Quesito
Buonasera.
Per caso, ho visto il vostro sito Amici Domenicani.
Se non la disturbo, avrei bisogno di un consiglio spirituale.
Ho 64 anni e sono sempre stato credente. Non un santo, ma sicuramente una persona per bene. Ho sempre apprezzato le piccole gioie della vita e ringraziato il Signore per quello che mi ha dato: ottimi genitori, un buon lavoro, una brava compagna e, fino a qualche tempo fa, una buona salute.
Ho sempre pregato (e ringraziato), mi creda, la mattina e la sera prima di chiudere la giornata. Le mie preghiere sono state semplici, spontanee, sincere. Ho chiesto al Signore sempre e soltanto la serenità e la salute. Tutto qua.
Non mi arrogo certo il merito di essere un fedele modello.
Di sicuro, però, non mi ritengo l’ultimo dei credenti, né falso né ipocrita.
Ebbene, purtroppo, nonostante le mie preghiere tempo fa mi è stato diagnosticato un tumore. Adesso quindi sono avviato al solito percorso terapeutico fatto di analisi, esami e di inevitabile chemio.
In tutta franchezza, come accade ad altri, mi è caduto il mondo addosso. Mi sono chiesto più e più volte: Ma come?… Ho sempre chiesto nelle mie preghiere la serenità e che mi sorreggesse la salute, e questo è ciò che ottengo? Mi sono posto con la semplicità e, mi permetta di aggiungere, con lo stato d’animo di un bambino che si affida completamente nelle mani del Padre, secondo lo spirito del Vangelo, per arrivare a questo risultato?
Le confesso che in un primo momento, preso da una forte delusione e un incontenibile sentimento di rabbia, me la sono presa con Lui dicendogliene di tutti i colori, colto da amarezza, avvilimento e frustrazione.
Il momento di collera adesso è passato – credo che sia umano – così come arriva e passa un temporale estivo.
Tuttavia, padre, le confesso che ho smesso di pregare, di chiedere aiuto e di leggere la Bibbia come facevo da una vita.
In sostanza, ho perso la fede.
Dio mi ha deluso, ci sono rimasto male, è stato per me come una stilettata al cuore inaspettata, e proprio per questo ancora più dolorosa.
Sono avvilito, sfiduciato, prostrato. Mi sono sentito improvvisamente ed inaspettatamente abbandonato da quel Dio che pensavo fosse Amore, mentre stando ai fatti o è del tutto indifferente, o non può fare niente, o forse non esiste come lo pensiamo e come c’è stato insegnato a credere.
Mi scusi per lo sfogo.
Ringrazio per la l’opportunità e la pazienza di avermi letto.
Con cordialità.
Giovanni
Risposta del sacerdote
Caro Giovanni,
1. anche il profeta Geremia in un momento di grande dolore è uscito con questa espressione: “Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!. Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo” (Ger 20,9).
Poco prima aveva detto: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre” (Ger 20,7).
2. Confido che il male che ti è stato diagnosticato possa essere del tutto eliminato, anche con l’aiuto di Dio e della Vergine Santissima, sebbene l’itinerario che inizi sarà sempre accompagnato da apprensioni.
3. Questo fulmine a ciel sereno è stato come un campanello d’allarme: finora tutto si era svolto serenamente, per quanto lo possano permettere le vicende umane che non sono mai del tutto tranquille. Ma c’era la salute che è il bene fondamentale.
Facevi bene a chiederla al Signore e continui a far bene a chiederla anche adesso con le parole della Sacra Scrittura: “Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra” (Sal 121, 1-2).
Era un salmo che gli israeliti cantavano avvicinandosi a Gerusalemme che è una città costruita sopra un monte.
È un salmo che va molto bene anche per noi che siamo in cammino verso la Gerusalemme del cielo.
Infatti “non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura” (Eb 13,14).
4. Erano pieni di fiducia quando cantavano: “Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra” (Sal 121,5).
E: “Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre” (Sal 121,7-8).
5. Di improvviso la tua salute è diventata più fragile, ma ancor più, proprio per questo, devi ricorrere a Dio.
Per questo Geremia, dopo aver detto “non penserò più a lui”, sentiva invece che proprio a Lui doveva pensare.
Hai bisogno che il Signore illumini e guidi i medici.
Hai bisogno che Egli faccia ciò che i medici non possono fare.
6. Le parole del salmo sono parole ispirate da Dio.
È Dio stesso che ce le dona e ci invita a pregare con queste parole.
Per questo dobbiamo essere fiduciosi. Dio entrerebbe in contraddizione con se stesso se non ci ascoltasse.
Prega anche tu con queste parole.
7. Il Signore è il tuo indissolubile compagno di viaggio in questa nuova fase della tua vita.
Non ti deluderà.
Ne uscirai rinnovato nel corpo e soprattutto nello spirito.
Con questo augurio, ti benedico di cuore e volentieri prego per te.
Padre Angelo
