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Quesito

Caro Padre Angelo,
questa è la prima volta che le scrivo. Mi rivolgo a lei perché la apprezzo molto per la sua chiarezza e la sua preparazione. Vorrei esporle alcune mie riflessioni sulla dottrina del limbo dei fanciulli, rifacendomi a quanto da lei esposto in due precedenti interventi in risposta alle domande dei lettori.
Per quanto ne so io, è DI FEDE che “le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale o col solo peccato originale, vanno subito all’inferno, ma sono puniti con pene differenti” (Concilio di Firenze) e che “ai bambini è necessario il Battesimo per conseguire la vita eterna” (Concilio di Trento). Inoltre, Pio XII insegnò che “lo stato di grazia nel momento della morte è assolutamente necessario per la salvezza; senza di esso non è possibile giungere alla felicità soprannaturale, alla visione beatifica di Dio. Un atto di amore può bastare all’adulto per conseguire la grazia santificante e supplire al difetto del Battesimo: al non ancora nato o al neonato bambino questa via non è aperta” e che “non c’è altro mezzo per comunicare questa vita [soprannaturale] al bambino, che non ha ancora l’uso della ragione” (Allocuzione alle ostetriche italiane). Dunque per i bambini privi dell’uso di ragione è necessario il Battesimo sacramentale per vedere Dio.

Questa è la dottrina per come la conosco io. Ora le espongo una mia riflessione. Consideriamo i bambini morti senza essere stati battezzati: certamente sono nati con la macchia del peccato originale; sono anche morti in tale stato? Per togliere il peccato originale, Dio ha istituito il sacramento del Battesimo, che è il mezzo ordinario per ripristinare lo stato di grazia nell’uomo decaduto. Ora, è possibile per Dio conferire la grazia anche a chi è impossibilitato a ricevere il Battesimo sacramentale? Certamente sì, perché Dio è Onnipotente e può operare un miracolo ogni qual volta lo ritiene opportuno. Lo fa sempre e comunque, per ogni bambino morto senza Battesimo? Credo di poter rispondere di no. Rispondo di no per i seguenti motivi:
1.Se Dio supplisse sempre e comunque alla mancanza del Battesimo sacramentale, il conferimento di tale sacramento sarebbe, di fatto, irrilevante: tanto varrebbe per Dio santificare tutti nel ventre materno (come ha fatto in alcuni casi speciali);
2.Dal punto 1 segue che la pratica costante della Chiesa universale di battezzare i bambini sarebbe perlomeno futile, il che contraddice all’infallibilità della Chiesa: infatti, la Chiesa ha sempre praticato il Battesimo dei fanciulli per fronteggiare il rischio concreto, reale che, in caso di morte precoce, gli infanti non potrebbero accedere alla visione beatifica in Cielo.
Nella prima parte del ragionamento ho concluso che almeno alcuni bambini morti senza il Battesimo, sono macchiati dal peccato originale. Ora, quale sarà il destino eterno di queste anime? Non possono andare in Paradiso, come solennemente definito dai Concili di Firenze e di Trento: quindi devono necessariamente andare all’Inferno. Però, non avendo commesso alcun peccato personale, non possono essere punite allo stesso modo degli altri dannati. Quale sarà dunque la loro pena? Su questo punto il dibattito è ancora aperto, anche se, per quanto ne so, è prevalente l’opinione di San Tommaso, che parlava di uno stato di beatitudine naturale (pena del danno senza pena del senso), designato con il termine “Limbo”.

Attenderò con pazienza la sua risposta.
Le assicuro le mie preghiere.
Un abbraccio in Cristo e Maria,
Stefano Costa


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
1. è tutto vero quanto hanno affermato i vari concili e Pio XII.
Ribadisco che la Chiesa è certa della salvezza dei bambini solo se hanno ricevuto il Battesimo.
Se non lo hanno ricevuto, non ha la certezza della loro salvezza, ma spera. E vi sono buoni motivi che confortano questa speranza, come ha rilevato la Commissione teologica internazionale che ha studiato questo problema.

2. Circa i pronunciamenti magisteriali che sottoponi alla mia riflessione posso dire:
– su quanto afferma il Concilio di Firenze si potrebbe osservare: bisogna vedere se vi sono anime che muoiono solo col peccato originale. Chi può negare che Dio offra anche a costoro dei mezzi straordinari per acquistare la grazia come li offre agli adulti?
– su quanto afferma il Concilio di Trento: certamente il Battesimo di acqua è necessario come via ordinaria. Ma Dio può avere e certamente ha anche delle vie straordinarie.
– su quanto ha affermato Pio XII: è giusto quanto ha detto. Ma all’espressione “al non ancora nato o al neonato bambino questa via non è aperta” si può soggiungere: per quanto ne sappiamo noi.
Per questo il Battesimo è necessario come via ordinaria. Se il battesimo non c’è, non abbiamo la certezza, ma come ho concluso sopra, abbiamo la speranza.

3. Alla tua conclusione: “Dunque per i bambini privi dell’uso di ragione è necessario il Battesimo sacramentale per vedere Dio”, aggiungo ancora come via ordinaria.

4. Inoltre per salvarsi è sempre necessaria, oltre la grazia di Dio, anche il consenso da parte dell’uomo.
Nel battesimo dei bambini il consenso viene dato espressamente con un atto volontario espresso da genitori e padrini.
E in virtù di questo assenso il bambino riceve la grazia.
Questa grazia viene sempre infallibilmente comunicata quando si celebrano i sacramenti, a meno che vi si ponga ostacolo.
Per questo i bambini che muoiono dopo aver ricevuto il battesimo senz’altro vanno subito in Paradiso.

5. Ma accanto alle vie ordinarie vi sono quelle straordinarie. E noi possiamo pensare, anzi sperare (con buoni motivi) che Dio offra ai bambini che muoiono senza battesimo e senza aver acquisito l’uso di ragione un lume e un aiuto della grazia perché possano esprimere il loro assenso volontario.
Come ho ricordato, senza l’assenso volontario non si riceve la grazia.
Nelle vie ordinarie (il battesimo) l’assenso c’è.
Nelle vie straordinarie non sappiamo se questo assenso venga sempre dato infallibilmente. Noi possiamo augurarci che questo avvenga. Ma non si può escludere, almeno in teoria, che, come alcuni angeli hanno detto no, possano fare la stessa cosa anche questi bambini cui Dio offre in extremis la sua misericordia.
Anche per questo è sempre necessario battezzare i bambini se ci vuole essere certi della loro salvezza. Diversamente questa certezza non c’è. Non ce l’ha neanche la Commissione teologica internazionale, la quale ha concluso dicendo che la Chiesa spera (e ha buoni motivi) che sia così.

6. Non si può dire, anzi è sbagliato dire che i bambini morti senza Battesimo hanno come destinazione l’inferno. Il peccato originale non è un peccato personale, ma abituale. Per questo i pensatori medievali parlavano di limbo, in analogia con il Limbo dei patriarchi, che è di fede.
Ma la tesi dell’esistenza del Limbo per i bambini è non mai stato oggetto di insegnamento positivo da parte della Chiesa.
L’espressione inferno per gli antichi indicava la realtà che noi oggi chiamiamo inferno (luogo di dannazione) e anche il luogo dove andavano tutti i morti indipendentemente dalla retribuzione. In questo caso inferno sta per inferi. In questo senso Cristo, dopo la sua morte, discese agli inferno.

Mi complimento per la tua preparazione teologica.
Ti ringrazio per le preghiera e per la fiducia.
Ricambio anch’io con ricordo davanti al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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