Caro p. Angelo,
Io sono gay, ma lotto con tutte le mie forze per mantenere la castità. Ho letto nelle vite dei santi dei quali sono innamorato che tante sante mistiche hanno fatto uno sposalizio mistico con Gesù e tanti santi maschi hanno scelto la Madonna o la Chiesa o la madonna Povertà (come san Francesco) o qualche altra santa come “sposa”, quindi la mia domanda (dato che ho una attrazione verso gli uomini) è questa: potrei pensare e rispondere alle tentazioni contro la castità o, meglio, posso desiderare come alcuni mistici e dire: “io vorrei Gesù Cristo come sposo unico” oppure “mi sono sposato con Gesù Cristo, l’uomo più bello che esista” senza offendere Dio o commettere un peccato o oltraggio?
Grazie per il tuo fraterno aiuto.
Ogni bene in Cristo.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. lo sposalizio mistico fatto da alcune Sante non consiste semplicemente nella determinazione di stare sempre uniti al Signore senza distrazione ed essere santi nel corpo e nello spirito. Se così fosse, si dovrebbe dire che ogni novizia nel giorno della sua professione attua un matrimonio mistico.
2. Lo sposalizio mistico è la conclusione di un lungo itinerario di purificazione interiore per cui si è ormai così distaccati da ogni inclinazione disordinata e da ogni concupiscenza da essere una cosa sola con il Signore.
Con lo sposalizio spirituale l’anima viene confermata in grazia, e cioè viene così stabilita nell’unione con il Signore che praticamente non lo offende più neanche venialmente, almeno sotto il profilo volontario.
La confermazione in grazia si identifica con una certa impossibilità di separarsi dal Signore. Questo avviene per una particolare sovrabbondanza di grazia, preceduta da una grande purificazione, e anche per una speciale protezione divina analoga al modo con cui uno sposo protegge la sposa.
3. Quando si attua lo sposalizio mistico si può dire con tutta verità ciò che ha scritto San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me” (Gal 2,20).
4. Nel giorno della loro professione le vergini consacrate a Dio celebrano un matrimonio spirituale, che è una gran bella cosa, ma non è ancora un matrimonio mistico.
In quel giorno celebrano un matrimonio spirituale con il Signore per cui decidono di essere dedite totalmente a lui con le medesime disposizioni spirituali e col medesimo stile di vita che Cristo ha scelto quando è entrato nel mondo: povertà, castità e obbedienza.
5. Esse lasciano tutte le altre ricchezze per scegliere Cristo, che è la ricchezza in persona, perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9).
Lasciano il matrimonio per vivere delle nozze ancor più belle per essere dedite al Signore in maniera esclusiva, con animo verginale e attuare nello stesso tempo una grande maternità spirituale.
E sono così contente di fare in tutto la volontà dello Sposo, che rinunciano volentieri alla propria. Questo è il segno più alto dell’amore e della dedizione.
6. Questa loro consacrazione è una forma più radicale di un’altra consacrazione e di un altro matrimonio spirituale da tutti celebrato nel giorno del loro battesimo.
Il primo matrimonio spirituale con il quale Cristo si lega indefettibilmente alla nostra anima per essere la vita della nostra vita e donarci tutti i tesori del paradiso avviene nel battesimo.
7. Ciò che Dio ha detto a Israele: “Ti farò mia sposa per sempre, mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore” (Os 2,21); “tuo sposo è il tuo creatore” (Is 54,5); “come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te” (Is 62,5) lo dice personalmente Gesù Cristo ad ogni battezzato.
Sicché in tutta verità possiamo dire che Cristo è lo sposo della nostra anima e che la nostra anima è diventata sposa di Gesù Cristo.
8. È cosa ottima aspirare al matrimonio mistico.
Intanto però vivi fin d’ora lo sposalizio con Cristo, cercando di piacergli in tutto, nei pensieri, nelle parole, nelle opere e nei sentimenti.
Tutti, sposati e non sposati per i più svariati motivi, dovremmo provare per la nostra anima i sentimenti di San Paolo per la comunità cristiana di Corinto: “Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo” (2 Cor 11,2).
9. Pertanto vivi insieme con Cristo, abita sempre con lui, stai con lui. Sii sempre con lui in perfetta sintonia di pensieri e di sentimenti.
Attendi con avidità le sue parole in modo che anche tu possa dire insieme con Geremia: “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me, Signore, Dio degli eserciti” (Ger 15,16).
Con questo augurio, che senza dubbio è il più bello, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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