Quesito
Reverendo Padre,
Ho diciassette anni; fino ad ora non ho avuto l’occasione di avvicinarmi alla fede cattolica. Tuttavia, negli ultimi tempi, una voce interiore – dolce e insistente – ha destato in me un desiderio profondo di conoscere Dio, di amarlo e di appartenere alla Sua Chiesa.
Il mio nome è Sofia. Vivo a M. Sebbene non sia ancora battezzata, da tempo sento nel profondo dell’anima il desiderio sincero di avvicinarmi a Nostro Signore, intraprendendo un autentico cammino di fede cristiana.
Conosco R., che mi ha parlato con grande stima del Vostro Ordine e della Vostra missione apostolica.
Per questo motivo, oso chiedere il Vostro paterno consiglio: come potrei, secondo la Vostra sapienza e guida, iniziare adeguatamente questo percorso verso il Battesimo e una piena vita cristiana?
Comprendo l’importanza e la serietà di tale passo, e perciò desidero accostarmi ad esso con tutto il rispetto, la consapevolezza e l’umiltà che merita.
Se Volete, Vi sarei infinitamente grata per ogni indicazione, per ogni parola che possa illuminare i primi passi del mio cammino spirituale.
In attesa di una Vostra benevola risposta, Vi assicuro fin d’ora la mia preghiera e la mia riconoscenza.
Che il Signore Vi benedica e Vi custodisca.✝️
Devotamente,
Sofia
Risposta del sacerdote
Cara Sofia,
1. la voce misteriosa che avverti all’interno del tuo cuore è quella di cui parla l’Apocalisse di San Giovanni.
In questa rivelazione (apocalisse significa infatti rivelazione) Gesù dice: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,21).
2. Qui Gesù si presenta come un amico che attende con impazienza che gli si apra.
La promessa che fa è veramente grande perché vuole abitare dentro di noi: “verrò da lui”.
L’aveva già promesso nell’ultima cena: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
3. San Tommaso d’Aquino, mutuando una bella espressione di San Gregorio magno Papa, sottolinea che l’amore di Dio non è mai ozioso perché si manifesta con grazie, con illuminazioni della mente e consolazione del cuore, con premure e benevolenze di ogni tipo.
4. Promettendo di cenare con noi e noi con lui, il Signore allude soprattutto all’eucaristia, ma anche ad ogni momento di intima comunione.
Giova ricordare che il Signore viene sempre con le mani cariche di grazie.
Per poterlo accogliere con i suoi favori è necessario che anche noi ceniamo con lui, e cioè che gli portiamo i nostri atti di amore compiuti nell’esercizio di ogni virtù.
In tal modo tutta la nostra vita diventa come un’attesa e un’esperienza di comunione con il Signore Gesù.
5. Ecco, cara Sofia, stai per cominciare a vivere, perché la vita vera è quella che viviamo all’interno del nostro cuore. Questa vita nessuno ce la può togliere se noi non lo permettiamo.
6. Il Signore prosegue nella sua promessa dicendo: “Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono” (Ap 3,21). Con queste parole il Signore promette di renderci partecipi della sua sovranità sul mondo e pertanto di distribuire grazie a tutti sia nella vita presente e ancor più in quella futura.
7. Concretamente quali sono i primi passi che devi compiere?
Ti indico tre cose.
La prima consiste nella lettura del Vangelo, rendendoti consapevole che quando apri quel libro non apri semplicemente un libro ma realizzi un incontro tra te e il Signore: egli viene per fare nella tua vita ciò che ti sta dicendo con quelle parole.
La seconda cosa: inizia a pregare. Inizia con il Padre nostro. Almeno per le prime volte proferisci questa preghiera con calma, facendola penetrare in te e nello stesso tempo invocando il Signore perché la faccia penetrare in alcune persone che ti stanno particolarmente a cuore.
Al Padre nostro aggiungi una preghiera alla Madonna perché a lei il Signore ha dato l’incarico di distribuire tutte le grazie. Con il Padre nostro e l’Ave Maria fai presto a giungere al Rosario. Così ogni giorno impari a fermarti e a rendere presenti e operanti nella tua vita tanto il Signore che la Madonna. Sarà il momento più prezioso e più alto della tua giornata. Come lievito nella pasta, trasformerà tutto.
La terza: vai dal parroco della tua parrocchia perché ti indichi il cammino da fare. Questo cammino viene chiamato catecumeno. Sarà un cammino che non farai da sola ma con altri della tua stessa diocesi, mediamente della durata di due anni, al termine dei quali riceverai i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: il battesimo, la confermazione dell’eucaristia.
Ti accompagno volentieri con la preghiera, soprattutto con quella del Santo Rosario.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo
