Quesito

Salve,
Le scrivo perché ne ho decisamente bisogno.
Ho da poco superato i 30 anni e solo da pochi mesi (un annetto circa) ho realizzato l’esistenza di Dio. Solo alcune vicende recenti (a partire da Ottobre dell’anno scorso) mi hanno portata a credere nell’esistenza di Dio. Un Dio buono ed amorevole che ha saputo pazientemente attendere che io mi accorgessi di Lui…Il mio desiderio di avvicinarmi a Lui, dopo tutta questa mia lontananza, mi ha spinta a leggere i Vangeli. Solo conoscendo Gesù ho la speranza e la possibilità di aprirmi a Dio; un Dio al quale ho sempre chiuso la porta ed al quale ora intendo aprire il mio cuore. Da poco mi sono approcciata a leggere la Bibbia…partendo dai Salmi, dai Proverbi e da poco ho cominciato a leggere le lettere di Paolo.
Nella mia vita ho sempre fatto molto volontariato (Croce Rossa, donatrice di sangue, di midollo osseo…). Evidentemente son stata sempre alla ricerca di quel “qualcosa” che nemmeno io sapevo cosa…Evidentemente il mio continuo “dare” agli altri era, in realtà, un modo di cercare Dio…Non so se mi spiego…Ero alla ricerca di “qualcosa”, ma non sapevo cosa…
Ho anche ripreso (da circa sei mesi) ad andare a messa ogni Sabato sera…E’ stata una bella scoperta perché dopo tanto tempo non mi son più sentita un’estranea in Chiesa, ma mi son sentita a mio agio…come a casa mia…
Sento la necessità di un percorso di crescita spirituale, magari all’interno di gruppi biblici parrocchiali o percorsi di catechesi per adulti (anche se avevo cominciato e non avevo le basi per comprendere bene)..Mi sto impegnando anche in questo..
Dopo questa “premessa” vorrei dirle che io convivo da parecchio con il mio fidanzato che è stato il primo ed unico. Diciamo che adesso che sento fortemente la presenza del Signore nella mia vita, ho anche sentito la necessità di sposarmi…Vede, il mio compagno ha da sempre desiderato il matrimonio ed ero io quella che si è sempre rifiutata perché non lo ritenevo indispensabile..Ora, invece, la ritengo una delle cose fondamentali ed entro l’anno prossimo abbiamo deciso di fare il grande passo perché ci amiamo molto ed ora più che mai, per me, il matrimonio ha un enorme significato..
Quello che voglio dire, però, è che il mio compagno è un credente “non praticante”…Crede un po’ alla sua maniera diciamo così…Porta rispetto al Signore, è molto riservato e non parla moltissimo della propria Fede e non è un assiduo frequentatore della Chiesa…
Inizialmente io l’avevo presa molto male perchè volevo che anche lui si convertisse completamente al Signore…abbiamo cominciato a litigare spessissimo (cosa mai fatta prima d’ora) e mi era anche saltato in mente di mandare tutto all’aria…Nel frattempo ho conosciuto una persona di Fede Evangelica che mi ha fatto capire che per seguire la volontà di Dio io avrei dovuto anche prendere decisioni dolorose tra le quali abbandonare i “non cristiani” perchè altrimenti avrebbero ostacolato la mia crescita spirituale..
Io, Padre Angelo, non la vedo così…io ritengo che questa mia “nuova nascita” possa essere una testimonianza per chi mi sta accanto per convertirsi meglio al Signore…Se io pensassi solo a me stessa sarei un’egoista! Io non credo che Dio da me voglia questo…Io credo che con la mia testimonianza Dio stia riuscendo ad entrare, poco alla volta, nei cuori dei miei cari e Dio è capace di grandi cose, lo sappiamo tutti! E la mia speranza è proprio questa…che anche il mio attuale compagno si accorga ancora meglio di quanto sia bello vivere nel Signore, lasciare che Egli ci guidi per la giusta strada…Non è giusto né che io lo forzi e gli dia fretta, né che io lo abbandoni perché mi si dice che sarebbe “un peso” per la mia crescita spirituale…
Ma quando parlo con Cristiani Cattolici come me vengo incoraggiata, mentre quando parlo con quell’amico Cristiano Evangelico, mi dice che mi sto creando un Dio “su misura” e che rischio di non fare la volontà di Dio e di scegliere una persona (il mio fidanzato) piuttosto che Dio…Questo mi fa davvero male!
Io, Padre Angelo, sono confusa…Lei pensi che sono così entusiasta di poter partecipare, col mio fidanzato, al corso per fidanzati della mia parrocchia prima del matrimonio! Piano piano sto facendo in modo che il mio fidanzato abbia la possibilità di sentire parlare del Signore…e questo mi rende felice perché io voglio il suo bene e desidero che anche lui conosca meglio il Signore…Allo stesso modo il mio fidanzato è contento di vedermi finalmente felice di sposarlo!
Sto sbagliando? Lei ritiene che questo non sia amore verso Dio, ma solo verso una persona? Io ritengo che anche chi, come il mio fidanzato, non manifesta apertamente la propria Fede, abbia il diritto di sentire parlare del Signore…Quando io ne parlo in casa, non vengo ignorata, ma vengo ascoltata…e ritengo che questa sia sempre Fede anche se debole…una Fede che va coltivata, difesa e fatta crescere giorno dopo giorno…io stessa, pur credendo molto, ritengo di possedere una Fede debole…cosa accadrebbe se io pensassi solo a me? Forse io ne trarrei giovamento (dico forse), ma mi renderei complice dello smarrimento di una persona che ha bisogno di Dio…insieme a me!
Padre Angelo, la prego di chiarirmi, se può, un po’ le idee…ne ho davvero tanto bisogno…
Grazie, a presto
Angela


Risposta del sacerdote

Carissima Angela,

1. Intanto sono contento di quello che il Signore sta facendo con te.
Certamente hai sbagliato andando a convivere, ma sei sempre stata generosa e questa apertura verso il prossimo è stata la premessa della tua apertura verso Dio. Forse è anche una ricompensa di Dio nei tuoi confronti, perché tutto quello che hai fatto e fai per il prossimo lui lo ritiene fatto a sé.

2. Capisco benissimo il desiderio ardente di vedere il tuo compagno sulla tua stessa lunghezza d’onda.
Ma la sua fede (credente ma non praticante) è simile a quella dei demoni, i quali sanno meglio di noi che Dio c’è. Ma non è questa la fede che ci salva, diversamente anche i demoni sarebbero salvati.

3. L’esperienza di convivenza, che certamente ha un suo punto preciso di riscontro anche nella convivenza sessuale, dal momento che non è stata aperta alla vita, ha chiuso ulteriormente il tuo compagno, mentre in te vi è stato e vi è tuttora il resto.

4. Pertanto con lui devi usare molta pazienza.
Tu hai ricevuto una grazia che lui non è ancora disposto a riceverla.
L’amico evangelico ti ha detto di non preferire la persona (nel caso, il tuo fidanzato) a Dio.
Ma l’amore per Dio ci spinge ad amare il nostro prossimo nella maniera più grande. E l’amore più bello (che è quanto dire il dono più bello) che possiamo avere verso il nostro prossimo consiste nel dargli Dio: che Dio sia nel suo cuore e che il suo cuore sia in Dio.
Ti sei chiamata a mettere Dio nel cuore del tuo ragazzo. Questo è il bene più grande che devi dargli e questo è anche il bene più grande che vi cementa tra voi.

5. Ti do un consiglio pratico, utile per il tuo compagno a trovare Dio più di quanto non si creda: dal momento che non siete sposati e che avete intenzione di sposarvi tra breve, decidete di vivere secondo la legge di Dio, secondo quella legge che non ci vuole togliere nulla, ma ci vuole dare tutto.
Vivete dunque in perfetta castità, in attesa di vivere anche le relazioni sessuali all’interno del matrimonio secondo Dio.
Gesù ha detto: “Chi opera la verità, viene alla luce” (Gv 3,21).
Quando ci si vuol bene secondo Dio, si sente Dio più vicino.

6. Adesso ti do un altro consiglio: vivendo in perfetta castità, puoi anche confessarti e assicurare il confessore che sei nelle condizioni di poter ricevere l’assoluzione. Poi potrai fare la santa Comunione, evidentemente dove non sei conosciuta come convivente per non generare scandalo e confusione tra la gente.
Vedrai che cosa significa vivere avendo ottenuto la remissione dei peccati e sentendo Dio che abita in un cuore finalmente purificato!
Anche il tuo compagno ha bisogno finalmente di fare quest’esperienza.

Ti assicuro la mia preghiera e intanto ti do la mia benedizione.
Padre Angelo