Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho letto il seguente insegnamento di Pio XII: "da quella prestazione positiva obbligatoria (di trasmettere la vita) possono esimere, anche per lungo tempo, anzi per l’intera durata del matrimonio, seri motivi, come quelli che si hanno non di rado nella cosiddetta indicazione medica, eugenica, economica e sociale".
Volevo chiederle pertanto: se sono presenti motivi seri, ovviamente da valutarsi nel caso concreto con il Confessore e usando metodi naturali consentiti dalla Chiesa, ci si può sposare escludendo la prole senza incorrere in nullità matrimoniale?
La ringrazio.
Ennio


Risposta del sacerdote

Caro Ennio,
secondo me la riposta è positiva.
Primo perché il matrimonio è ordinato anche alla vicendevole perfezione e al mutuo aiuto. In questo senso è valido il matrimonio tra due persone sterili dalla nascita o diventate sterili per anzianità o malattia.
In secondo luogo perché quando si usa del matrimonio ricorrendo ai metodi naturali non si esclude nella pratica la finalità procreativa degli atti. Questi rimangono potenzialmente procreativi.
E anche se i coniugi li compiono sapendo che la prole non ne nascerà, tuttavia essi sono disposti ad accogliere i figli che eventualmente nascessero.
Si tratta di un’esclusione solo intenzionale e per motivi plausibili, ma non di una esclusione radicale.

Ti ringrazio, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo