Quesito

Caro Padre Angelo,
oggi ho letto molte delle sue risposte, che ho trovato dirette e chiare, così vorrei approfittare della sua gentilezza e pazienza per esporle il mio “caso” .
Per una serie di motivi familiari a suo tempo non ho fatto la Prima Comunione, poi una volta adulta ho continuato ad essere lontana dalla Chiesa, anche se ho sempre sentito vicina la presenza di Gesù e pregato e letto il Vangelo.
Adesso mi sono riavvicinata alla Chiesa e sono seguita da un bravissimo e paziente sacerdote con il quale mi sto preparando per la Comunione e la Cresima.
Sono arrivata al suo sito perché stavo cercando chiarimenti sul peccato, le sue varie distinzioni e sulla Confessione e suoi effetti.
Io ancora non mi sono mai confessata, adesso mi sto preparando per questo passo che, data la mia età non giovanissima, sta comportando una revisione totale di tutto ciò che ho fatto fin’ora.
Sono partita pensando di non aver fatto mai grandi peccati, ma man mano che esamino la mia vita mi accorgo delle tante colpe commesse che adesso che vengono fuori tutte insieme mi fanno stare male, soprattutto pensando a quanto ero stupida e superficiale quando sono successi quei fatti, anche se non voglio farmi abbattere da tutta questa montagna di mancanze, ma desidero che vengano fuori proprio per cominciare una nuova vita, ho capito che la Confessione ed il desiderio di Riconciliazione sono un grande dono che ci può essere dato, se vogliamo.
Una cosa soprattutto mi sta dando molta pena, tanti anni fa ho accompagnato mia sorella in ospedale per abortire, eravamo tutte e due giovani e l’ho fatto per non lasciarla sola in quel momento in cui stava molto male ed era comunque decisa a fare quel passo, ho sofferto per questa sua decisione all’epoca, poi con il tempo, anche grazie la fatto che poi ha voluto ed avuto un bellissimo bambino che ama tantissimo, non ho più pensato a questo fatto. Adesso in questi giorni mi è tornato vivo e non faccio che pensarci e mi sto sentendo moralmente partecipe e colpevole perché onestamente non posso dire di aver fatto tutto ciò che potevo per convincerla a non fare quell’aborto.
Non so se questo è un peccato mortale, lo dirò comunque al momento della confessione, ma leggendo le sue risposte molto sagge e compassionevoli, le vorrei chiedere oltre ad un parere sul fatto in se, se pensa che ci potrebbe essere un verso per poter in qualche modo riparare questo male.
La ringrazio comunque per la sua rubrica che mi ha fatto riflettere su tanti aspetti della vita, e per l’attenzione che vorrà darmi e la saluto cordialmente


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. sono contento che il Signore finalmente abbia fatto breccia nel tuo cuore. Avevi bisogno di Lui.
Capisco quello che stai provando a proposito della Confessione: man mano che ci si avvicina alla luce e a una Luce sempre più intensa si vedono meglio tutte le macchie.
Nella semioscurità tante cose sporche non sembrano poi così sporche!
Ma quando si fa luce…
È una grande grazia quella che ti sta dando il Signore: quella di capire i tuoi peccati e di piangerli.
Anche l’aver accompagnato tua sorella ad abortire è un grande peccato. Forse il più grande che hai commesso.

2. Mi chiedi che cosa puoi fare.
Faccio mie le parole di Giovanni Paolo II in Evangelium vitae. Sono molto belle, piene di vicinanza verso le donne che vivono il dramma di aver abortito:
“Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto.
La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s’è trattato d’una decisione sofferta, forse drammatica.
Probabilmente la ferita nel vostro animo non s’è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto.
Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza.
Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità.
Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione.
Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore.
Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita.
Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l’accoglienza e l’attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell’uomo” (EV 99).

Ti sono vicino con la preghiera.
Che il Signore affonda su di te la più ampia misericordia nella confessione che farai.
E in occasione della tua prima comunione ti conceda tutto quello che il tuo cuore desidera.
Ti benedico.
Padre Angelo