Quesito

Salve padre Angelo!
Volevo farle una domanda sulla condizione degli ortodossi e dei protestanti. In Italia con la presenza di comunità rumene ortodosse, nelle classi di scuola cominciano ad essere presenti anche bambini ortodossi (oltre a quelli di altre religioni). Ci sarebbe la possibilità di inserire uno di questi bambini a Catechismo nella mia parrocchia, questo però farebbe diventare il bambino cattolico. Considerando che gli ortodossi hanno una vera Chiesa ma che sono scismatici sarebbero tenuti in qualche modo per la loro salvezza a convertirsi? I cattolici della parrocchia dovrebbero provare ad accogliere questo bambino? Le chiedo anche se la stessa situazione capita con un bambino protestante, aggiungendole un dubbio: in vari testi si afferma che chi è fuori dalla Chiesa  (consapevolmente, con colpa ecc…) non si salva. Ma effettivamente chi è fuori? Sono fuori solo le religioni non cristiane o anche le cristiane? Da quali documenti (possibilmente dogmatici) lo si evince? 
Grazie e auguri di buon Natale e buon anno nuovo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. non dovrebbe sussistere alcuna difficoltà per un ortodosso partecipare ai corsi di catechismo che vengono fatti in una parrocchia cattolica.
Né la sua partecipazione al catechismo lo fa diventare automaticamente cattolico.
D’altra parte i punti essenziali che dividono i cattolici dagli ortodossi riguardano soprattutto il primato del Papa.
Ora, sebbene il primato del Papa sia una verità importante, tuttavia non  costituisce l’oggetto primario e permanete delle catechesi. È un punto della nostra fede, ma non è tutta la nostra fede.
Come ricordava Papa Giovanni XXIII, anche con gli ortodossi è molto più quello che ci accomuna che quello che ci divide.
Pertanto è una buona cosa, anzi è un atto di carità cristiana accogliere anche ragazzi cristiani ma non cattolici nelle nostre comunità, compresa la catechesi, senza chiedere loro in compenso di convertirsi.
Certo, se questi ragazzi poi chiedono di far parte della Chiesa cattolica ce ne rallegriamo perché la pienezza della Chiesa sussiste solo nella Chiesa cattolica.

2. L’Istruzione Dominus Iesus della Congregazione per la dottrina della fede scrive infatti: “Esiste quindi un’unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.
Le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia (come gli ortodossi, n.d.r.), sono vere Chiese particolari. Perciò anche in queste Chiese è presente e operante la Chiesa di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa.
Invece le comunità ecclesiali che non hanno conservato l’Episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico (come i protestanti, n.d.r.), non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste comunità sono dal Battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa. Il Battesimo infatti di per sé tende al completo sviluppo della vita in Cristo mediante l’integra professione di fede, l’Eucaristia e la piena comunione nella Chiesa” (Dominus Iesus, 17).

3. Ortodossi e protestanti sono tenuti a convertirsi qualora vengano a sapere che la pienezza della Chiesa di Cristo sussiste solo nella Chiesa cattolica.
Se vivono nelle loro Chiese in buona fede (e dobbiamo pensarlo) e se accolgono la grazia di Dio, possono salvarsi.
Come vedi, ho sottolineato l’espressione se accolgono la grazia di Dio perché questo è l’elemento decisivo per appartenere in maniera vera alla Chiesa di Cristo ed entrare in Paradiso.

4. I teologi infatti distinguono tra appartenenza all’anima della Chiesa e appartenenza al corpo della Chiesa.
Appartengono al corpo della Chiesa tutti i battezzati. Ma non è sufficiente essere battezzati per salvarsi.
Per coloro che sono battezzati è necessario appartenere al corpo e  all’anima della Chiesa.
Per coloro che non sono battezzati si richiede che appartengano all’anima della Chiesa, e cioè che accolgano la grazia di Dio.
In questo senso va intesa l’espressione: “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”.

5. Ora noi sappiamo che la grazia di Dio viene comunicata in via ordinaria attraverso i sacramenti.
Ma il Signore la comunica anche attraverso anche vie straordinarie, note a Lui solo.
Allora anche queste persone, se accolgono la grazia di Dio sebbene non siano battezzate, possono salvarsi.
Dice infatti il Concilio Vaticano II: “Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e con l’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna” (Lumen gentium, 16).
E ancora: “E ciò vale anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” (Gaudium et spes, 22).

6. Il Concilio, a scanso di equivoci, soggiunge: “Ma molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore (cfr. Rm 1,21 e 25), oppure, vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale. Perciò la Chiesa per promuovere la gloria di Dio e la salute di tutti costoro, memore del comando del Signore che dice: ‘Predicate il Vangelo ad ogni creatura’ (Mc 16,15), mette ogni cura nell’incoraggiare e sostenere le missioni” (LG 16).

Ti ringrazio del quesito che mi ha dato di nuovo l’opportunità di mettere in chiaro che cosa effettivamente significhi l’espressione “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”.
Come vedi, molti usano a sproposito tale affermazione, senza comprenderla.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo