Quesito

Buongiorno Padre.
Vorrei capire cosa intende San Paolo per carità se dice che anche se uno desse tutti i suoi beni ai poveri o facesse ardere il suo corpo, ma non avesse la carità, non servirebbe spiritualmente.  
Ma allora cos’è per lui la carità? 
Grazie della cortese risposta. 


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. San Paolo ha detto chiaramente che cos’è la carità quando ha scritto: “La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio (più precisamente: la carità di Dio, n.d.r.) è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).

2. Questa affermazione ha permesso a Ceslas Spicq, che è stato uno dei più grandi biblisti del nostro tempo, di dare una delle più precise definizioni della carità: la carità è “il modo di amare tipico di Dio, e il modo di amare di coloro che sono stati gratificati di questo dono da parte di Dio (Rm 5,5; 1 Gv 4,7)” (C. Spicq, Théologie morale du Nouveau Testament, II, p. 482).

3. Se amare significa donare, che cosa ci vuole donare Dio amandoci con la carità?
Ci vuole donare se stesso, che è il bene più grande al quale possiamo aspirare ed è nello stesso tempo la sorgente di qualsiasi altro bene.

4. Pertanto noi amiamo di carità, vale a dire con il cuore stesso di Dio, quando al nostro prossimo desideriamo Dio.
Anche quando doniamo molti altri beni che sono distinti da Dio, glieli diamo però in vista di Dio. 

5. Per questo il nostro grande San Tommaso d’Aquino dice che “il motivo di amare il prossimo è Dio: infatti nel prossimo dobbiamo amare il suo inserimento in Dio: dal che si deduce che l’atto col quale si ama Dio è il medesimo di quello con cui si ama il prossimo” (san tommaso, Somma teologica, II-II, 25, 1).

6. Aggiunge ancora San Tommaso: “Il prossimo viene amato d’amore di carità per il fatto che in lui vive Dio e perché in lui viva Dio
Di conseguenza è chiaro che con lo stesso abito di carità amiamo Dio e il prossimo. 
Però se amassimo il prossimo per se stesso e non per amore di Dio, il nostro amore apparterrebbe a un altro ordine: per esempio all’amore naturale o politico” (Quaest. disp. de caritate, a. 4). In altre parole non sarebbe più carità.
Pertanto la carità è ben diversa dalla filantropia, realtà pur buona e molto bella.
La filantropia si ferma a donare al prossimo qualcosa.
La carità invece mira a donare al prossimo il bene più grande, che è Dio.

7. San Tommaso commenta così l’affermazione di San Paolo che hai riportato: “Se facessi le predette opere così eccellenti, “ma non avessi la carità”, o perché insieme con le opere suddette esiste la volontà di peccare mortalmente o perché sono compiute per vanagloria, “niente mi giova”, quanto al merito della vita eterna, la quale viene promessa soltanto a coloro che amano Dio” (Commento a 1 Cor 13,3).
Amare il prossimo, con amore di carità, significa dunque volergli il bene soprannaturale: che aderisca e sia fisso in Dio come nel suo fine ultimo, lo possegga, lo ami e lo lodi in eterno.
Con l’augurio che entra nella carità cresca sempre di più, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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