Quesito
Buonasera Padre Angelo.
Ho letto diverse sue risposte sul sito amicidomenicani su almah e parthenos.
La Bibbia dei LXX è stata scritta tra il II e il I sec a.C. Gli Ebrei traducono con parthenos, vergine, la parola ebraica almah che vuol dire anche vergine, ma anche giovane donna, giovane sposa, giovane ragazza.
Come è possibile che la scelta sia caduta su vergine, parthenos.
Lo capirei bene se la traduzione fosse avvenuta dopo Cristo perché è evidente che lo Spirito Santo non può far perdere la verginità a Maria. Ma duecento anni prima gli Ebrei erano Ebrei, ovviamente, non sapevano nulla di come sarebbe avvenuta la comparsa del Messia.
Cocciuti polemici scrivono che è un errore di traduzione. Figuriamoci se gli Ebrei con quella testa fina che hanno facevano dei pasticci sul loro testo sacro!
Aspetto la risposta quando vuole.
Buonanotte
Risposta del sacerdote
Caro Alessandro,
1. è vero quello che tu annoti: la Bibbia dall’ebraico fu tradotta in greco da parte dei 70 (LXX) dottori un secolo e mezzo o due secoli circa avanti Cristo.
L’ebraico almàh (giovane donna) fu tradotto con il greco parthénos (vergine). Ciò significa che per il Messia attendevano una madre che fosse vergine almeno nel concepimento.
Ma c’è di più.
2. Come mai i LXX hanno optato per vergine?
Questi dottori su tale punto hanno preso un abbaglio? Oppure hanno espresso convincimenti comuni riguardanti la profezia di Isaia?
Evidentemente la profezia non può limitarsi ad indicare che una giovane donna sta per partorire. Questo lo sanno tutti.
Per tale motivo la Bibbia di Gerusalemme annota: “Il testo dei LXX è un testimone prezioso dell’interpretazione giudaica antica”.
Sicché non da un secolo e mezzo o due secoli avanti Cristo si attendeva che la madre del Messia fosse una vergine nel concepimento, ma da molti secoli prima.
3. Inoltre c’è un’altra questione: vi è di mezzo solo il concepimento personale o anche il parto verginale?
Ecco che cosa scrive il beato Giuseppe Girotti nel suo monumentale commento al libro del profeta Isaia: “Isaia annuncia con una certa solennità la concezione e il parto della vergine. Ambedue le espressioni vanno interpretate col perfetto profetico, perché nella sua visione il profeta vede i fatti come presenti.
Isaia quindi vide la vergine gravida, cioè una ragazza che, nonostante la sua pregnazione, si può ancora chiamare vergine, del che non si può assegnare altra ragione se non che, una volta avvenuto il concepimento, ritenne intatto il segnacolo della verginità”.
4. Fatta questa premessa, Giuseppe Girotti si domanda: “Avendola il profeta veduta anche partoriente, possiamo parlare di un parto verginale? Certo il parto verginale è in argomento, e chi lo conosce già da altra fonte, lo vede affermato anche in questo versetto; inoltre il parto verginale è confermato dalla tradizione, poiché i Santi Padri spiegano la nostra profezia della concezione del parto verginale.
L’argomento della tradizione però è un argomento teologico, e qualunque cattolico deve ammetterlo”.
5. Ed ecco il punto: “La questione è di sapere se anche dal punto di vista apologetico, dal solo testo e contesto, si debba concludere ad un parto verginale.
Bisogna notare in primo luogo e principalmente che l’attenzione del profeta si porta non già circa ciò che la vergine fu o fece, ma soltanto circa la vergine in quanto è concepiente e partoriente.
Ora, nell’atto stesso di concepire e di partorire, il profeta non la chiama donna o con qualsiasi altro nome, ma vergine.
Perciò dobbiamo ammettere che la vergine conservò la sua verginità sia nella concezione che nel parto. Il profeta quindi, soprannaturalmente illuminato, predice come verginali e la concezione e il parto”.
6. Non ci sono motivi per negare che anche prima della traduzione dei LXX il convincimento dei giudei fosse a favore della verginità della madre in riferimento tanto per il concepimento quanto per il parto.
7. Ti ringrazio ti avermi portato su questo tema perché la realizzazione delle profezie (e qui si tratta di una profezia di otto secoli avanti Cristo) è uno dei motivi di credibilità nella fede cristiana.
Ti auguro ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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