Quesito

Caro Padre Angelo,
ormai io sarò la sua dannazione, però scriverle mi fa piacere e mi fa ancora più piacere ricevere le sue risposte.
Vorrei chiederle una cosa: cosa si fa esattamente nel noviziato e nello studentato domenicano?
Mi risponda con comodo.
PAX DOMINI SIT SEMPER VOBISCUM                             
Bernardo


Risposta del sacerdote

Caro Bernardo,

1. per il noviziato
i novizi vivono la vita dell’Ordine all’interno di una comunità e vestono fin dall’inizio del noviziato l’abito domenicano.
Il noviziato è essenzialmente un anno di discernimento.
Le nostre Costituzioni dicono:
– Il noviziato è il periodo di prova appositamente istituito perché i novizi conoscano più profondamente la vocazione divina e particolarmente quella domenicana, sperimentino la vita dell’Ordine, si formino con la mente e con il cuore nello spirito domenicano e diano agli altri frati la testimonianza del loro proposito e della loro idoneità.

– Durante quest’anno i novizi vengono istruiti circa la storia della salvezza, la Sacra Scrittura, la liturgia, i principi della vita cristiana e il sacerdozio.

– In particolare viene data un’istruzione fondamentale circa:
la natura della vita religiosa, specialmente sulla storia dell’Ordine, la spiritualità e le leggi dell’Ordine.

– Nello stesso tempo, insieme all’istruzione, viene curata la formazione delle virtù umane e cristiane in modo da giungere ad una più intensa vita spirituale.
A questa formazione si provvede curando in particolare:
l’umiltà del cuore, l’entusiasmo dell’anima e il rinnegamento di sé.

– I novizi vengono istruiti anche sul modo di accostarsi con maggior frutto al sacramento della penitenza e della Eucaristia e di dedicarsi all’orazione mentale.

– Il noviziato viene concluso con la professione temporanea dei voti di povertà, castità e obbedienza della durata di almeno un triennio. Possono rinnovare per qualche tempo la professione temporanea ma in modo da non superare il sessennio.

– I novizi scandiscono il loro tempo in quattro momenti di vita di preghiera con tutta la comunità:
mattino, mezzogiorno, sera, prima della notte (compieta).
In questi tempi di preghiera provvedono alla celebrazione corale e solenne delle liturgia delle Ore e dell’Eucaristia.
In altri momenti si provvede alla meditazione (fatta personalmente ma nel medesimo tempo) e alla preghiera del santo Rosario.

2. Per lo studentato

– La vita segue lo schema di quella del noviziato.
Ma al posto delle istruzioni di cui si è detto sopra, si provvede allo studio della teologia e degli annessi (un sessennio di studi).

– Nello stesso tempo si consolida e si sviluppa la formazione ricevuta in noviziato e si completa la prova sia da parte dell’Ordine sia da parte degli studenti.
Gli studenti vivono in un convento di formazione sotto la guida di un maestro.
Questi ha il compito di portare gradualmente ciascuno, secondo le proprie capacità, alla perfezione religiosa ed apostolica secondo lo spirito dell’ordine.
Nella formazione si provvede ad insegnare che la norma suprema della nostra vita consiste:
nel seguire Cristo, nel pensare come pensa la Chiesa, nell’approfondire e conservare lo spirito di s. Domenico, nell’osservare le sane tradizioni dell’ordine, nel discernimento dei segni dei tempi alla luce della fede.

Gli studenti, secondo la loro diversa condizione, vengono introdotti gradualmente e con prudenza alla vita apostolica.
Dopo almeno tre anni di professione temporanea (ma non oltre i sei) fanno la professione solenne e cioè vengono incardinati stabilmente nell’Ordine.
Nel frattempo ricevono i ministeri dell’accolitato e del lettorato.
Fatta la professione solenne, prima dell’inizio del sesto anno di teologia, ricevono l’ordine del diaconato.
Concluso il sesto anno di teologia ricevono l’ordine del presbiterato.
Ma prima di passare al ministero diretto provvedono ad un ulteriore specializzazione nei loro studi, in ordine al tipo di apostolato in cui vengono indirizzati (insegnamento, predicazione, pastorale, studio e ricerca…)

Ecco, caro Bernardo, grosso modo lo schema di quanto si fa in noviziato e nello studentato.
Ma questo è solo quello che si vede dall’esterno.
L’interno è la parte più bella ed è costituito dalla propria vita vissuta col Signore e in obbedienza al “tu seguimi” che un giorno ci ha rivolto.

Ti ringrazio di avermi fornito l’occasione di parlare di tutte queste cose.
Sono convinto che ti interessano, e probabilmente non solo per pura curiosità.
Ti ringrazio molto per l’augurio di pace che mi dai: la pace di Cristo è pienezza di bene. In essa c’è tutto.
Lo ricambio per te.
Ti accompagno con la preghiera, soprattutto nella celebrazione della S. Messa e ti benedico.
Padre Angelo