Quesito
Salve padre Angelo,
mi chiamo Chiara, sono cresciuta in una famiglia atea e, anche se ho ricevuto i sacramenti del Battesimo e della Comunione, ho vissuto lontano da Dio per tutta la vita. Tre anni fa circa sono andata a convivere con il mio compagno, ma da circa un anno e mezzo mi sono riavvicinata a Dio. Non è stato un percorso facile, ma piano piano, pregando e studiando, ho iniziato a mettere le basi della mia fede e, allo stesso tempo, a riflettere su tutti i peccati commessi. Mi scuso per questa lunga ma necessaria premessa. Vorrei porle due quesiti:
1. Tempo fa sono andata a confessarmi e, conscia del peccato grave dovuto alla convivenza, non mi aspettavo un’assoluzione ma più un confronto con il mio parroco ma, dopo aver confessato di convivere e di non farlo in castità, egli mi ha assolta come se avessi confessato un peccato qualsiasi; vorrei quindi chiederle: quella confessione è valida? Ogni volta che ripenso a quella confessione, mi viene da dire “impossibile che sia valida” ma vorrei una sua conferma
2. Il fatto di convivere e di portare avanti uno stile di vita lontano da ciò che insegna Gesù nel Vangelo ha iniziato a pesarmi sempre di più, tanto da pregare per trovare il coraggio di chiedere al mio compagno di vivere in castità (anche volendo, non potremmo tornare nella casa dei nostri rispettivi genitori); a quanto pare le mie preghiere sono state ascoltate, perché è stato proprio lui a proporlo (è ateo), affermando di essere pronto a farlo se ciò mi rende felice e mi aiuta a crescere nel mio rapporto con Gesù. La mia domanda, quindi, è: se convivessi con il mio compagno ma in castità, potrei riavvicinarmi ai sacramenti?
Mi scuso per la lunghezza e se sono risultata poco chiara, spero comunque che abbia compreso i miei dubbi.
La ringrazio di cuore,
Chiara
Risposta del sacerdote
Cara Chiara,
1. insieme con te ringrazio Dio con tutto il cuore perché ti è venuto incontro.
In Lui hai trovato la luce e la direzione della tua vita.
Prima vagavi senza una meta che desse grandezza e compiutezza alla tua esistenza, come purtroppo avviene per molti.
Adesso la fede illumina l’obiettivo ultimo che Dio ci ha preparato e nello stesso tempo illumina tutto il percorso.
2. Tutto è cambiato con la luce della fede. È come se la tua vita si fosse d’improvviso raddrizzata, come quella di quella donna di cui parla il Vangelo “che da 18 anni uno spirito teneva curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta” (Lc 13,11).
Con la conversione avrai sentito un senso di liberazione.
Nello stesso tempo hai trovato il punto fermo della tua vita, quello che le dà solidità perché adesso sai con certezza perché vivi, dove sei diretta e che cosa stai preparando.
3. Gesù Cristo è anche il punto sempre fecondo che ti rinnova senza sosta.
Attraverso le Sacre Scritture e soprattutto attraverso il Vangelo ha sempre qualcosa da dirti. Sperimenti quanto sia vera la definizione che egli ha dato di se stesso: “Io sono la resurrezione e la vita” (Gv 11,25).
Nessun altro essere umano può dirlo.
Cristo lo può dire perché è il Dio che vive in eterno. Si è manifestato a Mosé attraverso l’immagine di un roveto sempre ardente, che brucia, ma non si consuma.
4. Confido che tra breve lo diventerà anche per il tuo compagno che ha mostrato per te vero amore, proponendoti di vivere in castità.
Gesù ha detto: “Chi fa la verità viene verso la luce” (Gv 3,21).
La purezza rende tutto limpido e dispone a vedere e a sentire Dio nella propria anima.
5. Vengo adesso ai due quesiti che mi hai proposto.
Per il primo: bisognerebbe esaminare ciò che ti ha detto il sacerdote confessore.
Vedendoti convertita e di buona volontà, con il desiderio di camminare secondo Dio, può aver intuito il tuo desiderio di vivere in castità in attesa del matrimonio.
E poiché l’assoluzione sacramentale comunica forza, ti abbia assolta proprio per comunicarti forza,
Se è così, ti ha assolto validamente perché ha visto in te la volontà di convertirti in maniera piena.
Per cui io non metterei in dubbio la validità della confessione che hai fatto.
6. In ogni caso, adesso che hai il via libera da parte del tuo compagno di vivere secondo Dio, puoi accostarti ai sacramenti.
Per questo ti esorto a rinnovare la confessione prima di accostarti alla prossima Santa Comunione.
Anzi, ti suggerirei di prendere la confessione sacramentale come compagna di viaggio di tutta la tua esistenza. In ogni confessione sentirai l’infusione di una forza nuova.
Farai dunque la Santa Comunione. Puoi farla anche per il tuo compagno, perché le grazie che il Signore comunica a te in quell’incontro sacramentale le puoi comunicare anche a lui.
7. Tuttavia, come insegna la Chiesa, potrai fare la Santa Comunione là dove non sei conosciuta come irregolare per non indurre in errore chi, a motivo delle proprie irregolarità, non ha le debite disposizioni.
Con l’augurio di ogni bene e soprattutto con l’augurio che Gesù Cristo doni al tuo compagno ciò che ha dato a te, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
