attenti a discernere le apparizioni e i sogni. Come avverte San Paolo, il diavolo si maschera da Angelo di luce (2 Cor 11,14).

4. La persona di cui tu mi parli è vissuta certamente con qualche disordine.
Ma noi non sappiamo se si sia pentita o meno dei suoi peccati.
Quanto sia successo nel segreto della sua anima prima di presentarsi davanti a Dio, lo sa solo il Signore.
Per questo noi abbiamo sempre e solo il dovere di pregare per lei.

Ti ringrazio per il fervore con cui ci segui e ci apprezzi e soprattutto perché implori dall’Eterno Padre le più larghe benedizioni su di noi.
Questa preghiera la ricambio altrettanto volentieri e fin d’ora ti benedico.
Padre Angelo