Quesito

Caro Padre Angelo,
innanzitutto grazie per il caritatevole servizio che rende, rispondendo con pazienza ai nostri quesiti.
Volevo sapere se i numeri hanno un determinato senso nelle Scritture, oppure se indicano una mera quantità. In particolare, vorrei sapere il significato del numero 12. Sempre sul 12 vorrei chiedere il senso dei 12 Kyrie della liturgia ambrosiana: come mai proprio 12?
Grazie di cuore e le chiedo una benedizione.
Che la Madonna la protegga sempre.
Giovanni


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. il biblista Enrico Galbiati afferma che “alcune cifre (3, 5,7,12,40,…) hanno preso in Israele un carattere sacro, che del resto altri popoli vicini già loro riconoscevano da molto prima” (Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo biblico, v. numero) e che “i babilonesi davano un grande valore ai numeri 3 e 7” (Ib., v. Ghematria).

2. J. L. McKenzie dice che “il simbolismo del numero e della numerologia è assai comune nella religione e nella magia … I numeri sono usati con significati diversi da quello materialmente aritmetico offrendo così un significato che non ha nulla a che fare con il loro valore di quantità. Sembra che questo significato facesse parte di un uso comune, senza rientrare in qualche speculazione” (Dizionario biblico, v. numero)

3. Poi prosegue: “Il numero 3 appare in benedizioni invocazioni e apostrofi” (Ib.).
Il numero 3 nella religione cristiana rimanda alla perfezione divina: la Santissima Trinità.

4. Il numero 4: “4 sono i punti cardinali, dai quali secondo la tradizione derivano “i quattro venti”.
“4 sono i fiumi del paradiso che irrigano tutta la terra (Gn 2,10ss.). In questo senso il numero 4 è legato alla concezione dell’universo visibile”. “I re mesopotamici avevano fra i loro titoli quello di “re delle quattro regioni”, cioè del mondo” (Ib.).
Il 4 dunque rimanda ad una certa perfezione terrena e umana.

5. Il numero 7 “è considerato quasi dovunque carico di un particolare significato”, quello di “una certa pienezza”.
7 sono i demoni da cui era posseduta la Maddalena (Lc 8,22)
7 sono i giorni della settimana (Gn 2,2).
7 sono i diaconi scelti per aiutare gli apostoli (At 6,3ss).
Pietro chiede a Gesù se deve perdonare a suo fratello 7 volte e Gesù gli risponde che deve perdonare 70 volte 7.  Pietro “probabilmente pensa a un certo numero con il quale il dovere è compiuto e cessa di esistere; Gesù a sua volta moltiplicando 7 × 7 × 10 toglie ogni limitazione”.
“Il numero 7 appare dovunque nell’Apocalisse: ci sono sette chiese, sette spiriti, sette fiaccole, sette sigilli, sette angeli, sette trombe, sette teste del dragone, sette corna della bestia, sette flagelli, sette coppe.
Tutto questo dimostra che il numero 7 rappresenta l’idea di pienezza o di completezza” (Ib.).
Il 7 rimanda ad una perfezione umana attuata dalla grazia: sette sono i sacramenti, sette i doni dello spirito Santo, sette le virtù principali dell’uomo: tre teologali e quattro cardinali.

6. Anche il numero 10 “è una cifra molto frequente. Il 10 è composto da due pentadi, la somma delle dita, la radice del sistema decimale. Il decalogo presenta il 10 come numero della pienezza” (Ib.).

7. Anche il numero 12 ha il suo significato: “Deriva dal sistema sessagesimale sumerico, che sopravvive nella nostra dozzina. Sono 12 le tribù di Israele: questo indica la pienezza di Israele.
Allo stesso modo, e probabilmente per deliberata imitazione, Gesù sceglie i 12.
I 12 ritennero necessario reintegrare il loro numero dopo la morte di Giuda con l’elezione di Mattia.
Sono 12 i mesi, pienezza dell’anno. Per questo motivo il 12 è nel sistema sessagesimale molto più di quanto non sia il 10 nel sistema decimale” (Ib.).
Sembra dunque che il 12, che deriva da 3 × 4, faccia riferimento ad una completezza umana e terrena voluta da Dio.

8. Il numero 40: “È una cifra tonda. Sono 40 i giorni del diluvio e 40 gli anni di permanenza di Israele nel deserto, come pure sono 40 gli anni del regno di Davide. I 40 giorni del viaggio di Elia e i 40 giorni di Gesù nel deserto sono imitazioni intenzionali dei quarant’anni di Israele nel deserto. Il soggiorno terrestre di Gesù dopo la resurrezione è stato di 40 giorni.
40 corrisponde approssimativamente a una generazione” (Ib.).

9. “Il numero 70 è il prodotto da 10 × 7, è nuovamente una cifra tonda, di dimensioni sconosciute. I figli di Israele ammontavano a 70 al momento della loro entrata in Egitto. Gli anni dell’esilio ammontano a 70. Sono 70 gli anziani di Israele, ma il numero senza dubbio è in realtà 72, 6 × 12, come 72 erano i discepoli (Lc 10). Settant’anni sono la vita ideale di un uomo (Sal 90,10)” (Ib.).

10. Ha un suo significato anche “il numero dei 144.000 scritti in Ap 7,4ss., esso corrisponde a 12, il numero delle tribù di Israele, moltiplicato per se stesso e poi per mille, il numero di una unità militare dell’antico esercito israelita.
Il numero indica la pienezza di Israele; nel nuovo testamento la Chiesa è concepita come la pienezza di Israele, e tale la Chiesa celeste nel suo compimento finale” (Ib.).
Non so dirti invece sul senso dei 12 Kyrie della liturgia ambrosiana. Credo però di non andare errato se dico che anche in questo caso hanno un senso di pienezza.
Ti benedico molto volentieri, ti ringrazio dell’augurio che contraccambio di cuore e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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