Quesito

Salve Padre Angelo!
Ho una domanda da farle in materia teologica. Si dice che Cristo ha sudato sangue durante il suo agone nel giardino degli ulivi, lei stesso in una risposta fa riferimento al versetto Lc 22,44.
Tuttavia io leggo: Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue
Quel "come" non può essere inteso come una figura retorica? Giusto per paragonare il sudore con qualcosa di più vivo?
È chiaro che non cambierebbe nulla nella sostanza, però mi piacerebbe conoscere il suo parere.
Grazie ancora per tutto.
°Michele°


Risposta del sacerdote

Caro °Michele°,
1. oggi nessuno contesta la storicità di questo fenomeno in Gesù, dal momento che la sudorazione di sangue è un fenomeno, benché raro, attestato dalla medicina.
Il noto biblista Giuseppe Ricciotti scrive: “Un fenomeno fisiologico, designato come ematidrosi cioè sudore sanguigno, è noto ai medici: l’osservazione era stata fatta già da Aristotele che impiega anche il termine là dove dice che "taluni sudarono un sanguigno sudore (Historia animalium, III, 19).
Il fenomeno avvenuto in Gesù potrà essere oggetto dì ricerche scientifiche dei fisiologi, pur essendo presenti le singolari circostanze del paziente: il fisiologo Luca, trasmettendo egli solo questa notizia, sembra tacitamente invitare a tali ricerche” (G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, n. 556).

2. Tu parli del “come”. La sudorazione di acqua produce gocce di sudore. In Gesù, per la rottura dei vasi capillari, vi fu sudore a modo (come) di gocce.
Tale sudore di sangue in Gesù dovette essere molto abbondante se gli inondò il volto e cadeva al suolo!

3. Dopo di lui alcuni santi e persone pie hanno avuto sudori di sangue: santa Ludgarda (1182-1246), la Beata Cristina di Stumbeln (1241-1312), Maddalena Morice (1736-1769), Maria Domenica Lazzari (1815-1848), Caterina Putigny (1803-1885) ecc.
Ancora più rari sono i casi di lacrime di sangue. La storia della Mistica ne può registrare solo due: Rosa Maria Andriani (1786-1845) e Teresa Neumann (1898-1962).
Non abbiamo dunque motivi per dire che San Luca abbia voluto usare un’iperbole, e cioè con quella figura retorica in cui un concetto è espresso in termini volutamente esagerati.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo