Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo per parlarle di una situazione che mi turba profondamente e desidererei un suo parere o, anche se non ne sono degno, una parola di conforto. Frequento la scuola, e qualche giorno fa sono stato sottoposto ad un’interrogazione di storia riguardo l’unità d’Italia. Dalla mia interrogazione chiaramente è uscita fuori anche l’opposizione del Beato Pio IX riguardo la creazione del Regno d’Italia, il suo divieto che non permetteva ai Cattolici di partecipare alla vita politica dello Stato (…).
L’insegnante era a conoscenza della mia fede e anche delle mie posizioni sempre a favore del Papa e della Chiesa – e a un certo punto mi chiede “Tu sei un ragazzo intelligente, secondo te il Papa ha davvero seguito gli insegnamenti del Vangelo comportandosi come un re vendicativo, vietando ai cattolici di votare, senza porgere l’altra guancia?”.
In quel momento ho detto di sì, ho concordato con lei, quasi involontariamente. Ero abbastanza angosciato per l’interrogazione per la quale non ero preparato al 100% e in quel momento mi è venuto da concordare con lei, senza ricordare che papa Pio IX è beato, come può non aver seguito gli insegnamenti del Vangelo? Come ho potuto concordare ad un’affermazione così stupida e ignorante?
Le chiedo: ho tradito il Signore e la fede? Mi sono sentito come Pietro che due giorni prima dice “Signore non ti tradire mai!” (Glielo dico sempre anche io al Signore) e poi nei fatti non riesco a difenderlo abbastanza come dovrei. Avevo in mente qualcosa da dire in verità, cioè che l’intenzione del Papa era quella di difendere la fede più che di tenersi per sé dei territori, però l’insegnante continuava a parlare da sola senza lasciarmi tempo di intervenire e intanto ho dovuto continuare con l’interrogazione.
Alla fine ha addirittura iniziato a parlare di eutanasia e matrimoni omosessuali (dicendo che la presenza del Papa in Italia e la sua influenza non permette di riconoscere questi diritti civili) e anche lì non sono riuscito a esprimere la mia opinione se non con smorfie di disapprovazione e frasi sarcastiche a bassa voce come ad esempio “e menomale che c’è il Papa!”. Insomma, le chiedo: ho tradito il Signore? Non l’ho difeso abbastanza? Mi scusi per il disturbo e grazie!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. colto di sorpresa hai cercato di fare buon viso a cattiva sorte dinanzi alla domanda maligna dell’insegnante che, a suo dire, ti ha presentato il beato Pio IX in un atteggiamento vendicativo.
Pertanto non devi fartene colpa.
Probabilmente non ha colpa neanche lei perché molto spesso i testi di storia si copiano l’un l’altro e sistematicamente presentano i fatti in maniera parziale e pertanto non vera.

2. Non tocco l’argomento dell’atteggiamento usurpativo da parte del governo del regno di impossessarsi della casa del Papa: il Quirinale. Come saprai, il Quirinale era la residenza del Papa. Che cosa diresti di uno che con violenza viene a impossessarsi di casa tua e dice: “D’ora innanzi è mia”?
Senza dire di tutti gli altri beni di cui si è impossessato il governo del regno.

3. Venendo alla domanda che mi hai posto, va ricordato che subito dopo l’occupazione dello Stato pontificio ci si chiese se i cattolici potessero partecipare alla vita politica. E non va dimenticato che a quei tempi non c’era ancora il suffragio universale che sarebbe stato concesso solo nel 1913 esclusivamente per gli uomini. Per le donne sarà dato in occasione del referendum sulla Repubblica nel 1946.
Ebbene, alla domanda sulla partecipazione dei cattolici alla vita politica il Papa rispose il 13.X.1874 con il suo famoso Non expedit (non è opportuno).
Questo non lo disse per spirito vendicativo ma perché ai deputati veniva chiesto di “giurare di sancire lo spoglio della Chiesa” (cfr. I. Giordani, Le Encicliche sociali dei Papi, p. 222 nota).
Quanti testi di storia riportano questa precisa motivazione?

4. Ma notato anche che Pio IX si limitò a dire: Non expedit (non è opportuno) lasciando la questione aperta.
Fu il suo successore Leone XIII a vietare in Italia la partecipazione dei cattolici alla vita politica, sebbene questo grande Papa abbia incoraggiato e promosso tra i cattolici tutte le opere sociali a favore dei contadini e degli operai e abbia promulgato sulla questione operaia la grande enciclica Rerum novarum (15.5.1891), i cui principi furono fatti propri in seguito da molti parlamenti.

5. Sarà il successore di Leone XIII, San Pio X con l’enciclica “Il fermo proposito” (11.6.1905) indirizzata ai vescovi d’Italia sull’azione cattolica e sociale in data 11.6.1905 a concedere ai cattolici di intervenire nella vita politica) con le seguenti parole: “Ragioni gravissime ci dissuadono dallo scostarci da quella norma già decretata da Leone XIII, secondo la quale rimane vietata in Italia la partecipazione dei cattolici al potere legislativo.
Se non che altre ragioni parimenti gravissime, tratte dal supremo bene della società, che ad ogni costo deve salvarsi, possono richiedere che nei particolari si dispensi dalla legge” (n. 13).
Vedi dunque come quanto detto dalla tua insegnante non sia perfettamente corrispondente al vero

6. Venendo adesso alle ultime due questioni (eutanasia e matrimonio omosessuali) potresti chiedere alla tua insegnante se è a motivo della presenza del Papa che in tanti paesi di questo mondo dove sono prevalenti altre religioni non sono previste né l’eutanasia né soprattutto le unioni (matrimoni) omosessuali.
Questo fa capire che temi non sono questioni religiose, ma rimandano al diritto naturale, a quella legge scritta nel cuore dell’uomo che comanda di conservarsi in vita e di esprimere la vita sessuale secondo l’intrinseco significato dei sessi che è quello di suscitare la vita e di custodirla. E questo avviene nel matrimonio.

7. Se due persone del medesimo sesso vogliono stare insieme, lo facciano. Nessuno glielo può proibire.
La legislazione potrebbe prevedere per loro alcuni diritti.
Ma non possono pretendere che la loro unione sia un matrimonio perché ne è impedita la finalità specifica.
Ugualmente se tre o quattro persone omosessuali decidessero di stare insieme, lo possono fare. Nessuno lo proibisce. Anche qui la legislazione potrebbe fare qualcosa a loro favore. Ma possono pretendere che la loro unione fra tre, quattro o cinque persone possa essere considerata matrimonio?
Con l’augurio che Nostro Signore ti sostenga sempre nella fede e la incrementi sempre più, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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