Quesito

Padre Angelo,
sono angosciato.
380 Editto di Tessalonica
390 Le disposizioni.
Ma è stato un tradimento di Gesù!
Non era quella la modalità di trasmissione che aveva dato agli Apostoli.
“Nel mio nome vi perseguiteranno…”
E non “Perseguitate con il supporto delle istituzioni statali”.
È tutto sbagliato. Il Vangelo si è trasformato in una prassi pubblica, obbligatoria, come pagare le tasse!
L’Amore non si impone, non diventa legge di stato da osservare.
Come stanno le cose?
Mi tormenta questa degenerazione del Vangelo.
Orfanotrofi, ricoveri per anziani, mense per i poveri… Questi i primi cristiani. Anche dopo e ora, nel nostro tempo, ma perché l’obbligo di unica, obbligatoria religione per tutto l’Impero Romano? I pagani sono nemici? Perché perseguitarli? “Ama il tuo nemico”, dice Gesù.
La storia d’Amore più potente della Storia, il Dio che più ama tutti e non vuole olocausti, tradito così vigliaccamente!
Io lotto, sono debole, ma cerco la verità o la Verità. Come posso essere cattolico?!
Mi vien quasi da dire che per essere cristiani non bisogna essere cattolici! Ma soli!
Grazie della rabbia sopportata. (…).
Grazie e buona serata e buona domenica
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. non devi stracciarti le vesti per la disposizione di Teodosio il grande, che regnò dal 379 al 395.
Non fu la Chiesa a proclamare il cristianesimo religione di Stato, ma fu Teodosio.

2. Questi era cristiano, sì, ma non fu la Chiesa a suggerirgli di proclamare il cristianesimo religione di Stato.
C’erano altri motivi, molto più concreti.

3. Con l’editto di Milano (anno 313) Costantino aveva dato libertà ai cristiani nel senso che vietò la loro persecuzione.
I pagani però continuarono a godere di tutti i benefici precedenti. I loro sacerdoti, i loro templi e le loro istituzioni godevano di molti emolumenti da parte dello stato.

4. Proclamare il cristianesimo religione di stato non comportava di per sé un beneficio economico per la Chiesa, la quale andava avanti con le proprie risorse.
Privava invece il paganesimo di tutti i benefici che finora aveva goduto (cf. K. Bihlmeier – H. Tuechle, Storia della Chiesa, I, § 41.6) che costituivano un costo per lo stato, il quale nel frattempo doveva fronteggiare con costi notevoli i vari tentativi di invasione barbariche.
Non va dimenticato che proprio in quel periodo Giuliano l’apostata aveva iniziato una nuova persecuzione contro i cristiani e aveva dato manforte al paganesimo cercando di riformarlo e sorreggendolo in tanti modi.

5. I pagani non accettarono supinamente l’editto di Teodosio, reagirono in tutte le maniere per non essere privati di questi beni. Ma l’editto di Teodosio fu determinante per il loro progressivo venir meno.

6. Nello stesso tempo Teodosio con questo editto cercò di consolidare l’unità dell’impero romano che era costantemente minacciato dall’interno tanto dai pagani quanto dagli ariani.
Per questo stabilì come norma religiosa per tutti i sudditi dell’impero il simbolo di Nicea.
Non solo, ma nel 381 indisse un Concilio generale dell’oriente a Costantinopoli per combattere gli ariani.
La sua preoccupazione fu il consolidamento dell’impero romano. Per questo fu decorato del titolo di “il grande”.

7. Con questo non si intende canonizzare Teodosio perché anche lui si macchiò di colpe gravissime come quella compiuta nel massacro di Tessalonica nel 390. Ragion per cui Sant’Ambrogio gli impedì di varcare la porta di una chiesa in Milano se prima non avesse fatto penitenza per ciò che aveva compiuto.
Con l’augurio di una fruttuosa Quaresima e di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
Padre Angelo