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Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei rivolgerLe una domanda circa le vocazioni. Io ho 32 anni, sono fidanzata da 4 anni, ho un buon/bel lavoro e una casa.
Da circa un anno continuo a sentire che questa non è la mia strada e che Dio vuole altro da me. Ho deciso di lasciare il mio ragazzo perché questo mio sentimento sta diventando così forte che provo difficoltà nello stare con lui e dirgli Ti Amo quando sento che questo sentimento è per Lui solo. Ma è possibile che questo stia accadendo proprio a me che per anni sono stata un’atea convinta? E’ possibile accorgersi di una vocazione a 32 anni?
La ringrazio se vorrà illuminarmi su questi dubbi.
Le assicuro le mie preghiere


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Mi compiaccio grandemente per la tua decisione di rispondere al Signore che ti chiama in maniera sempre più forte.
Questa risposta ha comportato certo un dispiacere per il tuo ragazzo. Ma sono certo che questo dispiacere è nello stesso tempo accompagnato da una certa consolazione. Non l’hai lasciato perché hai trovato un altro uomo meglio di lui, ma perché hai trovato Gesù Cristo che ti chiama a stare unita Lui senza distrazione, a farti tutta a tutti e ad essere santa nel corpo e nello spirito.

2. Mi dici che avverti un certo imbarazzo nel sentire che il Signore chiama te, con un passato di ateismo, a una vita di consacrazione.
Noi non siamo mai degni di essere chiamati a condividere la sua vita divina e per tutta l’eternità.
Proprio in questi giorni pensavo ai primi due discepoli chiamati dal Signore, secondo l’evangelista San Giovanni. Erano Andrea e l’estensore di quel Vangelo, Giovanni.
Quando il Signore li ha chiamati avevano senz’altro la veste che sapeva di salmastro e di pesce. Ma questo non costituì un motivo sufficiente perché il Signore non li chiamasse.
La nostra veste non sa di salmastro, ma può sapere di peccato. Ma anche questo Dio non lo ritiene un motivo sufficiente per negare di chiamarci a condividere la sua stessa vita.

3. Hai 32 anni. Non sei giovanissima, ma sei giovane e hai davanti ancora tutta la tua vita.
Sono contento che il Signore abbia posato il suo sguardo su di te e ti abbia chiamato a spendere interamente la tua vita per la migliore e la più benefica fra tutte le cause.
È un segno e una grazia che dà a tante altre ragazze.

4. Sono convinto che, se diventerai sposa di Gesù, il tuo ragazzo riceverà grandi favori dal Signore.
Anche lui, accettando di essere separato da te, farà il suo bel sacrifico, e lo unirà al tuo. E tutto sarà sommamente gradito a Dio.
Penso che in qualche modo possa essere applicata anche a lui quello che santa Bernadette Soubirous disse a una novizia che piangeva per la morte del padre: “Si consoli, sorella, perché i genitori dei religiosi non vanno all’inferno”.
Questo tuo ragazzo non è tuo genitore e neanche tuo sposo, ma certamente è ti ha voluto bene e per quattro anni ha costituito qualcosa di grande nella tua vita.
Per questo confido che il Signore lo aiuterà, lo consolerà, lo guiderà e avrà del bene.

5. Da quando mi hai comunicato questa notizia, ti ricordo nelle preghiere, soprattutto nella celebrazione della S. Messa e nel Rosario mariano.

Intanto ti saluto caramente e ti benedico.
Padre Angelo

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