Quesito

Buongiorno padre Angelo,
il mio quesito è più di carattere morale, ossia nel momento in cui mi trovo dinanzi ad una persona non credente in Gesù e nel Padre, sia esso agnostico, ateo o appartenente a qualsiasi altro “credo”, ho dovere morale di avvertirlo, di spronarlo all’incontro con il Padre?
Le dico questo perché tutte le volte che mi trovo dinanzi a tali fratelli, alla fine ho sempre il rimorso di non averli aiutati, di non aver compiuto un mio dovere.
Premetto che:
1) credo nella forza della preghiera, la quale non manca mai per queste anime;
2) che alla fine non è l’uomo che può convertire, ma solo l’azione salvifica di Dio;
3) che non esiste miracolo più grande della conversione di un’anima; d’altronde si fa più festa in cielo per un’anima convertita che per 99 giusti che vi entrano.
Sulla base di tutto ciò, sono arrivato alla conclusione che non esiste parola che possiamo dire finalizzata ad una conversione, ma solo la preghiera, l’affidamento al Padre e la testimonianza del proprio vivere quotidiano concorde alla legge dello Spirito.
Ma se anche ho consapevolezza di tutto questo, un piccolo vuoto o rammarico mi permane sempre nel cuore.
La ringrazio Padre, ed attraverso Lei tutto l’ordine dei Domenicani, per le opere che svolgete quotidianamente a salvezza delle anime.
Vi abbraccio tutti.
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco, 
1. a proposito della domanda che mi hai fatto è necessario distinguere fra i precetti morali positivi nei precetti morali negativi.
I precetti morali positivi sono quelli che comandano di fare il bene, qualche cosa di buono.
I precetti morali negativi sono quelli che proibiscono di compiere il male.

2. Ora è ben nota la diversa obbligatorietà tra i due tipi di precetti.
I primi obbligano sempre, ma non in ogni caso (semper, sed non ad semper).
I secondi invece obbligano sempre e in ogni caso (semper et ad semper).

3. Non vi è dispensa dai precetti morali negativi perché in ogni caso offendono Dio e procurano un male morale al soggetto che li compie oppure a terzi.

4. Per i precetti morali positivi ci si deve attenere ai criteri della prudenza.
Se viene offerta l’occasione propizia, è giusto intervenire.
Ma se non è offerta, è necessario rispettare la buona fede di tutti.

5. Dici giustamente che non c’è il miracolo più grande che è quello della conversione di una persona.
San Tommaso dice addirittura che è più grande che la creazione del cielo e della terra, perché questa termina ad un bene finito, mentre la conversione ad un bene infinito e soprannaturale.

6. Concludi dicendo che abbiamo nelle nostre mani la preghiera, che certamente è un’arma potente.
È vero, ma è altrettanto vero che c’è dell’altro.
A questo proposito mi piace riferire ciò che ho scritto Lucia di Fatima nella quarta memoria delle apparizioni.
Parlando dell’influsso della terza apparizione ad un certo momento scrive: “Un giorno mi chiesero se la Madonna ci aveva detto di pregare per i peccatori. Risposi di no. 
Appena poté, mentre interrogavano Giacinta, mi chiamò e mi disse: 
– tu stavolta hai mentito! Come hai fatto a dire che la Madonna non ci ha detto di pregare per i peccatori? Come no? Non ce l’ha detto, di pregare per i peccatori?!
– Per i peccatori no. Disse di pregare per la pace, per la fine della guerra. Per i peccatori ci disse di fare sacrifici”.

7. A questo proposito è sempre opportuno ricordare ciò che ha scritto il Papa Pio XII nell’enciclica mistici corporis: “Mistero certamente tremendo, né mai sufficientemente meditato: che cioè la salvezza di molti dipenda dalle preghiere e dalle volontarie mortificazioni, a questo scopo intraprese dalle membra del mistico Corpo di Gesù Cristo, e dalla cooperazione dei Pastori e dei fedeli, specialmente dei padri e delle madri di famiglia, in collaborazione col divin Salvatore” (EE 6, 193).
Sono parole che riecheggiano quelle della Madonna ai pastorelli di Fatima. Il 19 agosto 1917 la Madonna disse: “Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno perché non c’è chi si sacrifichi e preghi per loro”.

Con l’augurio di ottenere tante conversioni in queste due armi, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo