Quesito

Gentile padre,
sono ossessionato dal pensiero di aver sbagliato facoltà universitaria.
Penso di essere stato condizionato da un mio compagno di classe. Ecco le motivazioni (…)


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. hai compiuto tante analisi interessanti sulle scelte che hanno determinato la tua vita.
Adesso è andata così e probabilmente è molto difficile tornare indietro.

2. Nelle nostre scelte siamo sempre un po’ condizionati da molti fattori. Ciò non implica che le nostre scelte non siano state libere.
Essere liberi non significa avere davanti solamente la prospettiva del nulla dal quale tirare fuori qualcosa di nuovo.
Siamo liberi anche avendo molti condizionamenti che spingono ad agire in una maniera piuttosto che in un’altra.

3. Infatti nell’essere spinti in una direzione o nell’altra, abbiamo la consapevolezza che nonostante tutto potremmo agire diversamente oppure che proprio a motivo di tali condizionamenti facciamo quelle determinate scelte.

4. È vero che tu avresti proprio potuto scegliere qualcosa di diverso se non ci fosse stato quel tuo compagno.
Ma forse è proprio a motivo di quel tuo compagno che Dio inclinava la tua vita verso determinate opzioni che si sarebbero rivelate particolarmente proficue per te e per quelli che il Signore avrebbe messo sui tuoi passi.
Rimane sempre vero ciò che dice la Sacra Scrittura e che attirava l’attenzione del nostro San Tommaso d’Aquino: “Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore: lo inclina dovunque egli vuole” (Pr 21,1).
Forse non tarderà il momento in cui dirai grazie al Signore per aver governato la tua vita proprio per la presenza di quel tuo particolare compagno di classe.

5. Se vai avanti così con quello spirito di fede e di pratica cristiana che ti caratterizza verrà il momento in cui canterai anche tu il tuo Magnificat e dirai che Dio non si è sbagliato non solo nei suoi provvedimenti ma anche nelle sue permissioni.
Parlo così per esperienza personale.

6. Infine, vorrei dire una parola sui confronti che facevi con quel tuo compagno e che sono i confronti che proprio in questo periodo di esame di maturità (giugno-luglio 2025) stanno facendo tanti ragazzi e soprattutto tanti genitori, ai quali pare che il valore della loro vita dipenda dal voto riportato all’esame di maturità.
Sì, si possono fare dei confronti sul piano intellettuale o sul piano delle capacità.
Ma il piano intellettuale e quello delle capacità non esauriscono le nostre potenzialità.
C’è anche il piano morale e della grazia, che sotto certi aspetti è superiore al piano intellettuale e a quello delle capacità.
È quel piano per il quale Nostro Signore ha detto: “Che cosa giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?” (Mt 16,26).
La bontà d’animo e soprattutto lo stato di grazia nella vita di comunione con Dio sono beni superiori a quelli intellettuali e delle capacità.

7. Tra non molto, il 7 settembre prossimo verrà canonizzato Pier Giorgio Frassati.
Molti suoi compagni di studio gli erano superiori nelle capacità intellettuali.
Pier Giorgio a suo tempo fu anche bocciato perché aveva riportato cinque di latino a giugno e lo riportò pari pari anche a ottobre, periodo a quei tempi in cui si facevano gli esami di riparazione.
Ma la santità della sua vita e il bene che ha compiuto in soli 24 anni lo pongono tra le stelle più belle del firmamento del cielo.
Molto probabilmente i suoi compagni non reggeranno al suo confronto per tutta l’eternità.

Augurandoti la santità del beato Pier Giorgio Frassati, ti benedico e ti ricordo nella preghiera
Padre Angelo