Home/Un sacerdote risponde/Un sacerdote risponde - Teologia morale/Un sacerdote risponde - Teologia morale - Virtù teologali/Sulle virtù teologali e in particolare sulla speranza dei beni di ordine temporale

Sulle virtù teologali e in particolare sulla speranza dei beni di ordine temporale

Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei chiarirmi un po’ le idee riguardo la nostra Fede. Vorrei capire, per quanto umanamente si possa capire, i concetti di Fede, Speranza e Credere; faccio troppa confusione… Come esempio di tutto questo è portato spesso quello di Abramo, di Noè, … loro però hanno avuto chiaramente e direttamente delle promesse da Dio. Pur non vedendo hanno creduto credibile Dio, si sono fidati (Fede) hanno atteso…si dice hanno manifestato Speranza; non sono stati delusi.
Qual è il vero concetto di Speranza cristiana? Alcuni dicono  che bisogna credere nella vita eterna e avere Speranza di questo (una vita eterna positiva). Anche leggendo Spe Salvi, non ho compreso niente di più di questo. Che spazio ha la Speranza umana (trovare un buon lavoro, desiderare una famiglia cristiana, salute….) nella vita di un cristiano? Se la Speranza cristiana è solo nella vita eterna allora è lecito per un cristiano dire ‘‘io non avrò mai un buon lavoro’?  Perchè si è rimproverati di pessimismo e mancanza di speranza? noi non abbiamo rivelazioni e promesse precise da Dio. Di fronte ai nostri desideri delusi, quando tutto nella vita ti è andato storto, cadiamo in tristezza, sfiducia, rabbia…. perchè si dice che tutto questo è tentazione? come sperare quando tanti sogni sono ormai sepolti irrealizzati e irrealizzabili in un cassetto?
Eppure uno spazio per la speranza umana nella vita di un cristiano ci dovrebbe essere, dicono altri: Gesù dice che valiamo più di tanti passeri, che veste i gigli, promette che insieme a tribolazioni, a chi lascia casa o padre o madre per Lui, avrà mille volte tanto…Gesù si preoccupa del materiale!
Ma quando hai lasciato tutto per Lui, hai avuto e continui ad avere tribolazioni, come mai non vedi il centuplo quaggiù? Come sperare ancora? Perchè essere pure rimproverati di rassegnazione?

Grazie, M


Risposta del sacerdote

Carissimo (a) M.
1. per comprendere cosa siano la fede, la speranza e la carità è sufficiente riferirsi al Catechismo della Chiesa Cattolica.
“La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Santa Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità. Con la fede « l’uomo si abbandona tutto a Dio liberamente » . Per questo il credente cerca di conoscere e di fare la volontà di Dio” (CCC 1814).
“La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo” (CCC  1817).
“La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio” (CCC 1822).

2. In particolare, per quanto attiene alla speranza il CCC dice che la speranza ha per oggetto il Regno dei cieli, e cioè il possesso di Dio in maniera iniziale nella vita presente e in maniera perfetta in quella futura.
Sembrerebbe a prima vista che le grazie di ordine temporale siano escluse. In realtà non è così.
Potrei dire che oggetto primario della nostra speranza è il nostro Pane quotidiano, e cioè Cristo.
Ma per possedere questo Pane soprasostanziale abbiamo bisogno di molti altri pani: il cibo, il vestito, il lavoro, la salute, gli affetti umani, la comunione ecclesiale…
Nell’oggetto della speranza vi sono dunque anche le realtà di ordine temporale ma in vista di quelle di ordine spirituale.

3. È lecito dunque sperare in un buon lavoro.
Sperare in un buon lavoro significa darsi da fare per essere all’altezza del suo svolgimento. E significa anche domandare a Dio che questo possa essere raggiunto senza particolari intoppi.
Ma sarebbe fuori posto domandare a Dio un buon  lavoro semplicemente per voler primeggiare sugli altri.
Se quanto chiediamo a Dio è utile per la nostra maggiore santificazione senza dubbio il Signore ce lo concederà.

4. È vero che valiamo più di molti passeri. Ma il Signore ha pure detto: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
Come vedi, se cerchiamo ciò che conta, e cioè Dio e la sua presenza in noi, al resto ci pensa Lui!
È questa la speranza cristiana.

5. Non è vero che i cristiani sono pessimisti.
Anzi è tutto il contrario.
Sanno che possono contare su Dio, sui meriti di Cristo che sono infiniti, sull’amore materno di Maria, sulla protezione degli Angeli, sull’intercessione dei santi.
Piuttosto sono pessimisti quelli che vivono senza Dio. Molto spesso li vediamo condannati a sperare nella superstizione, e cioè sul niente! E fosse solo questo!

Ti saluto, ti ricordo al Signore (anche questo è un elemento di speranza) e ti benedico.
Padre Angelo

Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5.

Sulle virtù teologali e in particolare sulla speranza dei beni di ordine temporale

Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei chiarirmi un po’ le idee riguardo la nostra Fede. Vorrei capire, per quanto umanamente si possa capire, i concetti di Fede, Speranza e Credere; faccio troppa confusione… Come esempio di tutto questo è portato spesso quello di Abramo, di Noè, … loro però hanno avuto chiaramente e direttamente delle promesse da Dio. Pur non vedendo hanno creduto credibile Dio, si sono fidati (Fede) hanno atteso…si dice hanno manifestato Speranza; non sono stati delusi.
Qual è il vero concetto di Speranza cristiana? Alcuni dicono  che bisogna credere nella vita eterna e avere Speranza di questo (una vita eterna positiva). Anche leggendo Spe Salvi, non ho compreso niente di più di questo. Che spazio ha la Speranza umana (trovare un buon lavoro, desiderare una famiglia cristiana, salute….) nella vita di un cristiano? Se la Speranza cristiana è solo nella vita eterna allora è lecito per un cristiano dire ‘‘io non avrò mai un buon lavoro’?  Perchè si è rimproverati di pessimismo e mancanza di speranza? noi non abbiamo rivelazioni e promesse precise da Dio. Di fronte ai nostri desideri delusi, quando tutto nella vita ti è andato storto, cadiamo in tristezza, sfiducia, rabbia…. perchè si dice che tutto questo è tentazione? come sperare quando tanti sogni sono ormai sepolti irrealizzati e irrealizzabili in un cassetto?
Eppure uno spazio per la speranza umana nella vita di un cristiano ci dovrebbe essere, dicono altri: Gesù dice che valiamo più di tanti passeri, che veste i gigli, promette che insieme a tribolazioni, a chi lascia casa o padre o madre per Lui, avrà mille volte tanto…Gesù si preoccupa del materiale!
Ma quando hai lasciato tutto per Lui, hai avuto e continui ad avere tribolazioni, come mai non vedi il centuplo quaggiù? Come sperare ancora? Perchè essere pure rimproverati di rassegnazione?

Grazie, M


Risposta del sacerdote

Carissimo (a) M.
1. per comprendere cosa siano la fede, la speranza e la carità è sufficiente riferirsi al Catechismo della Chiesa Cattolica.
“La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Santa Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità. Con la fede « l’uomo si abbandona tutto a Dio liberamente » . Per questo il credente cerca di conoscere e di fare la volontà di Dio” (CCC 1814).
“La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo” (CCC  1817).
“La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio” (CCC 1822).

2. In particolare, per quanto attiene alla speranza il CCC dice che la speranza ha per oggetto il Regno dei cieli, e cioè il possesso di Dio in maniera iniziale nella vita presente e in maniera perfetta in quella futura.
Sembrerebbe a prima vista che le grazie di ordine temporale siano escluse. In realtà non è così.
Potrei dire che oggetto primario della nostra speranza è il nostro Pane quotidiano, e cioè Cristo.
Ma per possedere questo Pane soprasostanziale abbiamo bisogno di molti altri pani: il cibo, il vestito, il lavoro, la salute, gli affetti umani, la comunione ecclesiale…
Nell’oggetto della speranza vi sono dunque anche le realtà di ordine temporale ma in vista di quelle di ordine spirituale.

3. È lecito dunque sperare in un buon lavoro.
Sperare in un buon lavoro significa darsi da fare per essere all’altezza del suo svolgimento. E significa anche domandare a Dio che questo possa essere raggiunto senza particolari intoppi.
Ma sarebbe fuori posto domandare a Dio un buon  lavoro semplicemente per voler primeggiare sugli altri.
Se quanto chiediamo a Dio è utile per la nostra maggiore santificazione senza dubbio il Signore ce lo concederà.

4. È vero che valiamo più di molti passeri. Ma il Signore ha pure detto: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
Come vedi, se cerchiamo ciò che conta, e cioè Dio e la sua presenza in noi, al resto ci pensa Lui!
È questa la speranza cristiana.

5. Non è vero che i cristiani sono pessimisti.
Anzi è tutto il contrario.
Sanno che possono contare su Dio, sui meriti di Cristo che sono infiniti, sull’amore materno di Maria, sulla protezione degli Angeli, sull’intercessione dei santi.
Piuttosto sono pessimisti quelli che vivono senza Dio. Molto spesso li vediamo condannati a sperare nella superstizione, e cioè sul niente! E fosse solo questo!

Ti saluto, ti ricordo al Signore (anche questo è un elemento di speranza) e ti benedico.
Padre Angelo

Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5.

Torna in cima