Quesito

Caro p. Angelo,
le scrivo per dirle che non ne posso più della vita.
Ho lottato con tutte le mie forze contro le mie tendenze non naturali, ho quasi sempre perso. Non riesco più a pregare e a meditare, sento solo che il male in me, attorno a me e nella realtà che ci circonda, sia più forte di Dio. Mi sembra che Egli ci faccia affrontare delle prove più grandi di noi, e che in fondo “goda” dei nostri fallimenti. Io ormai non credo più “nella” Chiesa, ed il motivo è semplicissimo: come si può credere ad una istituzione che nel giro di 30-40 anni ha sconfessato ciò che prima ha difeso? Penso alla libertà religiosa; ad una liturgia squallida, che i liturgisti vogliono fare passare per creativa; penso al limbo, prima creduto ed insegnato e ore vituperato come una credenza da “povere vecchiette”. Da parte mia il fallimento è altrettanto forte: ho fondato una famiglia che si è sempre allontanata da tutto ciò che io credo ed amo, e assume via via che passa il tempo, una mentalità sempre più secolarizzata. Sento di non avere più niente da dare a loro.
Come vede per me tutto è fallito, vorrei andarmene da questo mondo il più discretamente possibile, ma ho paura dell’inferno (come vorrei che la vita finisse completamente con la morte), e poi sento che in fondo voglio ancora bene ancora a Gesù e non voglio allontanarmi da Lui.
Mi scusi per questo sfogo, ma la sofferenza morale è grande e né il confessore né gli psicologi possono fare più di tanto.
Un saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
ci sono nella vita di ognuno dei momenti in cui tutto ci sembra crollare addosso. Sembra un fallimento totale.
In realtà non è così.

1. Quando parli di tendenze non naturali penso al peccato impuro contro natura.
Se, ho indovinato, ti chiedo di essere forte nel non acconsentire a questo peccato, a cominciare dai pensieri, dagli sguardi.
È un peccato che lascia solo desolazione e tristezza senza fine.

2. Non sfiduciare la Chiesa, la quale non rigetta niente del sacro deposito che ha ricevuto, ma lo custodisce intatto e sotto l’azione dello Spirito Santo lo approfondisce sempre di più.
Non lasciarti ingannare da chi dice che la Chiesa ha rigettato la dottrina precedente. Anche a proposito della libertà religiosa la Chiesa non si contraddice. Su questo punto sono intervenuto diverse volte e nelle varie risposte che ho dato puoi trovare la linearità e la precisione del Magistero.
Sono intervenuto diverse volte anche sul Limbo, dicendo che è di fede solo il Limbo dei Patriarchi, mentre il Limbo sulla sorte dei bambini morti senza Battesimo è una tesi teologica.
In ogni caso, la Chiesa oggi non ha sconfessato questa tesi teologica. Di recente la Commissione teologica internazionale ha detto, sulla linea del Catechismo della Chiesa Cattolica, che vi sono speranze sulla salvezza dei bambini morti senza Battesimo.
Non dobbiamo far dire alla commissione teologica più di quanto non abbia affermato.
Purtroppo i giudizi della gente si basano più sulle relazioni dei giornalisti che sulla lettura del documento.

3. Mi parli della liturgia squallida.
Il giudizio non è corretto. Anche certe opere musicali, belle in se stesse, possono essere rese squallide dalla loro esecuzione.
In se stessa la liturgia è molto bella, anche nella versione riformata.
Tutto dipende, a parer mio, dal modo in cui viene celebrata.
Anche la Liturgia antica talvolta veniva celebrata male. San’Alfonso aveva scritto un’operetta intitolata “la Messa strapazzata”.

4. Alla tua famiglia puoi e devi dare molto, nonostante l’apparente fallimento. Hai le tue sofferenze e le tue preghiere da unire a quelle di Cristo e della Beata Vergine Maria. A Messa offri tutto per i tuoi.
Così pure puoi fare la santa Comunione per loro.
Desidero ricordarti le parole di santa Teresina del Bambin Gesù: “preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’anima 315).

5. Infine dici che “né i psicologi né il confessore possono fare più di tanto”. È vero.
Chi può fare tutto è Gesù. Senza togliere nulla alla preziosità e insostituibilità del confessore, siamo chiamati a vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo. Quando facciamo questo, troviamo il Salvatore e la salvezza in tutti i sensi.

Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo