Quesito

Buongiorno padre Angelo,
volevo porle una riflessione.
Tutti noi siamo segnati dal peccato originale ma non tutti abbiamo le stesse inclinazioni al male, c’è chi è più incline a peccare di invidia, chi a rubare, chi a peccare di impurità, orgoglio, superbia… difetti che ogni persona possiede.
Si può quindi affermare che così come ognuno di noi riceve dei doni diversi da Dio, riceve anche determinate inclinazioni al male come conseguenza del peccato originale? O queste inclinazioni vengono scelte da noi se acconsentiamo a determinate  tentazioni che ci offre il maligno?.
Grazie.

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è un dato di fatto che come tutti siamo fisiologicamente diversi l’uno dall’altro così che possiamo distinguerci in base alla fisionomia, al tratto, alla voce, al comportamento, così anche nella vita morale ognuno ha particolari  predisposizioni (San Tommaso le chiama “propensioni”) al bene e al male.
E come “alcuni dalla complessione particolare del loro corpo sono predisposti alla castità, alla mansuetudine o ad altri abiti” (Somma teologica, I-II, 51,1) così analogamente avviene anche per le inclinazioni al male.

2. Dice ancora San Tommaso: “Secondo la natura individuale alcuni sono disposti più o meno bene a certe virtù in base alle disposizioni del corpo: e cioè per il fatto che le potenze sensitive sono perfezioni di certe parti del corpo, dalle cui predisposizioni sono aiutate od ostacolate nei loro atti, sia queste potenze, che le potenze razionali, cui devono servire.
E in base a questo un uomo possiede un’attitudine naturale alla scienza, un altro alla fortezza, un altro ancora alla temperanza” (Somma teologica, I-II, 63, 1).
È un dato di fatto che alcuni trovano in se stessi maggiori ostacoli all’esercizio delle virtù.

3. Tuttavia come le buone disposizioni provenienti dalla natura non sono ancora una virtù e per questo giustamente si dice che sono germi o semi di virtù (seminalia virtutum) così analogamente va detto anche dei vizi.
Come non vi sono virtù innate, ma predisposizioni alle virtù, così non vi sono vizi innati, ma predisposizioni.

4. Da sempre si è riconosciuto che nelle singole persone vi sono temperamenti diversi.
In passato si è giunti a distinguere quattro tipi di temperamento: il sanguigno, il malinconico, il collerico e il flemmatico.
Il sanguigno è il soggetto facilmente eccitabile, prevalentemente allegro, ma anche mutevole e instabile.
Il malinconico invece è incline alla mestizia, alla tetraggine e al pessimismo.
Il collerico è un soggetto dotato d’iniziativa, di energia volitiva e di tenacia, ma che può anche essere irruente, irascibile, restio a dimenticare e a perdonare.
Il flemmatico è il soggetto privo d’iniziativa, lento, indifferente, apatico.

5. La moderna psicologia scientifica si è staccata da questa quadruplice ripartizione dei temperamenti.
È più attenta agli eventi che hanno inciso nella vita del singolo.
Ma i due approcci non si escludono.
Gli aspetti che derivano dalla natura e ciò che si è sovraggiunto come carico esistenziale doverosamente vanno tenuti presenti nella valutazione dell’imputabilità degli atti.

6. Dobbiamo però riconoscere che solo Dio conosce perfettamente gli aspetti che derivano dalla natura e quelli che deriva dal vissuto esistenziale.
Ed è proprio in merito a questo che il Signore ha detto: “Non giudicate e non sarete giudicate” (Lc 6,37).
Noi vediamo e giudichiamo l’esterno. E dobbiamo farlo.
Ma l’interno lo giudica solo Dio ed è per questo che abbiamo il divieto da parte del Signore di giudicare le coscienze degli altri.

Ti ringrazio del quesito, ti auguro una fruttuosa quaresima, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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