Quesito
Caro Padre Angelo,
innanzitutto grazie per la Sua rubrica. È un prezioso punto di riferimento per i tanti dubbi che ci assillano. Soprattutto in questi tempi in cui è diventato difficile trovare voci sicure su temi dottrinali e teologici. Volevo scriverLe per un quesito, ma mi è capitato di leggere il quesito “Se è doveroso riparare l’oltraggio compiuto a Gesù nell’eucaristia a Porto Recanati (MC)”.
Ho letto con estremo interesse la Sua risposta, e mi è sorta la seguente domanda riguardo all’utilità o meno delle preghiere di riparazione: Se Gesù ha portato sulla croce i peccati di tutti i tempi, anche quelli futuri, si può dire che anche tutte le preghiere di tutti i tempi rientrano ed hanno avuto il loro peso e la loro importanza nel momento del sacrificio di Gesù sulla croce?
Pur tenendo presente che il Suo dolore e la Sua sofferenza sono comunque per noi inimmaginabili.
Grazie se potrà rispondermi.
Adesso il quesito. Spero di riuscire a spiegarmi in termini corretti. E’ corretto dire che la Misericordia di Dio è solo per questo mondo terreno mentre nella vita eterna al Suo cospetto, esiste soltanto la Giustizia? Al di là ovviamente del Suo infinito Amore?
La ringrazio nuovamente, e Le chiedo una benedizione per me e la mia famiglia.
Pace e Bene.
Leandro
Risposta del sacerdote
Caro Leandro,
1. sono due i quesiti che mi hai posto.
Il primo riguarda la nostra partecipazione al sacrificio di Cristo.
Gesù mentre offriva se stesso, offriva anche le preghiere, i sacrifici e i meriti di tutti gli uomini di ogni tempo.
2. Proprio in segno di questo nella celebrazione della Messa durante l’offertorio il sacerdote infonde alcune gocce d’acqua nel calice del vino.
Mentre le versa, secondo la liturgia della Chiesa, proferisce le seguenti parole: “L’acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana”.
3. San Tommaso quando si domanda se si debba aggiungere dell’acqua, dopo aver esposto vari motivi, enuncia anche il seguente: “Poiché ciò concorre a esprimere l’effetto di questo sacramento, che è l’unione del popolo cristiano con Cristo; come infatti spiega il Papa Giulio “nell’acqua è raffigurato il popolo, mentre nel vino si ha il sangue di Cristo. Quando dunque nel calice si aggiunge l’acqua al vino, il popolo si unisce a Cristo” (Decreti di Graziano, 3, 2,7)” (Somma teologica, III,74, 6).
Subito dopo ribadisce tale concetto: “L’acqua che si aggiunge al vino sta a rappresentare la partecipazione dei fedeli a questo sacramento, poiché con l’infusione dell’acqua nel vino si vuol indicare l’unione del popolo intorno a Cristo” (Ib., III, 74,7).
4. Il concetto della partecipazione al sacrificio di Cristo viene ricordato anche nel Concilio Vaticano II nella Costituzione sulla liturgia: “I fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede… ma imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per mezzo di Cristo mediatore siano perfezionati nell’unità con Dio e tra loro in modo che Dio sia finalmente tutto in tutti (Sacrosanctum Concilium 48).
In tal modo le azioni umane portate all’altare ricevono una trasformazione, diventano “offerta viva in Cristo” (Preghiera eucaristica IV), atti di amore per Dio e per gli uomini.
Nella lettera Dominicae cenae Giovanni Paolo II dice: “Effettivamente in questo sacramento del pane e del vino, del cibo e della bevanda, tutto ciò che è umano subisce una singolare trasformazione ed elevazione” (n. 7).
5. Per il secondo quesito: non è corretto dire che la misericordia di Dio sia solo per la vita presente.
Scrive San Tommaso: “Quando Dio opera con misericordia, non agisce contro la sua giustizia, ma compie qualche cosa oltre i limiti della giustizia: precisamente come se uno ad un tale a cui sono dovuti cento denari, dà del suo duecento denari; costui non agisce contro giustizia, ma opera con liberalità, o con misericordia. Così pure se uno perdona l’offesa commessa contro di lui. Perché chi perdona, in qualche maniera dà: tant’è vero che l’Apostolo chiama il perdono una donazione: “Donatevi vicendevolmente, come anche Dio ha donato a voi in Cristo”. Da ciò appare chiaro che la misericordia non elimina la giustizia; ma è in qualche modo coronamento della giustizia. Per questo dice San Giacomo che “la misericordia esalta il giudizio” (Gc 2,13 Volg.” (Somma teologica, III, 21, 3, ad 2).
6. Scrive ancora San Tommaso: “Dio usa sempre misericordia, punendo meno rigorosamente di quanto lo richiede alla giustizia e premiando molto di più di quanto non richieda la giustizia” (Ib., I, 21, 4, ad 1.
E: “Essendo Dio, per l’abbondanza della sua bontà eccellentissimo datore, conviene che i suoi doni oltrepassino sempre la misura proporzionata a noi che riceviamo. Perciò Dio ci dà sempre dei beni più di quanto noi meritiamo, e sempre meno di quanto ci meritiamo egli ci castiga: “Egli non si tratta alla stregua dei nostri peccati, e non ci retribuisce secondo le nostre iniquità” (Sal 102,10); è proprio di Dio e avere sempre misericordia e il perdonare, come dice la Chiesa in una sua orazione” (IV Sentenze, d. 46, q.2, a. 2, qc. 2, ad 1).
7. Infine il Salmo 89,1 recita così: “Misericordias Domini in aetrenum cantabo”. “Canterò in eterno la misericordia del Signore”.
Per sua misericordia ci tratti dal nulla all’esistenza.
Per sua misericordia ci ha donato tutto quello che abbiamo, la vita, la salute, la famiglia, le amicizie, la grazia, la Chiesa, la comunione dei santi.
Tutto nella nostra esistenza è un torrente di misericordia che esce dal cuore di Dio e si riversa su di noi.
Il paradiso stesso sarà eterna misericordia ricevuta dal Signore e proprio per questo non finiremo di lodarlo.
Santa Teresa d’Ávila aveva preso le parole del Salmo 89 come programma della propria vita.
Santa Teresa di Gesù bambino dice che il suo unico tesoro, la sua speranza cieca era la misericordia del Signore (cfr. Lettera 176).
Dice anche che “in cielo parteciperò alla misericordia infinita del Signore” (Lettera 235), non solo perché avrebbe goduto della sua misericordia, ma anche perché avrebbe potuto dispensare dal cielo segni della sua misericordia. Aveva promesso che avrebbe passato il suo paradiso a distribuire grazie sulla terra.
Con questo augurio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
